Sintesi
A Palermo l’inchiesta sull’omicidio di Vito Genovese, 45 anni, si è concentrata sugli interrogatori dei 3 fermati e sull’autopsia. Paolo Puleo, 34 anni, e uno dei 2 minorenni, di 16 e 17 anni, hanno negato di avere colpito mortalmente l’uomo, mentre l’altro ragazzo non ha risposto. L’esame medico-legale ha accertato una lesione mortale al torace e i 2 Giudici si sono riservati sulle convalide dei fermi. L’accusa e le difese hanno fornito ricostruzioni opposte e la decisione giudiziaria sui fermi è ancora attesa.

A Camponogara, Tania Terrin, 39 anni, è stata uccisa la sera di Ferragosto dall’ex compagno Dino Keber, 43 anni, che successivamente si è tolto la vita a Dolo. La donna lo aveva denunciato dopo una grave aggressione avvenuta ad aprile e a giugno il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento. È inoltre emerso che 3 precedenti compagne lo avevano denunciato nel 2002, 2010 e 2021, ma le querele erano state ritirate. La ricostruzione giudiziaria dovrà chiarire quali valutazioni e misure di protezione abbiano seguito le segnalazioni già esistenti.

Ornella Forastefano, 46 anni, è morta dopo essere stata lasciata gravemente ferita davanti all’ospedale di Trebisacce e questa mattina, 19 agosto, il Gip di Bari ha convalidato il fermo del compagno Elvis Metvelaj, 42 anni, disponendo la custodia cautelare in carcere. A Sant’Angelo a Cupolo (Comune della provincia di Benevento, Campania), Maria D’Alessandro è stata uccisa a coltellate dal marito Faustino Cardillo, rimasto in carcere dopo la confessione. Si tratta di procedimenti distinti, con atti giudiziari già intervenuti ma con indagini ancora in corso sui moventi e sulle circostanze.

A Colleferro, Joanna Rouissi, 50 anni, di origine polacca, è stata uccisa in casa a coltellate mentre era presente anche il figlio più piccolo. Il marito 69enne è stato arrestato e, secondo le ricostruzioni investigative, ha confessato. A Corigliano-Rossano invece, Carmela Bifano, 72 anni, è stata trovata morta in un fondo agricolo con profonde lesioni alla testa: si indaga per omicidio e la posizione del marito è al vaglio degli investigatori, ma sarà l’autopsia a stabilire cause e modalità della morte.
A Porto Istana, località di Olbia, Angelo Ratti, 39 anni, organizzatore del collettivo “Biscotto della fortuna”, ha denunciato di essere stato aggredito insieme a 3 amici dopo una serata, tra insulti omofobi, pugni e altri colpi. Secondo il suo racconto il gruppo degli aggressori era composto da circa 30 persone. Nei giorni successivi Ratti ha riferito di avere ancora problemi all’udito e di dovere sottoporsi ad altri accertamenti.
Due giovanissimi sono morti a distanza di poche ore per le conseguenze di incidenti stradali. Alberto Cremonini, 19 anni, è deceduto il 16 agosto dopo 45 giorni di ricovero per essere stato investito il 2 luglio a Bologna mentre attraversava sulle strisce dopo l’orale della maturità. Marco Farinella, 16 anni, è morto dopo lo scontro tra la sua motocicletta e un’automobile avvenuto il 17 agosto ad Asti. In entrambi i casi gli accertamenti devono stabilire compiutamente le responsabilità, senza anticipare conclusioni giudiziarie.
A Deruta, Aldo Biselli, 60 anni, imprenditore edile, è morto dopo essere precipitato per circa 10 metri dal tetto di uno stabilimento di ceramica. Stava verificando una perdita d’acqua quando un pannello in plexiglass del lucernario ha ceduto. La Procura di Spoleto indaga per omicidio colposo a carico di ignoti e ha disposto l’autopsia. In pratica, gli accertamenti devono stabilire non soltanto come sia avvenuta la caduta, ma anche quali condizioni di sicurezza fossero presenti sul luogo dell’intervento.
Nel Mediterraneo centrale la Life Support di Emergency ha soccorso 50 persone in area SAR libica e recuperato 7 corpi senza vita; 2 superstiti sono risultati in condizioni critiche. Altri 11 cadaveri erano stati avvistati pochi giorni prima dall’aereo Albatross di SOS Mediterranee e 3 corpi non identificati sono stati rinvenuti sulla costa libica. Intanto sono proseguiti gli sbarchi e i soccorsi, da Lampedusa a Ravenna, mentre l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha registrato 821 morti o dispersi sulla rotta del Mediterraneo centrale. In sostanza, la diminuzione degli arrivi non ha cancellato l’elevatissimo rischio delle traversate.
Articolo
Lo Zen, l’autopsia e le versioni contrapposte
Le principali novità sull’omicidio di Vito Genovese (45enne ucciso nella notte di Ferragosto) sono arrivate dagli interrogatori e dall’autopsia. A Palermo, Paolo Puleo, 34 anni, e i 2 minorenni di 17 e 16 anni sono stati sottoposti a fermo per l’omicidio avvenuto nel quartiere Zen. Puleo e uno dei ragazzi hanno risposto ai rispettivi Gip, negando di avere inferto i colpi mortali; l’altro minorenne si è avvalso della facoltà di non rispondere. I 2 Giudici, uno della giustizia ordinaria e l’altro del settore minorile, si sono riservati sulla convalida dei fermi.
La versione fornita dal minorenne che ha parlato si discosta nettamente da quella dell’accusa. Il ragazzo ha sostenuto che il gruppo non stesse tentando di rubare nel box della famiglia Genovese, ma fosse diretto nel proprio garage per recuperare una tenda da campeggio. Ha ammesso una discussione cominciata verbalmente e poi proseguita in strada, escludendo però l’impiego di oggetti contro la vittima. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, al contrario, Genovese avrebbe sorpreso i giovani mentre armeggiavano nei pressi del garage e sarebbe stato successivamente aggredito con un casco e con un oggetto contundente, ritenuto presumibilmente un cacciavite.
L’autopsia, eseguita al Policlinico dal medico legale Manfredi Rubino (specialista incaricato degli accertamenti sul cadavere), ha riscontrato varie lesioni e una ferita mortale al torace. Nella colluttazione è rimasto ferito anche Domenico D’Anna, 47 anni, parente di Genovese. Per questo secondo episodio l’originaria contestazione di tentato omicidio è stata successivamente ricondotta alle lesioni. Alle 11:03 del 19 agosto le decisioni sulle convalide risultavano ancora non pubblicate.
Tania Terrin e le denunce precedenti
Più complessa è la vicenda di Tania Terrin (39enne uccisa dall’ex compagno). La donna è stata soffocata la sera del 15 agosto nel proprio appartamento di Camponogara (Comune della Città metropolitana di Venezia). Dino Keber, 43 anni, è stato poi trovato impiccato nella propria abitazione a Dolo (Comune anch’esso della Città metropolitana di Venezia). La Procura aveva già aperto nei suoi confronti un procedimento per maltrattamenti e lesioni dopo la denuncia presentata da Terrin in seguito all’aggressione di aprile, durante la quale la donna aveva perso i sensi ed era ricorsa alle cure ospedaliere.
A giugno il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento, cioè un provvedimento amministrativo preventivo con il quale l’Autorità di pubblica sicurezza intima formalmente alla persona segnalata di cessare le condotte violente o persecutorie. Successivamente è emerso un altro elemento rilevante: nel documento figuravano 3 precedenti querele presentate contro Keber da altre compagne, rispettivamente nel 2002, 2010 e 2021. Tutte erano state ritirate e i relativi procedimenti erano stati archiviati.
Un ammonimento del Questore non equivale a una misura cautelare disposta da un Giudice e non comporta automaticamente né il braccialetto elettronico né la custodia cautelare. Per stabilire se nel procedimento riguardante Terrin vi fossero i presupposti per misure giudiziarie ulteriori occorre conoscere il fascicolo: valutazioni del rischio, richieste del Pubblico ministero, atti trasmessi al Giudice ed eventuali provvedimenti adottati. La questione reale è verificare quale valutazione del rischio sia stata compiuta dopo la denuncia di aprile e dopo i successivi elementi conosciuti dagli uffici.
Il caso ha provocato reazioni politiche trasversali. Luca Zaia (presidente del Consiglio regionale del Veneto) ha definito quanto accaduto “un fallimento”, chiedendo di verificare che cosa non abbia funzionato. Elly Schlein (segretaria del Partito democratico) ha richiamato la necessità di rafforzare valutazione del rischio, formazione degli operatori e rete dei centri antiviolenza, oltre all’educazione sessuoaffettiva nelle scuole. Stefania Ascari (deputata del Movimento 5 Stelle) ha annunciato un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno per conoscere i passaggi successivi alle richieste d’aiuto della donna.
Ornella Forastefano, il fermo convalidato
Ornella Forastefano (46enne morta dopo una brutale aggressione) è stata lasciata in condizioni disperate davanti all’ospedale di Trebisacce (Comune della provincia di Cosenza, in Calabria) nelle prime ore del 16 agosto. Presentava profonde ferite e politraumi ed è morta nonostante i soccorsi. Elvis Metvelaj, 42 anni, suo compagno, è stato rintracciato poche ore dopo al porto di Bari mentre cercava di partire per l’Albania.
Il Gip di Bari ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. Lo stesso Giudice si è dichiarato territorialmente incompetente e ha trasmesso gli atti alla Procura di Castrovillari, competente per il luogo nel quale è avvenuto il fatto. Il procedimento dovrà ora ricostruire completamente le modalità dell’aggressione e chiarire anche chi abbia condotto la donna davanti all’ospedale.
Maria D’Alessandro e la qualificazione giuridica
A Sant’Angelo a Cupolo (Comune della provincia di Benevento, in Campania), Maria D’Alessandro è stata uccisa a coltellate dal marito Faustino Cardillo nella villetta della coppia durante il pomeriggio di Ferragosto. Cardillo ha chiamato i Carabinieri e successivamente ha tentato di togliersi la vita con la stessa arma. Trasferito in carcere dopo le cure, ha confessato durante l’interrogatorio e il Gip ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa. L’autopsia ha indicato come causa della morte una coltellata che ha reciso la carotide.
Il caso presenta un elemento giuridicamente significativo. L’accusa era stata inizialmente indicata come femminicidio, ma il difensore Marcello D’Auria ha riferito di avere ottenuto dal Giudice la riqualificazione in omicidio. La distinzione non è meramente terminologica: dall’entrata in vigore della legge del 2 dicembre 2025, il femminicidio costituisce uno specifico reato e richiede gli elementi previsti dal nuovo articolo 577-bis del Codice penale.
Che cosa significa oggi “femminicidio” per la legge
La legge 2 dicembre 2025, n. 181, ha introdotto in Italia il delitto autonomo di femminicidio. La norma considera tale l’uccisione di una donna quando il fatto sia commesso per odio, discriminazione o prevaricazione in quanto donna, oppure come atto di controllo, possesso o dominio, in relazione al rifiuto di instaurare o mantenere una relazione affettiva o per limitarne le libertà individuali. La pena prevista è l’ergastolo. Se questi specifici elementi non ricorrono, continua ad applicarsi il reato ordinario di omicidio previsto dall’articolo 575 del Codice penale. La Corte Suprema di Cassazione, attraverso l’Ufficio del Massimario e del Ruolo (struttura che studia e sistematizza gli orientamenti giuridici), ha dedicato alla riforma una relazione pubblicata il 14 gennaio 2026.
La stessa legge ha rafforzato le misure cautelari per numerosi reati riconducibili alla violenza di genere. In presenza di gravi indizi di colpevolezza, per determinate fattispecie viene attribuita priorità agli arresti domiciliari o alla custodia cautelare in carcere, salvo che manchino esigenze cautelari o possano essere fronteggiate altrimenti. Quando vengono disposti gli arresti domiciliari nelle ipotesi previste, deve essere applicato il dispositivo elettronico di controllo. Inoltre la distanza minima prevista per il divieto di avvicinamento è stata innalzata da 500 a 1.000 metri. Sono proprio queste condizioni e la loro concreta applicabilità che dovranno essere esaminate, caso per caso, quando si valuta se un sistema di protezione abbia funzionato.
Colleferro, l’omicidio davanti al figlio
A Colleferro (Comune della Città metropolitana di Roma), Joanna Rouissi (50enne di origine polacca, madre di 5 figli) è stata uccisa il 18 agosto nella propria abitazione. Secondo le ricostruzioni investigative, è stata colpita al collo con un coltello mentre nell’appartamento si trovava anche il figlio di 9 anni. Il marito, 69enne di origine tunisina, è stato arrestato poco distante e ha confessato. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri.
Dalle testimonianze raccolte nelle ore successive è emerso che la donna avrebbe confidato a una conoscente di avere subito episodi di violenza domestica. Le fonti finora disponibili non indicano tuttavia precedenti denunce formali presentate da lei alle forze dell’ordine. Anche questo passaggio dovrà essere verificato dagli investigatori per comprendere se vi fossero segnali conosciuti da servizi, strutture sanitarie o altre istituzioni prima dell’omicidio.
Carmela Bifano, l’autopsia prima delle conclusioni
Più prudenza richiede la morte di Carmela Bifano (72enne trovata senza vita in campagna), avvenuta a Corigliano-Rossano (Comune della provincia di Cosenza). Il corpo è stato rinvenuto il 18 agosto in un fondo agricolo a Villaggio Frassa con gravi lesioni alla testa, considerate compatibili con colpi inferti mediante una pietra. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, indaga per omicidio e ha ascoltato il marito, che si trovava con la donna poco prima della morte. La sua posizione è tuttora oggetto di accertamento. L’autopsia disposta dalla Procura deve accertare sia la causa precisa della morte sia la natura delle lesioni.
Porto Istana, la denuncia di Angelo Ratti
L’aggressione denunciata da Angelo Ratti (39enne promoter e organizzatore del collettivo “Biscotto della fortuna”) è avvenuta nelle prime ore del 14 agosto a Porto Istana, località costiera di Olbia (Comune della provincia Gallura Nord-Est Sardegna). Non si è trattato genericamente di un episodio “in un locale vicino a Olbia”: secondo la ricostruzione, il gruppo aveva concluso una serata al bar Kando e stava smontando l’attrezzatura quando sono cominciati gli insulti omofobi e poi l’aggressione. Ratti ha riferito che lui e 3 amici sarebbero stati colpiti da un gruppo composto da circa 30 persone. “Queer” (termine ombrello utilizzato per identità e orientamenti che non si riconoscono negli schemi tradizionali) è la definizione utilizzata dallo stesso collettivo.
In un’intervista rilasciata il 18 agosto Ratti ha raccontato di non sentire ancora dall’orecchio sinistro e di avere ricevuto dai medici l’indicazione di evitare temporaneamente l’aereo per il sospetto di una lesione al timpano. Ha inoltre confermato di avere presentato denuncia consegnando fotografie, registrazioni, video e indicazioni utili all’identificazione dei partecipanti. Il numero effettivo degli aggressori, le responsabilità individuali e la presenza di eventuali minorenni dovranno comunque essere stabiliti dalle indagini, non dalla sola ricostruzione della parte offesa.
Alberto Cremonini, 45 giorni dopo la maturità
Alberto Cremonini (19enne studente del liceo Righi) è morto il 16 agosto dopo 45 giorni di ricovero. Il 2 luglio aveva appena terminato l’esame orale della maturità a Bologna e stava attraversando sulle strisce pedonali in viale Pepoli per raggiungere la corriera quando è stato investito da un’automobile guidata da un uomo di 59 anni. Ricoverato inizialmente all’ospedale Maggiore, era stato successivamente trasferito in terapia intensiva al Policlinico Sant’Orsola a causa dell’aggravarsi delle condizioni. L’eventuale contestazione di omicidio stradale dipenderà dagli accertamenti sulla dinamica e sulle responsabilità.
Il dato nazionale più recente diffuso dall’Istituto nazionale di statistica offre la dimensione del fenomeno: nel 2025 sono stati registrati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone; 2.868 morti; 237.822 feriti. Rispetto al 2024 le vittime sono diminuite del 5,3%, ma gli incidenti sono aumentati del 2,2% e i feriti dell’1,7%. Distrazione, mancata precedenza, velocità e manovre irregolari hanno rappresentato complessivamente il 43,1% delle cause rilevate.
Marco Farinella, lo scontro ad Asti
Il 17 agosto Marco Farinella (16enne di Asti) viaggiava in motocicletta tra Valgera e Valmaggiore, frazioni di Asti (in Piemonte), quando si è verificato lo scontro con una Citroën condotta da una donna di 55 anni. Il ragazzo, trasportato in elisoccorso all’ospedale di Alessandria, è morto meno di 24 ore dopo. La Polizia locale ha effettuato i rilievi e deve ancora ricostruire le cause dell’impatto.
Deruta, il cedimento del lucernario
Aldo Biselli (60enne imprenditore edile) è morto il 18 agosto nella zona industriale di Deruta (Comune della provincia di Perugia, in Umbria). Era salito sul tetto dello stabilimento Grandi Maioliche Ficola per verificare una perdita d’acqua in vista di un intervento successivo. Mentre camminava sulla copertura, un pannello in plexiglass del lucernario ha ceduto e l’uomo è precipitato per circa 10 metri. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo senza riuscirvi.
La Procura della Repubblica di Spoleto ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti e ha disposto l’autopsia. Gli accertamenti sono svolti anche dal servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e dai Carabinieri. Il sindaco Deruta, Michele Toniaccini, ha valutato con la Prefettura la proclamazione del lutto cittadino, mentre Stefania Proietti (presidente della Regione Umbria) ha annunciato una campagna regionale sulla sicurezza sul lavoro.
Gli ultimi dati resi disponibili dall’INAIL (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), aggiornati al 30 giugno e pubblicati il 3 agosto, mostrano un fenomeno ancora molto esteso: 315.452 denunce complessive di infortunio nei primi 6 mesi del 2026, comprese quelle degli studenti, contro 299.130 nello stesso periodo del 2025, con un aumento del 5,5%; 482 denunce con esito mortale contro 502, pari a una diminuzione del 4%. Si tratta di dati amministrativi provvisori e non di un conteggio definitivo delle morti riconosciute come professionali.
Sette morti sulla Life Support
Nel Mediterraneo centrale la Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency, ha soccorso 50 persone nelle acque internazionali della zona SAR, Search and Rescue (ricerca e soccorso), libica. Sul piccolo natante di legno sono stati trovati anche i corpi di 7 persone morte durante la traversata. Tra i superstiti figurano 5 donne e 29 minori non accompagnati. Due persone, che avevano viaggiato nella stiva, hanno riportato gravi conseguenze da soffocamento. I migranti hanno raccontato di essere partiti il 16 agosto da Zuwara, sulla costa occidentale della Libia, e di provenire prevalentemente da Somalia ed Egitto. Alla nave è stato assegnato il porto di Bari (Comune e capoluogo della Città metropolitana di Bari, Puglia).
Queste vittime si aggiungono ad altri ritrovamenti documentati negli stessi giorni. Il 14 agosto l’Albatross, aereo di monitoraggio gestito congiuntamente da SOS Mediterranee e Humanitarian Pilots Initiative, ha individuato 11 corpi in avanzato stato di decomposizione a circa 57 miglia nautiche da Zuwara (una città della Libia nord-occidentale, capoluogo del distretto di al-Nuqat al-Khams, nella regione della Tripolitania). Alcuni indossavano ancora vestiti, altri erano mantenuti a galla da camere d’aria. Il 17 agosto altri 3 corpi non identificati sono stati rinvenuti su una spiaggia nella regione libica di Tajoura ( sorge nell’omonima oasi a una dozzina di chilometri a est di Tripol). Si tratta di episodi distinti e non devono essere sommati come se provenissero da un unico naufragio.
Sono proseguiti nel frattempo anche i soccorsi. A Lampedusa (nota isola e Comune del libero consorzio comunale di Agrigento) sono arrivate complessivamente 109 persone in una delle ultime sequenze di sbarchi, tra le quali 38 soccorse dalla Aurora SAR 2 di Sea-Watch e 13 dalla Nadir di ResQship. Il 17 agosto la Ocean Viking di SOS Mediterranee ha inoltre recuperato 55 persone da un gommone sovraffollato nella zona SAR maltese dopo circa 3 giorni trascorsi in mare.
La Humanity 1 aveva invece già raggiunto Ravenna alle 9 del 18 agosto: a bordo vi erano 73 persone soccorse, tra cui 17 minori. Lo sbarco è avvenuto a Marina di Ravenna ed è stato coordinato dalla Prefettura insieme agli Enti locali, alle strutture sanitarie, alle forze dell’ordine, alla Croce Rossa e al volontariato. Il riferimento originario a una nave “in arrivo oggi” risulta quindi superato dagli eventi.
Il quadro più ampio conferma che meno partenze non significano necessariamente meno morti. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha riferito che, lungo la rotta del Mediterraneo centrale, 821 persone risultavano morte o disperse, con un incremento del 111%, mentre gli arrivi erano diminuiti del 46% a 8.577. È un dato che mette in relazione 2 fenomeni apparentemente contraddittori: una riduzione degli attraversamenti e un forte aumento della mortalità o delle persone scomparse lungo quella stessa rotta.
Nell’immagine di copertina, la Life support di Emergency, Angelo Ratti dopo l’aggressione e lo stabilimento di Deruta.
Nota
Il femminicidio di Tania Terrin e le denunce precedenti: nel documento figuravano 3 antecedenti querele presentate contro Keber da altre compagne, rispettivamente nel 2002, 2010 e 2021. Tutte erano state ritirate e i relativi procedimenti erano stati archiviati.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.







