Modena. Fugge all’alt dei Carabinieri e si schianta contro un’auto in cui muore la madre della guidatrice

Un inseguimento a distanza finisce in tragedia nel capoluogo emiliano. Arrestato un 20enne senza patente

Sintesi

Un’auto che non si è fermata a un controllo dei Carabinieri ha provocato un incidente mortale a Modena. Nello scontro frontale è morta una donna di 89 anni che viaggiava con la figlia. Il conducente in fuga, un 20enne senza patente e con vettura non assicurata, è stato arrestato con accuse gravi. L’episodio riapre il dibattito sulla sicurezza stradale, sull’omicidio stradale e sulla responsabilità penale nelle fughe dai controlli.

Articolo

Un grave episodio di cronaca stradale ha scosso Modena, dove un’auto in fuga dai Carabinieri ha causato un incidente con esito fatale. I fatti si sono verificati lungo via Ciro Menotti, nel tratto compreso tra l’incrocio con via Nonantolana e via Albareto, in una zona urbana trafficata. Alla vista di due pattuglie impegnate in un controllo stradale, una Alfa Romeo 159 con quattro persone a bordo ha improvvisamente aumentato l’andatura nel tentativo di sottrarsi alla verifica. Ne è seguito un inseguimento a distanza che si è concluso con uno scontro frontale contro una Lancia Y che procedeva in senso opposto.

A bordo dell’auto colpita viaggiavano una donna di 89 anni, seduta sul lato passeggero, e la figlia alla guida. L’impatto è stato violento. Subito dopo la collisione, gli occupanti dell’Alfa 159 hanno tentato di dileguarsi a piedi, ma l’intervento immediato dei militari dell’Arma ha consentito di rintracciare e arrestare il conducente, un giovane di 20 anni. Dagli accertamenti è emerso che il ragazzo era privo di patente perché mai conseguita e che il veicolo risultava sprovvisto di copertura assicurativa obbligatoria.

Le due donne sono state trasportate d’urgenza all’ospedale di Baggiovara. Le condizioni della figlia sono apparse meno critiche, con lesioni giudicate non gravi, mentre l’anziana madre è stata ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. Nonostante i tentativi dei medici, le ferite riportate si sono rivelate incompatibili con la sopravvivenza e la donna è deceduta poche ore dopo il ricovero.

Il 20enne arrestato è stato condotto in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Nei suoi confronti sono stati contestati i reati di omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso. Due degli altri occupanti dell’auto, risultati minorenni, sono stati fermati e successivamente affidati ai genitori, come previsto dalla normativa vigente. L’omicidio stradale, introdotto dalla legge 41 del 2016, punisce in modo più severo chi causa la morte di una persona violando gravemente le norme sulla circolazione, con aggravanti specifiche in caso di fuga o guida senza patente.

Sull’accaduto è intervenuto anche il sindaco Massimo Mezzetti, che ha definito “criminale” il comportamento di chi, con una condotta irresponsabile, “ha causato una morte e generato paura e apprensione nel quartiere”. Le sue parole si inseriscono nel dibattito pubblico sulla sicurezza urbana e sulla necessità di rafforzare i controlli e la prevenzione, soprattutto nelle aree cittadine ad alta densità di traffico.

L’inchiesta della Magistratura prosegue per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, verificare eventuali ulteriori responsabilità e accertare se vi siano state violazioni ulteriori rispetto a quelle già emerse. L’episodio conferma come la fuga da un controllo, oltre a costituire un reato, rappresenti un fattore di rischio estremo per l’incolumità collettiva, con conseguenze penali e umane che possono risultare irreversibili.