Sintesi
Ieri, 22 settembre 2026, la Corte d’Appello di Messina ha confermato la condanna a 3 anni e 10 mesi per Fabio Mancuso, sindaco di Adrano e coordinatore regionale del Movimento per l’Autonomia (MPA), nel processo per la bancarotta di Ascom Finance. Per Roberto Corona, ex deputato regionale messinese, la pena di 6 anni inflitta in primo grado è stata rideterminata in appello: il testo giudiziario da cui prende le mosse questa ricostruzione la indica in 4 anni. La sentenza nei confronti di Mancuso non è definitiva e la difesa ha annunciato il ricorso in Cassazione.

Per Mancuso si apre adesso la sospensione dalla carica prevista dalla legge Severino, mentre la decadenza è collegata a una condanna definitiva. Il sindaco ha annunciato di lasciare temporaneamente le funzioni senza attendere il provvedimento della Prefettura; la gestione dell’Ente passa al vicesindaco Agatino Perni e alla Giunta.

La vicenda giudiziaria riguarda fatti molto più risalenti del fallimento: secondo la Procura di Roma, tra marzo 2008 e settembre 2010 Ascom Finance e Fingeneral avrebbero emesso oltre 4.100 fideiussioni per circa 500 milioni di euro, incassando premi superiori a 14 milioni. Corona fu sottoposto a custodia cautelare e Mancuso agli arresti domiciliari nel dicembre 2011. Ascom Finance è stata poi dichiarata fallita dal Tribunale di Messina il 17 luglio 2013.

Articolo
La decisione della Corte d’Appello

Ieri, 22 settembre 2026, la Corte d’Appello di Messina ha confermato la pena di 3 anni e 10 mesi nei confronti di Fabio Mancuso (sindaco di Adrano Comune etneo in provincia di Catania e coordinatore regionale di MAP (Movimento per l’Autonomia) nel processo per la bancarotta di Ascom Finance. La decisione ha chiuso il secondo grado del troncone messinese di una vicenda giudiziaria che trae origine da fatti avvenuti tra il 2008 e il 2010. La sentenza non è definitiva: la difesa di Mancuso, affidata all’avvocato Francesco Messina, ha annunciato che, dopo avere esaminato le motivazioni, ricorrerà alla Corte di Cassazione (il giudice che verifica principalmente la corretta applicazione della legge).
Per Roberto Corona (ex deputato regionale e attuale coordinatore provinciale di Noi Moderati a Messina), condannato a 6 anni in primo grado, la pena è stata invece rideterminata. Il testo della cronaca giudiziaria alla base di questa ricostruzione indica 4 anni. Le altre fonti consultate confermano che in appello la pena di Corona è stata rideterminata, ma non indicano con precisione a quanti anni. Per questo il dato dei 4 anni resta riferito alla fonte giudiziaria originaria. Nel 2025 Corona è stato inoltre riconfermato coordinatore provinciale di Noi Moderati e nel maggio 2026 risultava ancora alla guida provinciale del partito.
La sospensione prevista dalla legge Severino
Per Mancuso la conferma in appello produce anche conseguenze sulla carica di sindaco. L’articolo 11 del decreto legislativo 235 del 2012, la cosiddetta legge Severino, prevede infatti la sospensione di diritto degli amministratori locali che, dopo l’elezione o la nomina, abbiano ricevuto una condanna in primo grado, confermata in appello per la stessa imputazione, a una pena di almeno 2 anni per un delitto non colposo. Mancuso si è insediato come sindaco l’11 novembre 2021, mentre la condanna di primo grado per Ascom Finance è arrivata il 5 dicembre 2024 ed è stata adesso confermata.
La legge distingue la sospensione dalla decadenza. Quest’ultima interviene, nelle ipotesi previste dalla normativa, con il passaggio in giudicato della sentenza. I provvedimenti giudiziari che determinano la sospensione vengono comunicati al Prefetto, che accerta la sussistenza della causa e notifica il relativo provvedimento agli organi competenti. La giurisprudenza della Cassazione ha chiarito che si tratta di un atto prefettizio vincolato, non di una valutazione discrezionale.
Mancuso ha tuttavia annunciato pubblicamente di non voler attendere l’atto della Prefettura di Catania e di lasciare temporaneamente l’esercizio delle funzioni. Ha ribadito di contestare la responsabilità penale e ha sottolineato che i fatti oggetto del processo non riguardano l’attività amministrativa svolta ad Adrano. Il Comune indica attualmente Agatino Perni come vicesindaco; sarà quindi lui a esercitare le funzioni durante il periodo di sospensione, insieme alla Giunta per le rispettive competenze.
La posizione di Mancuso
Nel suo intervento dopo la sentenza Mancuso ha sostenuto di non avere commesso i fatti contestati, pur dichiarando rispetto per il ruolo dei Giudici, e ha annunciato la prosecuzione della propria attività politica. Ha inoltre ricordato una precedente sospensione dalla carica di deputato regionale. Su quest’ultimo punto gli atti dell’Assemblea regionale siciliana consentono di ricostruire con precisione il precedente: Mancuso fu sospeso dalla carica di deputato regionale con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 dicembre 2011, con decorrenza dal 30 novembre, in conseguenza degli arresti domiciliari disposti dal Gip di Roma. La sospensione cessò il 13 febbraio 2012, quando venne revocata la misura cautelare.
È quindi una situazione diversa da quella attuale: nel 2011 Mancuso fu sospeso in quanto era stato sottoposto a una misura cautelare, secondo le norme allora in vigore. Non si trattava invece di un’incompatibilità tra la carica di deputato e un altro incarico.
Il primo grado del dicembre 2024
La sentenza di primo grado è stata pronunciata dal Tribunale di Messina il 5 dicembre 2024. Roberto Corona è stato condannato a 6 anni e Fabio Mancuso a 3 anni e 10 mesi. Il Tribunale ha inoltre disposto nei loro confronti pene accessorie, tra cui l’inabilitazione all’esercizio di impresa commerciale e agli uffici direttivi per 3 anni e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, oltre alle statuizioni civili in favore di Confcommercio Messina. Gli altri imputati hanno registrato assoluzioni o la prescrizione secondo le rispettive posizioni.
Le pene sono state calcolate tenendo conto anche della continuazione con le precedenti decisioni del processo di Roma. In termini semplici, la continuazione permette al Giudice di considerare più reati collegati tra loro come parte di un unico disegno, applicando una pena complessiva invece di sommare automaticamente tutte le singole condanne. Per Mancuso, le cronache giudiziarie del 2024 riportano un precedente patteggiamento a Roma di 8 mesi, risalente al 2012.
Il precedente romano di Corona
Per Corona il precedente processo romano si è concluso con una condanna a 3 anni pronunciata il 18 febbraio 2016. Il procedimento riguardava le operazioni finanziarie di Ascom Finance, società cooperativa di garanzia collettiva fidi, cioè un organismo che forniva garanzie finanziarie alle imprese. Secondo l’accusa, alcune fideiussioni erano state rilasciate senza la copertura prevista dalla legge. La successiva condanna pronunciata a Messina è stata calcolata tenendo conto anche della sentenza romana attraverso il meccanismo della continuazione.
Le fideiussioni e l’inchiesta del 2011
La ricostruzione dell’origine del caso consente anche di correggere alcune date circolate negli anni. Il 2 dicembre 2011 vennero rese note 6 ordinanze cautelari dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma. Corona fu condotto in carcere e Mancuso posto agli arresti domiciliari. Gli atti dell’Ars confermano che l’ordinanza del Gip era stata emessa il 30 novembre 2011.
Secondo la ricostruzione allora fornita dalla Procura, da marzo 2008 a settembre 2010 Fingeneral e Ascom Finance avevano emesso più di 4.100 polizze fideiussorie, cioè garanzie con cui un soggetto si impegna a pagare nel caso in cui il debitore non adempia, per un capitale complessivamente garantito di circa 500 milioni di euro, ricavando premi per oltre 14 milioni. L’indagine era partita dopo un’attività ispettiva antiriciclaggio della Guardia di finanza.
Il fallimento nel luglio 2013
Anche la data del fallimento può essere stabilita attraverso gli atti della procedura. Ascom Finance – Società cooperativa di garanzia collettiva Fidi Scarl in liquidazione è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Messina il 17 luglio 2013, procedura numero 35/2013. Il dato ufficiale consente quindi di escludere la data di agosto 2013 riportata in alcune ricostruzioni giornalistiche.
Le fonti del processo indicano inoltre Ascom Finance come società collegata all’area Confcommercio, che nel procedimento messinese si è costituita parte civile.
Il distinto processo Ascom Service
Nella lunga storia giudiziaria compare anche un’altra società dal nome simile, che non va confusa con Ascom Finance. Nel 2021 Roberto Corona è stato assolto in primo grado nel distinto processo per la bancarotta di Ascom Service Srl: dall’accusa di bancarotta documentale perché il fatto non sussiste e dalla contestazione relativa alla mancata consegna di beni perché non aveva commesso il fatto. Si tratta di una vicenda processuale diversa da quella definita ieri in appello.
Nell’immagine di copertina, il Palazzo di Giustizia di Messina, sede della Corte d’Appello, Fabio Mancuso e Roberto Corona.
Nota
Si rappresenta che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.



