A Giardini Naxos la moda sfila nella storia: il debutto del Naxos Fashion Award

La moda ha incontrato l’archeologia, la cultura e la promozione del territorio nella prima edizione del Naxos Fashion Award, andata in […]

La moda ha incontrato l’archeologia, la cultura e la promozione del territorio nella prima edizione del Naxos Fashion Award, andata in scena ieri sera, 20 settembre, nel Teatro della Nike, all’interno del Parco Archeologico di Naxos.

Una passerella particolare, perché a fare da sfondo alle collezioni non è stato un semplice spazio per eventi, ma uno dei luoghi simbolo della storia siciliana. Ed è proprio il dialogo tra contemporaneità e patrimonio a rappresentare uno degli elementi distintivi della serata, inserita nel circuito del Bliss in Tour.

Designer, istituzioni, imprenditori e professionisti della moda si sono alternati sul palco in una serata dedicata alla creatività e alle eccellenze del territorio, con la consegna dei Naxos Fashion Awards a personalità che, attraverso percorsi diversi, operano nei settori della moda, della cultura, dell’arte, dell’ospitalità e della promozione territoriale.

Antinoro: «Portare la moda dentro luoghi particolari»

A raccontare per primo il senso dell’iniziativa è stato Michelangelo Antinoro, direttore creativo e ideatore del progetto.

La scelta delle location, ha spiegato, è parte integrante della filosofia del Bliss in Tour: portare la moda in luoghi di particolare valore, trasformando la sfilata in un’esperienza che mette in relazione le collezioni con il contesto che le ospita.

Il Naxos Fashion Award rappresenta la prima edizione di un appuntamento destinato a inserirsi in un circuito che guarda anche ad altre importanti location siciliane. Antinoro ha inoltre illustrato i riconoscimenti assegnati durante la serata e il lavoro realizzato insieme alle istituzioni e ai partner dell’iniziativa. 

Alessia Barbagallo: moda e cultura per raccontare Giardini Naxos

Il secondo intervento è stato quello di Alessia Barbagallo, assessora allo Sport, Spettacolo e Cultura del Comune di Giardini Naxos.

Barbagallo ha sottolineato il valore dell’iniziativa per il territorio, soprattutto per la possibilità di utilizzare il Parco Archeologico come spazio di incontro tra moda, cultura e turismo.

Tra gli obiettivi evidenziati dall’assessora anche la destagionalizzazione, in una data ormai lontana dal tradizionale picco estivo.

Il turista, ha spiegato, non cerca soltanto un luogo da visitare, ma anche storia, identità ed esperienze. In questa prospettiva, un evento come il Naxos Fashion Award diventa anche uno strumento per proporre un’immagine più articolata di Giardini Naxos e della sua identità culturale. 

Paolo Longhitano, dalla passerella al cinema

Tra i protagonisti della serata anche Paolo Longhitano, giovane designer di Coppola e Toppo, premiato nel corso della manifestazione.

Il suo percorso lega il mondo della moda a quello delle grandi produzioni cinematografiche: le sue creazioni sono arrivate anche sul set de “Il Diavolo veste Prada 2”, esperienza che rappresenta una delle tappe del suo percorso professionale.

La sua presenza al Naxos Fashion Award racconta così anche una generazione di giovani creativi siciliani che guarda a un mercato internazionale, mantenendo però un rapporto con il territorio d’origine.

I premi: moda, cultura, impresa e territorio

Il momento centrale della serata è stato quello della consegna dei Naxos Fashion Awards, pensati dagli organizzatori per riconoscere percorsi differenti ma accomunati dal rapporto con il mondo della creatività e della valorizzazione culturale.

Tra i premiati Felice Panebianco, sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, per il suo impegno nell’ambito della cultura e dello spettacolo.

Il riconoscimento è andato anche a Paolo Longhitano, designer di Coppola e Toppo, e a Federica Cappelletti, presidente dell’Accademia Ardizzone Gioeni.

Premiata inoltre Guendalina Lopez, CEO, owner e founder di Vicerè Sicily, realtà dell’hotellerie che punta su un’idea di ospitalità legata alla storia e all’immaginario aristocratico siciliano.

Tra i riconoscimenti anche quello a Domenico Coco, console onorario dell’Azerbaigian, per il suo impegno nel dialogo tra popoli, e a Gisella Scibona, designer che ha costruito il proprio percorso sul rapporto tra arte e moda.

Panebianco: «Fare rete sul territorio»

Intervistato da Mediterranea 24, Felice Panebianco ha evidenziato proprio il valore della partecipazione e della rete tra realtà del territorio.

«È bello poter partecipare a questi eventi presenti sul nostro territorio», ha spiegato, sottolineando come manifestazioni di questo tipo permettano di valorizzare professionalità diverse e, contemporaneamente, creare occasioni di incontro.

Panebianco ha poi parlato anche della prossima programmazione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, anticipando che si sta già lavorando ai prossimi appuntamenti, senza però svelare i dettagli. 

Guendalina Lopez e il lusso che racconta la Sicilia

Per Guendalina Lopez, il riconoscimento ricevuto durante la serata è stato accompagnato dall’emozione.

La sua attività nel settore dell’hotellerie nasce, come ha spiegato nell’intervista, dalla volontà di reinterpretare l’immaginario della nobiltà siciliana e trasformarlo in un’esperienza contemporanea.

L’ospitalità diventa così anche un racconto: il viaggiatore non porta con sé soltanto il ricordo di un soggiorno, ma una parte della storia e della cultura del territorio. 

Federica Cappelletti: «Il riconoscimento è dell’Accademia»

Al centro dell’intervista a Federica Cappelletti c’è invece il tema della formazione.

La presidente dell’Accademia Ardizzone Gioeni ha voluto attribuire il riconoscimento non alla propria persona, ma al lavoro dell’intera struttura e dei docenti che accompagnano gli studenti nei percorsi dedicati a portamento, fashion design, trucco e parrucco e recitazione.

Particolarmente significativo il suo richiamo alla possibilità di far convivere studio e lavoro, offrendo ai ragazzi occasioni professionali già durante il percorso formativo.

L’obiettivo dichiarato è anche quello di creare in Sicilia opportunità che consentano ai giovani talenti di non essere costretti a trasferirsi altrove per trovare occasioni nel mondo della moda, del cinema e dello spettacolo. 

Gisella Scibona, quando l’abito diventa arte

Per Gisella Scibona, il premio è legato proprio alla sua ricerca artistica.

Le sue collezioni nascono dal trasferimento delle grandi opere d’arte sul tessuto: l’abito diventa una superficie sulla quale colori e forme acquistano movimento.

È la stessa designer a descrivere il risultato come un «museo animato»: una definizione efficace per un percorso che porta la pittura dentro la moda e trasforma la passerella in uno spazio espositivo in movimento. Le sue collezioni hanno già partecipato a eventi legati alla Fashion Week di Milano e sono state presentate anche in contesti museali e teatrali. 

Tra le protagoniste della serata anche Pina Grasso, stilista già riconosciuta a Parigi dall’Accademia Euromediterranea delle Arti, e Grace Milano, nome d’arte di Grazia Di Miceli, presente con le sue creazioni di beachwear d’élite. Due percorsi diversi che si inseriscono nel racconto di una moda siciliana capace di coniugare ricerca, identità e apertura a un pubblico internazionale.

Tina Arena e il dialogo tra seta, struttura e colore

A chiudere il percorso delle interviste è stata Tina Arena, fashion designer e creatrice del Tinarena Fashion Atelier.

Per la serata ha portato in passerella una collezione di dodici abiti ispirata a Gustav Klimt, costruita sul contrasto tra forme fluide e abiti più strutturati.

La stilista ha raccontato anche la ricerca sui materiali, dal movimento della seta alla dimensione più strutturata delle paillettes, fino alla particolare costruzione di un dresscape, caratterizzato da una sola cucitura. 

Una passerella dentro la storia

Il Naxos Fashion Award ha così riunito linguaggi diversi: la moda, l’arte, la formazione, l’impresa culturale e la promozione turistica.

Il valore della serata è stato anche nella scelta del luogo: il Teatro della Nike ha permesso alle collezioni di dialogare con un patrimonio archeologico che appartiene alla memoria più antica della Sicilia.

Non una semplice passerella, dunque, ma un tentativo di costruire attorno alla moda un racconto più ampio, nel quale la creatività contemporanea incontra la storia e il territorio diventa parte dello spettacolo.

Ed è forse questa la fotografia più significativa della prima edizione del Naxos Fashion Award: abiti, persone e storie diverse riunite nello stesso luogo, sotto lo sguardo della Nike, per raccontare una Sicilia che non è soltanto patrimonio da conservare, ma anche creatività da mettere in movimento.

Mariella Musso©Tutti i diritti riservati

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