Cronaca. Cibo irregolare a Catania. Rapina con l’ascia a Palermo. 18enne in carcere dopo l’accoltellamento a Furci

Setta scoperta nel Torinese. Rivolta e diretta TikTok dal carcere di Pisa. Aggressione con coltello in un liceo di Ferrara. Svolta dopo 2 anni nel delitto di Cutro

Sintesi

A Catania, in un ristorante di Canalicchio, la Polizia di Stato e gli altri enti coinvolti nei controlli hanno sequestrato 110 chili di alimenti privi di tracciabilità e contestato sanzioni complessive per 21.400 euro. Trovati anche alimenti scaduti, 2 lavoratori non regolarmente assunti e diverse carenze nella sicurezza: un controllo che ha fatto emergere irregolarità su più fronti.

A Palermo, 2 giovani di 20 e 24 anni sono stati arrestati subito dopo una rapina in un centro scommesse di corso Tukory. Armati di un’ascia, avrebbero sfondato la vetrata blindata della cassa e portato via circa 1.700 euro: fuori dal locale hanno trovato gli agenti.

A Furci Siculo, il 18enne arrestato dopo l’accoltellamento di un ragazzo di 16 anni è stato trasferito dai domiciliari al carcere di Gazzi dopo la convalida dell’arresto. Resta l’accusa di tentato omicidio, mentre il minorenne è in miglioramento dopo un intervento chirurgico: la vicenda entra adesso nella fase giudiziaria.

Nella Bassa Val di Susa i Carabinieri hanno arrestato un 59enne indicato dagli investigatori come il “Maestro” di una presunta comunità pseudo-spirituale. L’accusa descrive un sistema di assoggettamento, violenze e abusi, anche nei confronti di minorenni: le prime denunce risalirebbero già al 2017.

A Pisa è rientrata intorno alle 5 di oggi la protesta iniziata ieri nel carcere Don Bosco dopo il ritrovamento, da parte di alcuni detenuti, di presunte microspie nelle celle. Parte dei disordini è stata trasmessa in diretta su TikTok attraverso un telefono detenuto illegalmente; 4 persone sono state arrestate. Una protesta nata dentro il carcere è arrivata in tempo reale sui social.

A Ferrara, un 15enne è stato aggredito ieri nei bagni del liceo Ariosto da un giovane maggiorenne armato di coltello. Lo studente è riuscito a difendersi riportando ferite lievi e l’aggressore è stato individuato e arrestato poche ore dopo: i 2, secondo gli accertamenti, non si conoscevano.

A Cutro, dopo quasi 2 anni di indagini, sono finiti in carcere l’ex moglie e il figlio di Salvatore Giglio, 69 anni, accusati di averlo ucciso e di averne fatto sparire il corpo nel fiume Tacina. Secondo l’accusa alla base del delitto vi sarebbero rancori familiari e contrasti sulla vendita del patrimonio immobiliare: il corpo non è mai stato ritrovato.

Articolo

Catania, sequestrati 110 chili di alimenti e sanzioni per 21.400 euro

A Catania, una task force coordinata dalla Polizia di Stato ha controllato un ristorante del quartiere Canalicchio, del quale non è stato reso noto il nome, riscontrando irregolarità alimentari, lavorative, amministrative e nella sicurezza. Il Corpo Forestale e il servizio Veterinario dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) hanno sequestrato 110 chili di alimenti senza la necessaria tracciabilità, tra pan di Spagna, salumi, formaggi e altri preparati, con una sanzione da 5.000 euro; altri 2.000 euro sono stati contestati per carenze nella conservazione dei prodotti congelati e per la presenza di alimenti scaduti. L’Ispettorato territoriale del lavoro ha trovato 2 lavoratori non regolarmente assunti, un lavapiatti e un dj impegnato in un evento privato, con una sanzione di 3.900 euro. Lo Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) ha rilevato problemi all’impianto elettrico, vie di fuga ostruite, cassette di primo soccorso incomplete e 2 celle frigorifere senza maniglione interno, contestando altri 7.000 euro. La Polizia locale ha infine rilevato l’assenza del preposto, della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) e difformità nell’impiego degli impianti sonori, per ulteriori 2.500 euro. Il totale delle sanzioni è quindi di 21.400 euro.

Palermo, sfondano con un’ascia la vetrata di un centro scommesse

A Palermo, la Polizia di Stato ha arrestato 2 giovani di 20 e 24 anni accusati di avere rapinato un centro scommesse di corso Tukory. Secondo la ricostruzione, sarebbero entrati con il volto coperto e con un’ascia in ferro, salutando perfino la dipendente con un “buonasera” prima di iniziare a colpire ripetutamente la vetrata blindata della cassa. La donna si è rifugiata in uno sgabuzzino mentre i 2 riuscivano ad aprire un varco e ad appropriarsi di circa 1.700 euro tra banconote e monete. La fuga è durata pochi istanti: gli agenti delle Volanti del Commissariato Centro, allertati attraverso il 112, si trovavano già all’esterno. Uno dei presunti rapinatori è stato bloccato immediatamente, mentre l’altro è fuggito e si è nascosto sotto un’automobile in via Marinuzzi, dove è stato rintracciato. Le registrazioni delle telecamere avrebbero confermato il racconto della dipendente e il denaro è stato recuperato.

Furci Siculo, il 18enne trasferito nel carcere di Gazzi

Nuovo sviluppo nell’accoltellamento avvenuto domenica 27 settembre nella villa comunale di Furci Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina). Dopo l’arresto e il primo provvedimento dei domiciliari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 18enne Kevin Sako, residente a Santa Teresa di Riva e accusato di tentato omicidio. Il giovane è stato trasferito nella casa circondariale di Gazzi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, durante una lite che sarebbe nata per motivi banali, forse dopo uno scherzo, avrebbe colpito più volte con un coltello un ragazzo di 16 anni, residente anch’egli a Santa Teresa di Riva. Il minorenne ha riportato ferite al torace, a un braccio e a un polpaccio e uno dei fendenti ha provocato uno pneumotorace, cioè la presenza di aria tra polmone e parete toracica che può provocare il parziale collasso del polmone. Operato all’ospedale San Vincenzo di Taormina, è ricoverato in Chirurgia e le sue condizioni sono in miglioramento. L’identificazione del presunto aggressore era avvenuta attraverso testimonianze e immagini della videosorveglianza. L’accusa resta naturalmente sottoposta al vaglio giudiziario e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

Val di Susa, arrestato il “Maestro” della presunta setta

Oggi 1 ottobre, nella Bassa Val di Susa (area montana della Città metropolitana di Torino), i Carabinieri del Nucleo investigativo di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, nell’ambito dell’operazione “Asmodeo”. La Procura di Torino gli contesta, allo stato delle indagini, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’inchiesta, avviata nel marzo 2024, descrive un sistema nel quale persone vulnerabili sarebbero state avvicinate attraverso corsi di yoga, meditazione e arti marziali e successivamente inserite in una comunità sottoposta, secondo gli investigatori, a un forte controllo psicologico. Alcune donne, definite “monache” o “ancelle”, sarebbero state costrette alla povertà e alla castità, mentre gli abusi sessuali sarebbero stati presentati come presunte “terapie purificatrici”; tra le vittime indicate dagli inquirenti figurano anche ragazze che all’epoca avrebbero avuto 16 e 17 anni. Le prime denunce risalirebbero al 2017 e alcune sarebbero state successivamente ritirate. Malatesta, conosciuto anche sul web per attività legate a yoga e discipline olistiche, è stato condotto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. I Carabinieri hanno invitato eventuali altre vittime a rivolgersi alle stazioni dell’Arma. Tutte le contestazioni restano da accertare definitivamente nel procedimento giudiziario.

Pisa, rientra la protesta nel carcere dopo la scoperta delle microspie

È terminata oggi intorno alle 5 la protesta iniziata ieri nel secondo reparto della sezione giudiziaria del carcere Don Bosco di Pisa, dopo ore di mediazione della Polizia penitenziaria. Secondo le prime ricostruzioni, alcune decine di detenuti si sarebbero barricate dopo avere scoperto nelle celle microspie e telecamere collocate per finalità investigative. Uno dei reclusi ha trasmesso quanto stava avvenendo attraverso una diretta su TikTok utilizzando uno smartphone detenuto illegalmente, denunciando anche le modalità con cui gli apparecchi sarebbero stati installati. Il ritrovamento delle microspie ha quindi innescato la protesta, ma le Autorità non hanno al momento reso pubblici gli specifici procedimenti investigativi ai quali sarebbero collegate. Secondo gli aggiornamenti disponibili, 4 detenuti sono stati arrestati e trasferiti e il reparto ha riportato danni. Il caso ha inoltre riacceso il problema dei telefoni cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari: in questo caso un dispositivo ha permesso di portare sui social, in tempo reale, una protesta che si stava svolgendo all’interno del carcere.

Ferrara, 15enne aggredito con un coltello nei bagni del liceo

Ieri 30 settembre, intorno alle 10.15, uno studente di 15 anni del liceo Ariosto di Ferrara è stato aggredito nei bagni dell’istituto da un giovane maggiorenne armato di un coltello di grandi dimensioni. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il ragazzo sarebbe stato prima spinto contro una parete e poi avrebbe cercato di difendersi dai fendenti, riportando ferite superficiali alle mani e alle braccia. L’aggressore è fuggito lasciando l’arma nella scuola, ma è stato identificato nel giro di poche ore anche grazie alla collaborazione dei familiari. Nella sua abitazione i militari hanno trovato un fodero ritenuto compatibile con il coltello sequestrato e gli indumenti che avrebbe indossato durante l’aggressione. Il giovane è stato arrestato in quasi flagranza per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio e collocato in una struttura sanitaria in attesa dell’udienza di convalida. Il 15enne, medicato all’ospedale Sant’Anna, è stato dimesso. Gli accertamenti indicano che vittima e presunto aggressore non si conoscevano e resta da chiarire il movente.

Cutro, ex moglie e figlio arrestati 2 anni dopo la scomparsa di Salvatore Giglio

Dopo quasi 2 anni di indagini, i Carabinieri hanno arrestato a Cutro (Comune della provincia di Crotone affacciato sullo Ionio) Daniela Rossato, 60 anni, e il figlio Nicola Giglio, 28, accusati di concorso nell’omicidio e nell’occultamento del cadavere di Salvatore Giglio, che all’epoca aveva 69 anni. L’uomo risultava scomparso dal settembre 2024 e il suo corpo non è mai stato trovato. Secondo la ricostruzione accolta dal Giudice per le indagini preliminari, alla base del delitto ci sarebbero stati profondi contrasti familiari e il timore che Giglio vendesse terreni e immobili senza lasciare beni ai figli. Le indagini hanno ricostruito movimenti della Jeep Cherokee nella notte del 23 settembre 2024, tra le 22.24 e le 22.47, quando madre e figlio avrebbero trasportato il corpo verso il fiume Tacina per disfarsene. Nell’abitazione, secondo gli investigatori, sarebbero state inoltre cancellate tracce con candeggina e acido muriatico e bruciati nel camino vestiti e altri oggetti personali della vittima. Telecamere, dati Gps, intercettazioni e accertamenti scientifici hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare. Si tratta della ricostruzione dell’accusa, che dovrà essere verificata nel processo.

Mediterranea24 si era già occupata di alcuni dei casi tornati oggi all’attenzione della cronaca. In particolare, aveva ricostruito l’accoltellamento del 16enne a Furci Siculo e l’arresto del 18enne per tentato omicidio, vicenda ora aggiornata con il trasferimento dell’indagato in carcere. La testata aveva inoltre affrontato, più in generale, episodi di violenza con coltelli tra giovani e all’interno delle scuole, tema che torna con l’aggressione avvenuta al liceo Ariosto di Ferrara.

Nell’immagine di copertina, i controlli della Polizia di Stato nel ristorante di Canalicchio; immagini, la rapina nel centro scommesse di Palermo e Bruno Antonio Malatesta, indicato dagli investigatori come il “Maestro” della presunta comunità della Val di Susa.