Il Gip di Palermo ha rinviato a giudizio l’assessora regionale Amata nell’indagine sui contributi turistici

Il GIP ha disposto la pena per un'imprenditrice e mandato a processo l’assessora regionale. Al centro un presunto scambio tra utilità private e atto amministrativo con fondi pubblici. Le reazioni politiche...

Sintesi

Oggi il GIP di Palermo Walter Turturici ha pronunciato la condanna a 2 anni e 6 mesi per l’imprenditrice Marcella Cannariato con rito abbreviato e disposto il rinvio a giudizio di Elvira Amata con processo fissato al 7 settembre 2026. L’impianto accusatorio collega l’assunzione del nipote dell’assessora e il pagamento di un alloggio, a un decreto assessoriale che assegna 30.000 euro a una manifestazione della Fondazione Marisa Bellisario. Le difese negano ogni addebito mentre le Opposizione all’Ars sollecitano le dimissioni dell’assessora che la Maggioranza aveva già legato all’eventuale rinvio a giudizio.

Articolo

Il 20 aprile 2026, a Palermo, il Giudice per le indagini preliminari (GIP) Walter Turturici ha emesso una sentenza di condanna a 2 anni e 6 mesi nei confronti di Marcella Cannariato con rito abbreviato (procedimento speciale che consente decisione allo stato degli atti con riduzione di pena) e ha disposto il rinvio a giudizio di Elvira Amata, assessora regionale al Turismo, il cui processo ordinario inizierà il 7 settembre 2026 davanti al Tribunale del capoluogo siciliano. L’accusa, sostenuta dai Pubblici ministeri Felice De Benedittis e Andrea Fusco e accolta dal GIP, ipotizza un patto corruttivo ai sensi dell’art. 318 c.p. (codice penale, corruzione per l’esercizio della funzione), cioè uno scambio tra utilità private e un atto amministrativo formalmente legittimo ma condizionato.

Secondo la ricostruzione accusatoria, l’assessora avrebbe ricevuto due vantaggi: l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci presso A&C Broker S.r.l. dal 26 settembre 2023 fino a marzo 2024 e il pagamento delle spese di alloggio presso una struttura ricettiva di Palermo per complessivi 4.590,90 euro più IVA. In cambio, sarebbe stato adottato il Decreto Assessoriale n. 2598 del 25 ottobre 2023, che ha destinato 30.000 euro alla XXIII edizione della manifestazione “Donna, Economia e Potere” della Fondazione Marisa Bellisario. Il provvedimento, pubblicato integralmente sul sito istituzionale della Regione Siciliana, colloca l’evento tra quelli finanziabili con il FUNT (Fondo Unico Nazionale del Turismo, istituito dalla L. 234/2021) e, contestualmente, revoca un precedente contributo per liberare risorse disponibili.

La sequenza temporale: il 26 settembre 2023 avvio del rapporto di lavoro del congiunto dell’assessora; 25 ottobre 2023 adozione del decreto di finanziamento; periodo compreso tra settembre 2023 e marzo 2024 con utilità economiche culminate il 31 marzo 2024 nel pagamento dell’alloggio; 18 novembre 2025 deposito della richiesta di rinvio a giudizio per corruzione da parte della Procura; 13 gennaio 2026 udienza preliminare dinanzi al GIP con scelta del rito abbreviato da parte dell’imprenditrice e del rito ordinario da parte dell’assessora, senza costituzione di parte civile della Regione; 23 marzo 2026 richiesta dei PM di 2 anni e 6 mesi; 20 aprile 2026 decisione di condanna per Cannariato e rinvio a giudizio per Amata. Il provvedimento integrale del GIP non è ancora pubblicato, ma l’esito è confermato da fonti giornalistiche concordanti.

Le posizioni difensive restano di totale negazione degli addebiti. Marcella Cannariato, assistita dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, ha dichiarato: “Prendo atto della decisione… Ribadisco fermamente la mia totale estraneità ai fatti contestati”. Elvira Amata ha sempre sostenuto la propria non responsabilità, definendosi “serena” nel corso degli interrogatori. Sul piano politico, le reazioni sono state immediate: esponenti dell’Opposizione, tra cui Anthony Barbagallo e Michele Catanzaro per il Partito Democratico e Antonio De Luca per il Movimento 5 Stelle, hanno sollecitato dimissioni e un riassetto dell’Esecutivo regionale guidato da Renato Schifani. Dall’altra parte, Fratelli d’Italia (partito del quale fa parte l’assessora Amata) aveva già subordinato la permanenza in Giunta al rinvio a giudizio, circostanza ora verificatasi.

Il quadro normativo non presenta innovazioni recenti e rimane ancorato alla L. 190/2012 (legge anticorruzione) e all’art. 318 c.p., mentre la giurisprudenza della Corte di Cassazione, in particolare della VI sezione penale, richiede la prova di un accordo bilaterale sinallagmatico, cioè uno scambio consapevole tra utilità e atto pubblico. È proprio tale elemento che il GIP ha ritenuto configurabile nella fase attuale del procedimento. L’intera vicenda si inserisce in un filone più ampio di indagini sulla gestione dei fondi turistici e delle risorse pubbliche regionali.

Nota

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagata, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.