Taormina rifiuta il paragone col Bronx e avvia una stretta su movida, velocità e controlli

Dopo l’episodio dell’auto contro i giovani e la mozione in aula, l'Amministrazione respinge l’allarme generalizzato e attiva più coordinamento, presidi notturni e misure mirate

Sintesi

La discussione sulla sicurezza a Taormina è maturata tra i disagi notturni segnalati da residenti e consiglieri, si è aggravata dopo l’episodio dell’auto che nella notte tra l’1 e il 2 giugno ha investito alcuni giovani all’uscita di una discoteca e ha portato a 2 fermi. Una mozione è arrivata in Consiglio comunale firmata da Marcello Passalacqua, Lucia Gaberscek e Andrea Carpita, approvata all’unanimità, per chiedere più controlli, un tavolo operativo, presidi serali e interventi contro velocità, rumori, spaccio e uso irregolare dei monopattini. L’espressione “Taormina come il Bronx” ha tuttavia acceso la polemica poiché l’Amministrazione guidata da Cateno De Luca ha respinto l’immagine di una città fuori controllo, rivendicando il profilo turistico e sicuro della Perla dello Jonio. Nello stesso tempo ha riconosciuto la gravità di singoli episodi e ha sollecitato un confronto nazionale sugli strumenti di prevenzione nelle aree della movida. La vicenda evidenzia un incrocio tra turismo intenso, circolazione difficile, carenza di personale, richieste di tutela dei residenti e necessità di misure mirate, temporanee e fondate su controlli effettivi.

Articolo

La polemica non nasce da una sola frase, ma da una sequenza di fatti che ha portato Taormina a interrogarsi sul rapporto tra turismo, vita notturna, decoro urbano e sicurezza. Il termine “Bronx” è diventato il simbolo dello scontro politico, ma va separato dalla realtà documentata: da una parte ci sono episodi gravi, disagi ripetuti e richieste di controlli più incisivi, dall’altra c’è il rifiuto dell’Amministrazione comunale di accettare una rappresentazione della città come luogo degradato o fuori governo.

A innescare il dibattito è stata la notte tra l’1 e il 2 giugno 2026, quando un’auto è stata lanciata contro alcuni giovani all’esterno di una discoteca, provocando 2 feriti. Il 4 giugno la Polizia ha eseguito 2 fermi nei confronti di 2 uomini di 24 e 25 anni, mentre la Procura di Messina ha ipotizzato il tentato omicidio. Il video dell’episodio, circolato sui social, ha aumentato l’eco pubblica del caso e gli inquirenti hanno parlato anche di reticenza diffusa, invitando eventuali testimoni a consegnare immagini, filmati e informazioni utili.

A stretto giro, il sindaco Cateno De Luca ha ringraziato Procura, Questura, Squadra mobile e Commissariato per l’attività investigativa e ha collegato l’episodio alla necessità di un ragionamento più ampio sulla sicurezza nelle zone della movida. Il Primo cittadino ha coinvolto anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani), chiedendo un confronto sugli strumenti da mettere in campo nei luoghi in cui locali, afflusso turistico e concentrazione serale di persone rendono più fragile la prevenzione.

Nei giorni successivi il tema era entrato in Consiglio comunale con la mozione presentata da Marcello Passalacqua, Lucia Gaberscek e Andrea Carpita, esponenti del gruppo “Coscienza civica per Taormina”, poi approvata all’unanimità. Il documento ha chiesto un tavolo operativo con Polizia locale e Forze dell’ordine, maggiori controlli nelle ore serali e notturne, strumenti per tutelare decoro, ordine e sicurezza, oltre a interventi contro schiamazzi, velocità, guida pericolosa, possibile spaccio e violazioni legate alla circolazione. In quel contesto è stata pronunciata l’espressione “Taormina come il Bronx”, usata in Aula per denunciare una percezione di anarchia notturna, ma poi contestata da Palazzo dei Giurati, la sede storica del Municipio di Taormina, in quanto giudicata eccessiva e dannosa per l’immagine della città.

La mozione non si è limitata alla denuncia politica. Ha richiamato la particolare conformazione di Taormina, dove il traffico turistico, la presenza del Teatro Antico, le strade strette, i mezzi a noleggio e l’arrivo di visitatori provenienti anche da Paesi con guida a sinistra possono aumentare il rischio di manovre sbagliate, contromano e condotte imprudenti. Nel testo sono stati citati anche i monopattini elettrici, spesso usati senza sufficiente rispetto delle regole, e il tema dell’overtourism (sovraffollamento turistico), cioè quella pressione eccessiva che può trasformare una risorsa economica in un problema di vivibilità per residenti e operatori.

Nel dibattito sono emersi anche i limiti operativi del corpo municipale. Il comandante Giuseppe Cacopardo ha spiegato che con 6 unità la Polizia locale riesce a garantire un presidio molto ristretto, aggiungendo che sono previste 10 nuove assunzioni e ulteriori 10 nel 2027. Salvo Brocato, vicepresidente del Consiglio, ha proposto il limite di 30 km/h su alcune strade e controlli più intensi dopo le 20, mentre la discussione ha toccato pure l’esigenza di tecnologia, telecamere, strumenti di rilevazione e maggiore coordinamento interforze. La risposta politica dell’Amministrazione è stata netta: Taormina non vive una emergenza sicurezza paragonabile a contesti metropolitani degradati e resta una delle mete turistiche più riconosciute della Sicilia.

Il quadro normativo consente interventi, ma non autorizza scorciatoie indefinite. Il decreto legge n. 14 del 2017, convertito dalla legge n. 48 del 2017, definisce la sicurezza urbana come un bene pubblico legato alla vivibilità e al decoro, da perseguire anche con il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali. Il TUEL (Testo unico degli enti locali) permette al sindaco ordinanze contingibili e urgenti in caso di necessità, comprese misure su orari di vendita e somministrazione di alcol in aree interessate da afflusso rilevante, mentre il TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) consente prescrizioni a tutela della quiete pubblica. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 240 del 14 gennaio 2025, ha confermato che si può anticipare la chiusura di un esercizio quando la misura è preventiva, proporzionata e motivata, anche se i disturbi derivano da terzi. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 115 del 2011, sottolinea però il limite di sistema: il potere sindacale non può diventare uno strumento generico e senza scadenza, perché servono urgenza, motivazione, proporzione e impossibilità di risolvere il problema con mezzi ordinari.

Anche il tema dei monopattini va aggiornato con date precise. Secondo MIT (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e MIMIT (Ministero delle imprese e del made in Italy), dal 16 maggio 2026 resta confermato l’obbligo del contrassegno identificativo, mentre l’obbligo di assicurazione RC (responsabilità civile) decorre dal 16 luglio 2026, dopo il differimento legato alle richieste dell’ANIA (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici). Questo significa che, nella pratica, i controlli non possono essere affidati a richiami generici, ma devono poggiare su scadenze corrette, regole chiare e verifiche applicabili.

La conclusione più equilibrata è che Taormina non è il Bronx, ma non può permettersi di trattare la sicurezza come un tema d’immagine. L’accostamento al quartiere newyorkese semplifica eccessivamente una realtà più complessa. La strada più solida non è l’allarmismo, ma un patto operativo stabile tra Comune, Prefettura, Forze dell’ordine, gestori dei locali e cittadini, con controlli visibili, ordinanze motivate, presidi serali, tecnologia funzionante e interventi mirati dove i problemi si manifestano davvero.

immagine parzialmente realizzata con Ia.