Giardini Naxos, canone rifiuti sospeso: Ecolandia contesta il Comune

Il Comune intende pagare direttamente gli addetti, ma Ecolandia dichiara stipendi regolari. Il vecchio Codice prevedeva l’intervento sostitutivo dopo l’accertamento

Sintesi

Il Comune di Giardini Naxos ha comunicato a Ecolandia la sospensione del pagamento del canone di agosto 2026, richiamando anche questioni di regolarità contributiva e prospettando il pagamento diretto dei lavoratori. La società ha replicato che le retribuzioni risultano corrisposte e che non esisterebbero stipendi arretrati da sostituire. Le posizioni restano contrapposte.

Contributi previdenziali e stipendi sono però 2 questioni differenti. Un Documento unico di regolarità contributiva irregolare potrebbe giustificare la trattenuta delle somme dovute agli Enti previdenziali, mentre il pagamento diretto ai dipendenti presuppone retribuzioni effettivamente arretrate e una specifica procedura.

L’appalto partito nel 2021 aveva una base di gara di 15.550.429 euro ed è stato aggiudicato per 15.052.815 euro. Successivamente risulterebbe dagli impegni trimestrali del 2022, pari a 610.254,74 euro ciascuno, proiettati sull’intera durata di 7 anni restituiscono invece circa 17,09 milioni.

Nel 2021 e 2022 l’attuale sindaco Agatino Bosco e l’assessora Alessia Barbagallo sedevano allora in Consiglio comunale come esponenti dell’Opposizione. L’affidamento è nato sotto un’altra Giunta.

La Cassazione ha infine confermato che l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti da parte di titolari d’impresa e responsabili di Enti ha conservato rilevanza penale anche dopo la riforma del 2025. La pronuncia non attribuisce però responsabilità automatiche per quanto accaduto a Giardini Naxos dopo Ferragosto: servono prove sulle condotte individuali.

Articolo

Il nuovo scontro sul canone di agosto

Si sono ulteriormente irrigiditi i rapporti tra il Comune di Giardini Naxos (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) ed Ecolandia Srl (società catanese affidataria dei servizi di raccolta, trasporto, spazzamento e igiene ambientale). L’Ente locale ha comunicato al gestore la sospensione del pagamento del canone relativo ad agosto 2026, richiamando anche motivazioni connesse alla regolarità contributiva e manifestando l’intenzione di pagare direttamente il personale mediante un intervento sostitutivo.

Il Comune avrebbe quindi chiesto i dati dei lavoratori e le informazioni necessarie per versare direttamente le spettanze. Nelle fonti pubblicamente accessibili esaminate non è stato però reperito il provvedimento completo, con il numero di protocollo, l’importo trattenuto, l’esito del Documento unico di regolarità contributiva e l’indicazione delle retribuzioni eventualmente rimaste insolute.

Ecolandia ha respinto la richiesta con una nota firmata dall’avvocato Giuseppe Di Vita e indirizzata al Comune, nonché, per conoscenza, alla Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti Messina Area Metropolitana, alla Procura della Repubblica, alla Prefettura e alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uiltrasporti.

La società ha dichiarato di avere trasmesso il 31 agosto, insieme alla fattura mensile, l’attestazione relativa alle retribuzioni di luglio e di avere successivamente comunicato, il 4 settembre, la regolare corresponsione degli stipendi per tutte le mensilità comprese tra aprile 2021 e luglio 2026. Secondo il legale, non esisterebbero pertanto retribuzioni arretrate sulle quali il Comune potrebbe legittimamente sostituirsi all’azienda. Nella stessa replica Ecolandia ha collegato il parziale pagamento di una mensilità, quantificato in circa il 30%, al mancato riequilibrio economico-finanziario del contratto contestato al Comune.

Contributi e stipendi non sono la stessa cosa

Il Documento unico di regolarità contributiva certifica la posizione dell’impresa nei confronti di Inps, Inail e, quando prevista, Cassa edile. Un’eventuale irregolarità contributiva non coincide necessariamente con il mancato pagamento degli stipendi. L’Inps precisa che, quando il Documento risulta irregolare, vengono indicati gli importi dovuti e le cause dell’irregolarità affinché la stazione appaltante possa attivare l’intervento sostitutivo.

Poiché l’appalto è stato affidato nel 2021, troverebbe applicazione la disciplina prevista dal decreto legislativo n. 50 del 2016 (il vecchio Codice dei contratti pubblici, cioè la legge italiana che ha regolato gli appalti e le concessioni per lavori, servizi e forniture fino a metà 2023). In presenza di un’irregolarità contributiva risultante dal Documento, la stazione appaltante tratterrebbe dal pagamento l’importo corrispondente al debito e lo versa agli Enti previdenziali o assicurativi.

Diversa risulta la procedura riguardante le retribuzioni. In caso di ritardo accertato, il responsabile unico del procedimento deve invitare per iscritto l’impresa a pagare entro 15 giorni. Se la richiesta non viene contestata formalmente e motivatamente, il Comune può versare direttamente ai lavoratori gli arretrati, detraendoli dalle somme dovute all’appaltatore.

Ne deriva che la dichiarazione di Ecolandia sull’avvenuto pagamento degli stipendi non risolverebbe da sola l’eventuale questione contributiva. Allo stesso modo, un Documento irregolare non dimostrerebbe automaticamente l’esistenza di salari non pagati. Il legale ha richiamato anche un termine di 30 giorni che sarebbe previsto dal capitolato.

Un contenzioso iniziato da tempo

L’attuale contrasto non rappresenta un episodio isolato. Nel febbraio 2025 il Tribunale civile di Messina ha respinto la richiesta di Ecolandia di annullare 619.600 euro di penali applicate dal Comune per contestazioni relative, tra l’altro, al numero di mezzi e lavoratori, alla mancata comunicazione di alcuni dati e all’assenza dei sistemi di localizzazione sui veicoli. La società ha impugnato la decisione.

Nell’agosto 2025 Ecolandia ha ottenuto un decreto ingiuntivo da 340.067 euro, oltre interessi e spese, per somme legate alla revisione periodica del canone. Il Comune ha annunciato opposizione e ha successivamente disposto il fermo amministrativo su 369.600 euro, richiamando il controcredito derivante dalle penali. Nei mesi di marzo, aprile, maggio e luglio 2025 erano già stati trattenuti complessivamente 250.000 euro, pur continuando a pagare le componenti relative a personale, contributi e carburante.

Ecolandia ha sostenuto che la revisione del canone dovesse decorrere dal 1° aprile 2022, cioè dal secondo anno dell’appalto, e ha attribuito al mancato riconoscimento dell’adeguamento parte delle difficoltà economiche della gestione.

Dai 15 milioni ai 17 milioni: cosa dicono realmente i conti

L’appalto è stato aggiudicato nel marzo 2021 nell’ambito del Lotto 5 predisposto dalla Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti Messina Area Metropolitana. La base d’asta destinata a Giardini Naxos era pari a 15.550.429 euro. Ecolandia ha offerto un ribasso del 3,20%, portando l’importo di aggiudicazione a 15.052.815 euro per 7 anni. Il servizio è iniziato il 1° aprile 2021 e il contratto attuativo è stato sottoscritto il 23 luglio dello stesso anno.

La scheda comunale dedicata alla pubblicità degli appalti riporta 3 impegni di spesa relativi ai primi 3 trimestri del 2022, ognuno pari a 610.254,74 euro. Dividendo questa somma per i 3 mesi di ciascun trimestre, si ottiene un costo mensile di 203.418,25 euro. Moltiplicando poi l’importo trimestrale per i 4 trimestri dell’anno, il costo complessivo annuo risulta pari a 2.441.018,96 euro.

Se lo stesso costo annuale viene esteso ai 7 anni di durata dell’appalto, si arriva a 17.087.132,72 euro. Questa cifra supera di 2.034.317,72 euro, cioè del 13,51%, l’importo di aggiudicazione e di 1.536.703,72 euro, pari al 9,88%, l’importo originariamente posto a base di gara. Il riferimento a circa 17 milioni di euro deriva quindi da questa semplice proiezione matematica dei costi trimestrali indicati nella scheda comunale.

Non si può tuttavia affermare che l’appalto sia formalmente “passato” da 15,05 a 17,09 milioni. Gli impegni trimestrali potrebbero comprendere Iva, revisioni, servizi aggiuntivi o altre componenti non presenti nell’importo di aggiudicazione. La stessa scheda comunale presenta inoltre una criticità: indica come importo di aggiudicazione 7.574.622,75 euro, cifra non coerente con l’importo di 15.052.815 euro riportato all’epoca per l’intero affidamento. Potrebbe trattarsi di un errore di compilazione, di un valore riferito soltanto a una parte del servizio oppure di una successiva riparametrazione.

Il Piano economico finanziario del 2023 ha confermato che il rapporto con Ecolandia deriva dal Lotto 5, che il servizio è iniziato il 1° aprile 2021 e che il contratto attuativo è stato sottoscritto il 23 luglio 2021. Lo stesso documento spiega che il Piano è stato costruito considerando dati contrattuali, servizi aggiuntivi e costi rimasti direttamente a carico del Comune. Ciò indica di non confrontare automaticamente cifre aventi contenuto diverso.

Chi governava nel 2021 e nel 2022

Quando l’appalto è stato aggiudicato e avviato, il sindaco era Giorgio Stracuzzi. La Giunta insediata nell’autunno 2020 comprendeva il vicesindaco Giuseppe Cacciola e gli assessori Ariana Talio, Gianpiero Pollastri e Antonio Spadaro. Pollastri aveva, tra le altre, le deleghe a Bilancio, Finanze e Tributi, Igiene e Sanità, mentre Stracuzzi conservava alcune competenze dirette.

L’attuale Amministrazione, insediata nel giugno 2026, è guidata da Agatino Salvatore Bosco. Gli assessori sono Sandra Nancy Sanfilippo, Giuseppe Biondo, Alessia Anna Barbagallo, Pietro Giannetto e Antonio Concetto Russo. Nessuno di loro faceva parte della Giunta Stracuzzi nel 2021 o nel 2022. La composizione attuale risulta anche dal sito istituzionale del Comune.

Bosco e Barbagallo erano però consiglieri comunali di Opposizione durante quella consiliatura. Sanfilippo aveva ricoperto incarichi amministrativi fino al 2020, Giannetto fino al 2015 e Russo era stato consigliere nel Comune di Graniti. Biondo non risulta appartenere alla Giunta Stracuzzi.

Nell’attuale ripartizione delle deleghe, Bosco ha mantenuto direttamente Bilancio, Finanze e Tributi, Contenzioso, Igiene cittadina, Nettezza urbana e Transizione ecologica. La gestione politica della vertenza con Ecolandia ricade quindi oggi soprattutto sulle competenze conservate dal sindaco.

I precedenti di Ferragosto e via Porticato

Mediterranea24 aveva già verificato il contenuto dell’appalto dopo il video nel quale Bosco era stato ripreso con guanti e ramazza durante la pulizia successiva alla notte di Ferragosto. L’approfondimento aveva osservato che Ecolandia sarebbe incaricata non soltanto della raccolta, ma anche dello spazzamento manuale, meccanizzato e misto, del lavaggio delle strade, dello svuotamento dei cestini e della raccolta delle foglie.

La testata ha poi ricostruito la denuncia presentata dalla società e gli interrogativi sulle telecamere. Ecolandia ha dichiarato di avere trovato circa 10 tonnellate di rifiuti nei pressi dell’area di trasbordo di via Porticato, seppure non sono emersi pubblicamente verbali di pesatura, registrazioni dei mezzi o altri documenti capaci di verificare autonomamente la quantità indicata.

Un altro approfondimento di Mediterranea24 sul quadro ambientale di Giardini Naxos ha rilevato che la raccolta differenziata dichiarata aveva raggiunto il 70,43% a giugno e il 72,38% a luglio 2026. I buoni risultati percentuali non eliminano però la necessità di verificare regolarità del servizio, pulizia delle strade, costi sostenuti e rispetto degli obblighi contrattuali.

La Cassazione e il reato di abbandono

La terza sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza n. 29217 del 31 luglio 2026, ha affrontato un procedimento relativo a un’attività commerciale di Palermo. La difesa sosteneva che la riforma introdotta dal decreto-legge n. 116 del 2025 avesse eliminato il precedente reato previsto per titolari d’impresa e responsabili di Enti. La Corte ha respinto questa lettura e ha riconosciuto piena continuità normativa tra la precedente fattispecie e il nuovo articolo 255, comma 1.1, del Codice dell’ambiente. Il reato non è stato quindi ripristinato dopo una sua effettiva scomparsa: secondo la Cassazione, non era mai venuto meno.

La nuova disposizione ha modificato la collocazione della norma e aggravato il trattamento sanzionatorio. La pronuncia riguarda titolari d’impresa e responsabili di Enti, anche di fatto, che abbandonano o depositano rifiuti in modo incontrollato. La rilevanza penale può riguardare non soltanto rifiuti speciali prodotti dall’attività, ma anche rifiuti urbani provenienti da altri soggetti. In presenza di una denuncia, come quella presentata alcuni mesi fa da Ecolandia, sia pure sembra contro ignoti, ogni valutazione e decisione spetta alla Magistratura.

Mediterranea24 ha già collegato questo principio alla vicenda di via Porticato, precisando però che la sentenza non consente di attribuire automaticamente reati al sindaco, agli amministratori, ai volontari o alle imprese intervenute dopo Ferragosto. Occorre accertare chi abbia impartito eventuali disposizioni, chi abbia trasportato i rifiuti, dove siano stati scaricati e se l’area fosse autorizzata secondo le modalità concretamente utilizzate.

Il nuovo contrasto sul canone di agosto aggiunge dunque un altro capitolo a una vicenda nella quale si intrecciano continuità del servizio, diritti dei lavoratori, regolarità contributiva, penali, revisione dei prezzi e tutela delle risorse comunali.

Nell’immagine di copertina, un mezzo di Ecolandia utilizzato nei servizi ambientali, l’attuale Amministrazione comunale di Giardini Naxos e i rifiuti accumulati nei pressi dell’area di via Porticato dopo Ferragosto.