New York Times: un missile statunitense mai testato colpisce una scuola in Iran

Dall’indagine del New York Times emergono dubbi sull’uso del missile PrSM mai impiegato in guerra mentre cresce la pressione internazionale dopo la strage denunciata dalle Nazioni Unite. L'opinione

Sintesi

Un’inchiesta giornalistica segnala l’impiego di un missile statunitense di ultima generazione mai utilizzato prima in combattimento in un attacco del 28 febbraio in Iran che avrebbe colpito aree civili provocando vittime. Le analisi visive indicano la possibile presenza del Precision Strike Missile progettato per esplodere sopra il bersaglio diffondendo schegge ad alta energia. Nella stessa giornata un altro attacco con missile da crociera avrebbe causato un numero molto elevato di morti spingendo le autorità internazionali a chiedere verifiche indipendenti. Restano incerte le responsabilità tra errore tecnico scelta sbagliata del bersaglio o impiego deliberato mentre cresce il dibattito giuridico sull’uso di armi sperimentali nei conflitti.

Articolo

L’episodio si inserisce nel contesto di un’escalation militare che secondo fonti giornalistiche internazionali avrebbe visto l’utilizzo di armamenti innovativi in un teatro operativo altamente sensibile come l’Iran. Un’indagine del New York Times* basata su verifiche visive e contributi di specialisti in balistica sostiene che il 28 febbraio, data indicata come inizio delle ostilità, un ordigno statunitense di nuova generazione avrebbe colpito una struttura sportiva e un edificio scolastico nei pressi di un complesso militare nella città di Lamerd. Secondo le fonti locali rilanciate dai mezzi di comunicazione iraniani, il bilancio provvisorio delle vittime sarebbe pari ad almeno 21 decessi.

Le immagini analizzate mostrerebbero un vettore compatibile con il cosiddetto Precision Strike Missile, indicato con l’acronimo PrSM (Precision Strike Missile, missile d’attacco di precisione), un sistema balistico a corto raggio progettato per detonare sopra l’obiettivo e disperdere frammenti di tungsteno, materiale ad alta densità utilizzato per massimizzare l’effetto lesivo. Gli esperti evidenziano che la firma visiva del volo e la modalità dell’esplosione a mezz’aria coincidono con le caratteristiche tecniche note di questo tipo di armamento.

Sul piano cronologico, il programma PrSM risulta aver completato i test prototipali nel 2025 secondo comunicazioni ufficiali militari statunitensi. Il giorno successivo agli attacchi, il 1° marzo, il Comando centrale degli Stati Uniti ha diffuso un filmato relativo al lancio dello stesso sistema nelle prime 24 ore del conflitto, elemento che rafforza l’ipotesi di un impiego operativo immediato dopo la fase sperimentale.

Rimane tuttavia controversa la qualificazione giuridica e operativa dell’evento. L’utilizzo di un’arma recentemente sviluppata rende complesso stabilire se il colpo su obiettivi civili sia stato intenzionale, frutto di un malfunzionamento tecnico, riconducibile a difetti di progettazione o produzione oppure determinato da un errore nella selezione del bersaglio. In ambito di diritto internazionale umanitario, tali scenari rientrano nelle valutazioni sulla proporzionalità e distinzione degli obiettivi, principi cardine delle Convenzioni di Ginevra.

Nella medesima giornata del 28 febbraio, un ulteriore attacco attribuito a forze statunitensi avrebbe colpito la città di Minab mediante un missile da crociera Tomahawk causando, secondo fonti locali, fino a 175 vittime. Questo secondo episodio ha suscitato una reazione immediata della comunità internazionale. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha sollecitato l’apertura di un’indagine indipendente per accertare eventuali violazioni del diritto bellico.

Il quadro complessivo evidenzia un intreccio tra innovazione tecnologica militare e rischi per la popolazione civile. In Italia, analisti di geopolitica e diritto internazionale hanno recentemente sottolineato come l’impiego di sistemi d’arma non ancora consolidati in contesti reali possa amplificare l’incertezza operativa e aumentare il rischio di errori, richiamando la necessità di trasparenza e controllo multilaterale. Sul piano normativo, non emergono nuove leggi specifiche sull’uso di armi sperimentali, ma resta applicabile l’impianto consolidato delle norme internazionali che impongono la tutela dei civili e la responsabilità degli attori coinvolti.

La vicenda, ancora priva di conferme definitive indipendenti su tutti i dettagli, resta al centro di verifiche giornalistiche e diplomatiche. Il punto critico rimane l’accertamento della catena decisionale e delle responsabilità tecniche e politiche, elementi indispensabili per valutare se si sia trattato di un incidente bellico, di un errore strategico o di una condotta consapevole.

* The New York Times, spesso abbreviato in NYT, è uno dei più autorevoli e diffusi quotidiani statunitensi, fondato a New York il 18 settembre 1851. Conosciuto per la sua linea editoriale progressista (liberal), è considerato un punto di riferimento globale per l’informazione, vincitore di oltre 100 premi Pulitzer (il più prestigioso riconoscimento statunitense per il giornalismo, la letteratura e la musica, assegnato annualmente dal 1917 gestito dalla Columbia University di New York una prestigiosa università privata di ricerca situata a New York fondata nel 1754) e premia eccellenze in 21 categorie, inclusi reportage, narrativa, storia, teatro e ha sede nella città che deve il nome di Times Square all’edificio in cui il giornale si trasferì nel 1904. Il suo celebre motto «All the News That’s Fit to Print» (tutte le notizie che valga la pena stampare) riflette l’impegno verso un giornalismo rigoroso e di qualità. Offre un’ampia copertura di notizie nazionali e internazionali, opinioni, inchieste approfondite e contenuti culturali, con una forte presenza digitale che include anche sezioni dedicate a giochi e cucina. È edito dalla The New York Times Company, che cura anche l’edizione internazionale.

L’opinione

Queste e altre analoghe notizie e rispettive libere inchieste giornalistiche dimostrerebbero e confermerebbero che, comunque, negli Stati uniti, la più antica democrazia costituzionale moderna basata sulla Costituzione del 1787 tuttora vigente, sono una Nazione civile. Tanti altri Stati nel mondo non sembra abbiano la medesima caratteristica seppure si identificano tali.