Tirano. Trovata morta nei boschi forse sbranata da 5 Dogo argentini lasciati liberi da un proprietario

La Procura di Sondrio ha disposto l’autopsia sulla donna trovata senza vita il 23 aprile 2026 in Valtellina. L’ipotesi investigativa riguarda l’aggressione di un branco di cani e la possibile responsabilità del proprietario per omessa custodia e omicidio colposo

Sintesi

Lucia Tognela, 59 anni, residente a Bianzone, è stata trovata morta il 23 aprile 2026 in un’area boschiva di Trivigno, nel territorio comunale di Tirano della provincia di Sondrio in Lombardia, durante una passeggiata. Sul corpo sono stati rilevati segni compatibili con morsi di cane e la Procura di Sondrio ha disposto l’autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso. Gli investigatori hanno sequestrato 5 Dogo argentini presenti nella zona e affidati ai veterinari dell’Ats (Agenzia di Tutela della Salute). Il proprietario degli animali potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati per omessa custodia e omicidio colposo. La normativa italiana impone al detentore di un cane il controllo dell’animale e la responsabilità civile e penale per eventuali danni o lesioni provocati a persone, animali o cose.

Articolo

La vicenda si è verificata il 23 aprile 2026 nei boschi di Trivigno, località montana nel territorio comunale di Tirano, in provincia di Sondrio in Lombardia, a circa 1.800 metri di quota. Lucia Tognela, 59 anni, residente a Bianzone e originaria della zona, era uscita per una passeggiata nei pressi della sua abitazione di montagna, come faceva abitualmente, quando sarebbe stata aggredita da un branco di cani di grossa taglia. Il corpo è stato trovato nel pomeriggio, intorno alle 15.30, e sul posto sono intervenuti i soccorsi, i Carabinieri e gli specialisti competenti. Le prime ipotesi avevano preso in considerazione anche l’attacco di animali selvatici, ma questa pista è stata poi accantonata dagli investigatori, che hanno concentrato l’attenzione su 5 Dogo argentini presenti in una proprietà della zona.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche finora disponibili, i 5 cani sarebbero stati sequestrati e presi in carico dai veterinari dell’Ats (Agenzia di Tutela della Salute), mentre la Procura di Sondrio ha disposto l’autopsia per stabilire in modo definitivo la causa della morte e il nesso con le lesioni riscontrate sul corpo della donna. Il proprietario degli animali, indicato come la persona che avrebbe dato l’allarme o comunque rinvenuto la vittima secondo alcune ricostruzioni, potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati come atto di garanzia, con le ipotesi di omessa custodia degli animali e omicidio colposo. La verifica giudiziaria dovrà chiarire se i cani fossero effettivamente liberi, se il recinto fosse rimasto aperto o non adeguatamente custodito e se in passato vi fossero già state segnalazioni o contrasti con escursionisti per la gestione degli animali.

Sul piano normativo, il caso richiama l’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013, tuttora citata quale riferimento sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, secondo cui il proprietario o detentore è responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde civilmente e penalmente dei danni o delle lesioni causate a persone, animali o cose. La disciplina prevede l’uso del guinzaglio nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, con lunghezza non superiore a 1,50 metri, e l’obbligo di avere con sé la museruola, da applicare in caso di rischio o su richiesta delle autorità competenti. Non esiste oggi una lista nazionale di razze automaticamente pericolose, poiché il principio centrale è la responsabilità del proprietario e la prevenzione del rischio, soprattutto quando si tratta di animali di grossa taglia o già segnalati per condotte potenzialmente aggressive.