Regione Siciliana. Perdite milionarie del Consorzio Autostrade. Disposti all’Ast accertamenti amministrativi

Allarme della Regione Siciliana per perdite milionarie e contenziosi del Cas, mentre emergono criticità gestionali anche nell’Azienda Siciliana Trasporti con possibili responsabilità contabili

Sintesi

La Regione Siciliana affronta una fase critica per i conti pubblici a causa delle perdite accumulate dal Consorzio Autostrade Siciliane e delle difficoltà dell’Azienda Siciliana Trasporti. Il Cas registra un disavanzo superiore a 46 milioni con ulteriori rischi legati a contenziosi per circa 90 milioni che potrebbero aggravare il quadro finanziario complessivo. I tecnici dell’Ars segnalano possibili effetti sull’equilibrio del bilancio consolidato regionale e sugli enti collegati. Parallelamente l’Ast è oggetto di una verifica interna per errori amministrativi legati alla gestione dei mezzi e ai mancati adeguamenti normativi che hanno generato costi aggiuntivi rilevanti. La Regione valuta interventi correttivi tra piani di risanamento, nuovi investimenti e possibili azioni per danno erariale mentre si intensificano tensioni politiche e sindacali.

Articolo

La situazione finanziaria della Regione Siciliana evidenzia nuove criticità legate ai conti del Consorzio Autostrade Siciliane, ente storico la cui esposizione debitoria rischia di incidere sull’equilibrio complessivo del bilancio pubblico. Le analisi tecniche elaborate dall’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) nell’ambito della verifica del bilancio consolidato segnalano una condizione in progressivo peggioramento, con perdite già quantificate in 46.555.000 euro e potenziali passività aggiuntive fino a 90.000.000 euro derivanti da contenziosi giudiziari in fase avanzata.

Il quadro emerge da una relazione tecnica articolata che, pur confermando un generale percorso di risanamento dei conti regionali, individua nel Cas uno dei principali fattori di rischio per la stabilità finanziaria dell’intero sistema pubblico regionale, composto da circa 133 enti tra assessorati, aziende sanitarie e società partecipate. L’allarme riguarda in particolare la possibilità che la Regione debba intervenire con risorse proprie, incidendo sull’avanzo di amministrazione pari a 2200000000 euro, attualmente sottoposto alla verifica della Corte dei Conti.

Dal punto di vista cronologico, le criticità del Consorzio derivano da una stratificazione di debiti accumulati negli anni precedenti, comprendenti mancati pagamenti per lavori, utenze, spese correnti e obblighi fiscali, tra cui anche irregolarità nei versamenti dell’Iva. La gestione attuale, guidata dal presidente Filippo Nasca e dal direttore Franco Fazio, ha avviato la predisposizione di un piano di riequilibrio finanziario con un orizzonte triennale.

Le misure allo studio prevedono interventi strutturali finalizzati ad aumentare le entrate e ridurre i costi. Tra le ipotesi principali vi è l’introduzione del pedaggio su 59 chilometri della tratta Siracusa-Gela attualmente gratuita e un possibile adeguamento tariffario sulle autostrade Palermo-Catania e Palermo-Messina, con un gettito stimato tra 12.000.000 e 15.000.000 euro annui a partire dal 2027. A ciò si aggiunge un progetto di valorizzazione immobiliare mediante accordi con operatori privati per l’installazione di impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici di circa 12000000 euro.

Nonostante tali interventi, il piano prevede comunque la richiesta di un contributo regionale pari a 90.000.000 euro per garantire la continuità operativa dell’ente. Un elemento determinante sarà rappresentato dall’esito del contenzioso con la società Technital, per cui è attesa una pronuncia della Corte di Cassazione sulla conferma di un credito riconosciuto in appello. Parallelamente il Consorzio rivendica crediti per circa 60.000.000 euro, circostanza che apre alla possibilità di una soluzione conciliativa.

In parallelo si sviluppa la vicenda dell’Ast (Azienda Siciliana Trasporti, società pubblica regionale), anch’essa al centro di criticità gestionali e finanziarie. L’assessorato regionale all’Economia, guidato da Alessandro Dagnino, ha avviato un’indagine interna su una mancata richiesta di deroga relativa a 71 autobus classificati Euro 3, che avrebbero potuto continuare a circolare nonostante le normative ambientali. La richiesta sarebbe stata presentata tardivamente rispetto all’emanazione del decreto ministeriale, rendendo impossibile ottenere l’autorizzazione.

Questa omissione ha determinato la necessità di noleggiare mezzi sostitutivi con costi compresi tra 250 e 290 euro giornalieri per ciascun veicolo, generando una spesa complessiva di circa 1.000.000 euro al mese. Il problema si inserisce in un contesto più ampio in cui il piano di risanamento approvato 2 anni prima risulta ormai compromesso.

Sul piano amministrativo, la Regione ha avviato una verifica sulle responsabilità attraverso l’ufficio Partecipate, con possibili sviluppi davanti alla Corte dei Conti per danno erariale, ossia il pregiudizio economico arrecato alla pubblica amministrazione. Contestualmente è stato completato l’acquisto di 59 nuovi autobus tramite la Centrale unica di committenza, mentre una parte della gara è andata deserta impedendo l’acquisizione di ulteriori 21 mezzi.

La situazione ha generato tensioni anche sul piano occupazionale, con la scadenza dei contratti per 115 autisti e 40 meccanici interinali e la decisione aziendale di non rinnovarne 35. La vicenda ha innescato un confronto tra azienda e organizzazioni sindacali, tra cui UilTemp e Fit Cisl, culminato in iniziative di protesta.