Catania. Donna trovata morta nell’area del porto in ambienti di consumo droga: sul corpo segni di percosse

Corpo seminudo in un edificio dismesso frequentato da consumatori di crack. Autopsia disposta dalla Procura. In parallelo maxi sequestro di cocaina a Librino e arresti. Rientra la rivolta nel carcere di Piazza Lanza

Sintesi

Una donna romena di 36 anni, senza fissa dimora, in passato denunciata per piccoli furti e che gravitava nel mondo della prostituzione e dell’uso di crack, è stata trovata senza vita in uno stabile abbandonato vicino al porto di Catania con evidenti segni di percosse. Le indagini della Squadra Mobile sono coordinate dalla Procura che ha disposto l’autopsia per chiarire cause e tempi della morte. Nello stesso contesto cittadino la polizia ha sequestrato 90 chili di cocaina arrestando due corrieri a Librino. In serata una rivolta nel carcere di Piazza Lanza ha richiesto un intervento di contenimento prima del ritorno alla normalità.

Articolo

Il ritrovamento del cadavere di una donna romena di 36 anni, senza fissa dimora, in passato denunciata per piccoli furti e che gravitava nel mondo della prostituzione e dell’uso di crack, ha riportato l’attenzione su un nuovo episodio di violenza a Catania, il secondo delitto segnalato in poche settimane nell’area portuale. Il corpo è stato scoperto nel primo pomeriggio all’interno di un edificio abbandonato nei pressi del porto, già sede del Consorzio agrario. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti intorno alle 15.30. La vittima era parzialmente svestita e presentava segni evidenti di percosse. Secondo le prime valutazioni investigative, lo stabile risulta frequentato da assuntori di crack (derivato della cocaina fumabile), circostanza che apre a diverse ipotesi sul contesto del delitto, tra sfruttamento della prostituzione e dipendenza da sostanze.

Il coordinamento delle indagini è affidato alla Procura distrettuale. Il Procuratore aggiunto Liliana Todaro ha disposto l’autopsia per accertare con precisione le cause della morte e l’epoca del decesso. Gli accertamenti operativi sono condotti dalla Squadra Mobile, che sta ricostruendo le ultime ore di vita della donna, analizzando l’area, le testimonianze e i flussi di frequentazione dello stabile.

Sempre nella stessa giornata, l’attività di contrasto alla criminalità ha portato a un rilevante sequestro di stupefacenti nel quartiere Librino. La Polizia ha fermato due uomini di 43 e 44 anni mentre scaricavano da un’auto tre borsoni voluminosi davanti a un complesso residenziale. All’interno sono stati trovati 81 panetti di cocaina per un peso complessivo di 90 chili, un quantitativo dal valore di diverse centinaia di migliaia di euro sul mercato illecito. I due corrieri sono stati arrestati in flagranza e trasferiti nel carcere Piazza Lanza.

Proprio nella struttura penitenziaria di Piazza Lanza si è registrata, nelle ore successive, una violenta rivolta nel reparto di isolamento. Tre detenuti sono riusciti temporaneamente a prendere il controllo dell’area, causando gravi danneggiamenti. Gli agenti di polizia penitenziaria hanno attuato un arretramento tattico per evitare conseguenze peggiori, fino al ripristino della sicurezza e al ritorno della situazione sotto controllo. L’episodio è ora al vaglio delle autorità competenti per l’accertamento delle responsabilità e delle eventuali carenze organizzative.

Sul piano normativo, le indagini per l’omicidio procedono nel quadro del codice penale con le aggravanti legate alla violenza e all’eventuale connessione con lo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre per il traffico di cocaina trovano applicazione le disposizioni del testo unico sugli stupefacenti (Dpr 309 del 1990, decreto del Presidente della Repubblica). Gli inquirenti stanno verificando possibili collegamenti tra i due filoni investigativi, mantenendo una rigorosa ricostruzione cronologica degli eventi e un costante confronto con gli elementi probatori raccolti.