Cronaca. San Cataldo, challenge dietro la scomparsa. Arresto a Messina e violenze tra casa e scuola

Chiesta archiviazione per il caso delle sorelline. In carcere 22enne per la morte di Melissa Echevarria. Grave donna aggredita nel bergamasco dall'ex compagno. A Lamezia sventato piano di un 14enne contro una docente

Sintesi

Nessuna persona avrebbe avuto un ruolo nella scomparsa di Benedetta e Domitilla, 12 e 8 anni, a San Cataldo. Ieri 22 settembre la Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per sequestro di persona: gli accertamenti indicano che le sorelle si sarebbero nascoste volontariamente nel negozio per imitare una challenge vista ripetutamente su YouTube e altri social. Le 2 bambine e gli altri 4 fratelli erano stati trasferiti in comunità dopo il ritrovamento. L’inchiesta penale sulla scomparsa si avvia quindi verso la chiusura, mentre resta distinta la situazione dei 6 minori.

A Messina è stata eseguita la custodia cautelare in carcere nei confronti di un tunisino di 22 anni, gravemente indiziato dell’omicidio di Melissa Echevarria, la 40enne argentina cresciuta alle Eolie trovata morta il 14 agosto in un cortile di via La Farina. Telecamere e testimonianze hanno ricostruito gli spostamenti dell’11 agosto e portato gli investigatori al giovane, già detenuto per altri fatti, che davanti al pubblico ministero ha ammesso l’aggressione. La salma era stata riesumata il 10 settembre per nuovi accertamenti medico-legali.

A Cividate al Piano, nel Bergamasco, una donna di 35 anni è ricoverata in Terapia intensiva, con prognosi riservata e in pericolo di vita, dopo essere stata colpita al collo, al torace e alle braccia con una lama ricavata da un paio di forbici. L’ex compagno, 31 anni, è stato arrestato per tentato omicidio. L’aggressione è avvenuta davanti al figlio di 4 anni, messo in salvo da un vicino e poi affidato ai nonni materni. L’uomo si trova in carcere.

A Lamezia Terme i Carabinieri hanno invece bloccato prima dell’azione un 14enne che avrebbe progettato di aggredire una propria insegnante, verso la quale avrebbe maturato risentimento dopo la bocciatura dell’anno precedente. Il coltello era stato nascosto nel bagno della scuola e il progetto era emerso attraverso un gruppo Telegram. Negli ultimi anni sono documentati diversi episodi analoghi, ma i dati ufficiali disponibili non consentono di sostenere che esista una crescita lineare delle aggressioni degli studenti ai docenti: il monitoraggio sistematico ministeriale è relativamente recente e comprende anche violenze commesse da familiari degli alunni.

Articolo

San Cataldo, la Procura chiede l’archiviazione

Ieri 22 settembre è arrivata la svolta che chiarisce il principale interrogativo rimasto dopo le 21 ore di scomparsa di Benedetta e Domitilla, 12 e 8 anni, da San Cataldo (Comune dell’entroterra della provincia di Caltanissetta). La Procura guidata da Salvatore De Luca ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto contro ignoti per sequestro di persona perché gli accertamenti tecnici e testimoniali non hanno fatto emergere il coinvolgimento di altre persone. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le 2 sorelle sarebbero entrate consapevolmente nell’esercizio commerciale durante le operazioni di chiusura, senza dirlo al padre e con l’intenzione di trascorrervi la notte. L’idea sarebbe nata dalla ripetuta visione, da parte di una delle bambine, di video nei quali influencer si nascondono in negozi o magazzini per restarvi fino al giorno successivo senza essere scoperti: alcuni dei contenuti esaminati dagli inquirenti raggiungono milioni di visualizzazioni. Una delle sorelle avrebbe quindi coinvolto l’altra nella challenge (sfida).

La nuova ricostruzione supera molti dei punti che erano ancora aperti quando Mediterranea24 aveva ricostruito la vicenda delle 21 ore e il trasferimento dei 6 minori in comunità. Le bambine erano state ritrovate il pomeriggio del 19 settembre nel negozio di corso Vittorio Emanuele e successivamente, insieme agli altri 4 fratelli, erano state collocate in una comunità protetta. La richiesta di archiviazione riguarda però l’ipotesi penale del sequestro e non determina automaticamente il rientro dei 6 figli nell’abitazione paterna, materia che segue un percorso distinto davanti all’autorità minorile. Nelle fonti pubbliche consultate fino a questa mattina non risulta comunicato un nuovo provvedimento che abbia modificato il collocamento in comunità.

Messina, custodia cautelare per la morte di Melissa Echevarria

Sempre ieri 22 settembre la Polizia di Stato di Messina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un tunisino di 22 anni, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio di Melissa Echevarria. La donna, 40 anni, nata in Argentina e cresciuta nelle Isole Eolie, era stata trovata il 14 agosto in avanzato stato di decomposizione nel cortile adiacente a un immobile disabitato della zona di via La Farina. Le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte dalla Squadra Mobile hanno consentito di ricostruire che la sera dell’11 agosto Melissa era entrata attraverso un varco nella recinzione, seguita poco dopo da un uomo che l’avrebbe rincorsa, raggiunta all’ingresso e con il quale avrebbe discusso prima che entrambi accedessero al cortile. L’uomo, nel frattempo detenuto per altri fatti, è stato successivamente individuato e, interrogato dal Pubblico ministero, ha ammesso di avere provocato la morte della donna.

La prima lettura medico-legale era stata resa particolarmente difficile dalle condizioni del corpo e non aveva evidenziato subito una morte violenta. Il successivo sviluppo investigativo ha portato invece ad approfondire l’ipotesi dell’aggressione e il 10 settembre la salma è stata riesumata dal cimitero di Canneto, a Lipari, per accertamenti mirati anche sulla regione del collo e sulla causa effettiva del decesso. Mediterranea24 aveva già seguito il passaggio dall’ipotesi iniziale di morte non violenta all’indagine per omicidio. La ricostruzione riferita dall’indagato dovrà adesso essere verificata attraverso gli elementi medico-legali, le registrazioni delle telecamere e gli altri riscontri raccolti dalla Procura.

Cividate al Piano, donna ferita davanti al figlio

A Cividate al Piano (Comune della provincia di Bergamo, in Lombardia) una donna italiana di 35 anni, classe 1991, resta ricoverata in Terapia intensiva all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo con prognosi riservata e in pericolo di vita, secondo gli aggiornamenti disponibili oggi 23 settembre. Nella notte tra il 19 e il 20 settembre sarebbe stata aggredita dall’ex compagno, cittadino marocchino di 31 anni con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici d’acciaio. Le ferite hanno raggiunto collo, torace e braccia. Alla scena era presente il figlio di 4 anni della coppia: un vicino è riuscito a portarlo nel proprio appartamento prima dell’arrivo delle Forze dell’ordine e il bambino è stato poi affidato ai nonni materni. L’uomo si è allontanato a piedi ma è stato rintracciato dai Carabinieri nei pressi di un santuario, dove non avrebbe opposto resistenza. È stato arrestato in flagranza per tentato omicidio e il Giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Risultava inoltre già destinatario di un provvedimento del Tribunale per i minorenni che gli vietava di avvicinarsi all’abitazione e ai luoghi frequentati dal figlio.

Lamezia Terme, il coltello nascosto nel bagno della scuola

A Lamezia Terme (Comune della provincia di Catanzaro, in Calabria) un’aggressione contro un’insegnante è stata invece impedita prima che avvenisse. I Carabinieri sono intervenuti all’Istituto comprensivo “Nicotera Costabile”, frequentato da un ragazzo di 14 anni che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe preparato un piano contro la propria docente di italiano, verso la quale avrebbe maturato risentimento dopo la bocciatura dell’anno precedente. Il coltello era stato nascosto nel bagno dell’istituto per essere recuperato al momento stabilito. Le intenzioni del ragazzo erano emerse all’interno di un gruppo Telegram e gli investigatori sono riusciti a intervenire prima dell’aggressione. La circostanza secondo cui sarebbe stato precisamente un compagno a dare l’allarme viene indicata dalle fonti come possibile, non ancora come fatto definitivamente accertato. Le fonti pubbliche consultate non riportano al momento un successivo provvedimento giudiziario a carico del 14enne.

I precedenti dal 2018 al 2024

La ricerca degli ultimi 10 anni mostra una serie di episodi gravi, senza però costituire una statistica completa. Nel febbraio 2018 a Santa Maria a Vico, nel Casertano, un 17enne colpì al volto con un coltello la docente Franca Di Blasio, che riportò una ferita suturata con 32 punti: il Giudice convalidò l’arresto per lesioni aggravate e dispose il carcere minorile, mentre la scuola lo escluse dallo scrutinio finale. Nel maggio 2023 ad Abbiategrasso, nel Milanese, un 16enne ferì con un coltello l’insegnante Elisabetta Condò: nell’aprile 2024 il Tribunale per i minorenni dispose 2 anni di messa alla prova, affidamento ai servizi minorili e sospensione del processo. Nel febbraio 2024 a Varese un 17enne accoltellò alla schiena la docente Sara Campiglio e venne accusato di tentato omicidio con contestazione della premeditazione: nel marzo 2025 il Tribunale per i minorenni di Milano ha disposto 24 mesi di messa alla prova in comunità, con processo sospeso.

Il 2026: Trescore, San Vito Lo Capo e Roma

Nel 2026 gli episodi documentati si sono concentrati in pochi mesi. Il 25 marzo a Trescore Balneario, nel Bergamasco, un 13enne ha accoltellato la professoressa di francese Chiara Mocchi: la docente è stata successivamente dimessa e il 9 aprile il Giudice per i minorenni ha disposto nei confronti del ragazzo una misura di sicurezza provvisoria nelle forme del collocamento in comunità, seguendo anche le indicazioni della Neuropsichiatria infantile. Nel maggio successivo, a San Vito Lo Capo, nel Trapanese, un alunno sotto i 14 anni si è presentato a scuola con 2 coltelli e ha tentato di aggredire il docente di tecnologia, senza riuscire a ferirlo. La Procura per i minorenni di Palermo ha aperto un fascicolo contro ignoti per verificare l’eventuale istigazione attraverso i social e Telegram e ha esaminato telefoni, computer e contatti online; nelle ultime informazioni pubbliche reperite veniva valutato anche un possibile inserimento del minore in una struttura specialistica.

Il caso più recente prima di Lamezia è quello del 18 settembre a Roma, nella scuola media Giovanni Verga di Centocelle, dove un 13enne ha utilizzato spray urticante e coltelli contro l’insegnante Isabella Marsilio, ferendola senza metterne in pericolo la vita. Un compagno è intervenuto bloccando ulteriori colpi. Il ragazzo aveva avviato una trasmissione attraverso Telegram e gli investigatori stanno analizzando i dispositivi per capire se qualcuno possa averlo istigato o guidato. Al 21 settembre risultava ancora ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Umberto I. Avendo meno di 14 anni non è penalmente imputabile, ma possono essere adottate misure rieducative o di sicurezza.

Che cosa prevede la legge per i minorenni

La differenza di età è essenziale per comprendere perché i procedimenti abbiano seguito percorsi diversi. Chi non ha compiuto 14 anni non è imputabile penalmente; tra i 14 e i 18 anni, invece, l’imputabilità può essere riconosciuta se il ragazzo aveva capacità di intendere e di volere, con la diminuzione della pena prevista per i minorenni. Il 14enne di Lamezia ricade quindi in un quadro giuridico diverso dai tredicenni dei casi di Trescore e Roma, ma spetterà all’Autorità giudiziaria valutare ogni eventuale responsabilità e misura.

I dati non dimostrano una crescita continua

I singoli fatti del 2026 sono numerosi e particolarmente gravi, ma non è corretto tradurli automaticamente in una crescita continua e decennale degli studenti che aggrediscono gli insegnanti. Il monitoraggio sistematico del Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato avviato soltanto nel 2023 e riguarda tutte le violenze contro il personale scolastico, non esclusivamente quelle commesse dagli studenti. Nell’anno scolastico 2023-2024 sono stati registrati 71 episodi, scesi a 51 nel 2024-2025; tra settembre e dicembre 2025 ne risultavano 4, contro 21 nello stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, i dati mostrano che una parte rilevante degli aggressori è costituita dai familiari degli alunni. Nel dicembre 2024, per esempio, su 19 episodi censiti, 9 erano attribuiti a studenti e 8 a familiari. Il quadro disponibile segnala quindi un problema reale di sicurezza, ma non consente di affermare sulla base dei numeri ufficiali che le aggressioni degli alunni siano cresciute senza interruzione negli ultimi 10 anni.

Dal 30 marzo 2024 è inoltre in vigore la legge n. 25, che ha previsto l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico e modificato alcune disposizioni del Codice penale a tutela di docenti e altri lavoratori della scuola. L’Osservatorio ha il compito di raccogliere e analizzare le segnalazioni, proprio per costruire una base conoscitiva più stabile rispetto alla semplice successione dei casi di cronaca.

Nell’immagine di copertina, il negozio di San Cataldo dove sono state ritrovate Benedetta e Domitilla, Melissa Echevarria e l’Istituto comprensivo “Nicotera Costabile” di Lamezia Terme.