Sintesi
Taormina ha avviato il percorso di rigenerazione urbana dopo la pubblicazione del bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per i Piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso, finanziato con oltre 210 milioni di euro e fondato sulla legge n. 178 del 2020. Il 15 gennaio 2025 l’amministrazione comunale ha presentato l’iniziativa per coinvolgere soggetti privati e costruire un partenariato pubblico-privato. Nella primavera successiva il progetto AMURI (Arte, Musica, Umanità, Rigenerazione e Innovazione) ha assunto una forma più compiuta, puntando sul recupero di Villa Comunale*, ex La Giara, ex Ufficio Tributi, Circolo dei Forestieri e altri spazi comunali inutilizzati. Il piano prevede il restauro degli immobili e la loro trasformazione in luoghi culturali, formativi, produttivi e sociali, anche attraverso una Tech Academy (Accademia tecnologica) delle Arti. Il verbale conclusivo della Commissione di valutazione ha collocato Taormina al primo posto a pari merito con altri sei Comuni, con 75 punti, tra circa 60 Enti ammessi al finanziamento su oltre 1.000 partecipanti. Il Sindaco Cateno De Luca ha indicato un finanziamento di circa 7 milioni di euro, si ritiene tra apporto pubblico, privato e comunale, tuttavia ancora le fonti ufficiali non ne specificano il programma nelle singole voci, mentre nel verbale della Presidenza compare la somma di 10.710.470,92 euro: una discrasia numeriche ancora da esplicitare. Intanto il Comune rivendica il primato nazionale del progetto, che unisce patrimonio storico, innovazione, formazione e impresa, e sottolinea il ruolo di Taormina come unico ente siciliano finanziato. Il sindaco Cateno De Luca ha rivendicato il risultato come riconoscimento alla progettazione dell’Ente, mentre il dibattito resta aperto sulla sostenibilità economica e sulla successiva fase di attuazione.

Articolo
Taormina entra nella graduatoria nazionale dei progetti ammessi al finanziamento per la rigenerazione delle aree dismesse e in disuso. Il risultato riguarda AMURI (Arte, Musica, Umanità, Rigenerazione e Innovazione), piano costruito per recuperare immobili storici e spazi comunali non utilizzati, restituendoli alla città con funzioni culturali, formative, produttive e sociali. La collocazione in graduatoria è di rilievo: la città ottiene 75 punti e si piazza al primo posto a pari merito con altri sei Comuni, risultando l’unico Ente siciliano tra i circa 60 ammessi su oltre 1.000 partecipanti.

La vicenda prende avvio dal bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la selezione di Piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso. La misura, collegata all’articolo 1, comma 146 e seguenti, della legge n. 178 del 2020, mette a disposizione 210.764.238 euro per interventi di rigenerazione, riqualificazione, infrastrutturazione e attrazione di investimenti privati. Il fine è recuperare aree pubbliche abbandonate o sottoutilizzate, evitando che restino beni improduttivi e trasformandole in strumenti di sviluppo territoriale.

Il primo passaggio pubblico si registra il 15 gennaio 2025, quando l’Amministrazione comunale illustra l’iniziativa nella Sala del Consiglio. L’obiettivo è raccogliere proposte da operatori economici interessati a partecipare alla valorizzazione di immobili e aree oggi privi di piena funzione. Tra i luoghi inizialmente richiamati figurano l’ex compendio La Giara, i locali sottostanti Piazza IX Aprile conosciuti come Circolo dei Forestieri, la piscina comunale in contrada Bongiovanni, i parcheggi di Villagonia e altri spazi ritenuti strategici.
Nella primavera 2025 il progetto assume un profilo più definito. La proposta, denominata anche “Una marcia in più per Taormina”, viene articolata attorno al recupero di Villa Comunale*, ex La Giara, ex Ufficio Tributi, Circolo dei Forestieri, Via Roma e altri beni collegati alla riqualificazione urbana. Per il giardino storico si prevede il recupero delle torrette, dell’ex Bar Mille Luci, della Casa del Custode e dei percorsi interni. Per gli immobili comunali non più utilizzati l’obiettivo è passare dalla semplice conservazione alla rifunzionalizzazione, cioè alla creazione di nuovi usi capaci di produrre valore pubblico. Il cuore più innovativo del piano riguarda l’ex La Giara, storico locale fondato nel 1953 dai fratelli Egisto e Chico Scimone e divenuto nel tempo un dei luoghi simbolici della mondanità taorminese. Dopo anni di abbandono, degrado e contenziosi, l’amministrazione propone di trasformarlo in una Tech Academy (Accademia tecnologica) delle Arti. La struttura dovrebbe ospitare percorsi dedicati a teatro, cinema, danza e arti performative, con strumenti legati alla realtà aumentata e alla realtà virtuale.
La proposta non si limita all’intrattenimento. Nel progetto vengono richiamati anche percorsi di Arts in Health (Arti nella salute), cioè pratiche artistiche utilizzate a supporto del benessere fisico, mentale, relazionale e sociale. In questo quadro rientrano teatro di comunità, teatro della memoria, teatro inclusivo e dance movement therapy (terapia del movimento-danza). Accanto alla formazione artistica è prevista una componente legata alla gastronomia regionale, ai prodotti a chilometro 0 e al turismo esperienziale, con l’intento di collegare cultura, salute, tradizioni locali e sviluppo economico.
Il valore dell’intero programma si aggira intorno ai 7 milioni di euro, secondo quanto comunicato dal Sindaco di Taormina Cateno De Luca. Nel link ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri al verbale conclusivo della Commissione compare una somma di 10.710.470,92 euro. Evidentemente ci sono delle discrasie numeriche che tuttavia non sono al momento precisate. Il giorno successivo il Comune ha diffuso la notizia del piazzamento al vertice della graduatoria nazionale e rivendicando il risultato come prova di una progettazione capace di tenere insieme patrimonio storico, innovazione, formazione e impresa. La notizia è stata poi ripresa dagli organi di informazione locali e regionali, con particolare attenzione al fatto che Taormina sia l’unico Comune siciliano finanziato.
Il sindaco Cateno De Luca ha presentato AMURI come un modello di buona amministrazione, sostenendo che il progetto non riguarda un semplice restauro edilizio ma una strategia di sviluppo fondata su cultura, turismo, identità e attività economiche. Nella sua lettura, il recupero degli immobili storici serve a evitare che restino contenitori vuoti e a trasformarli in luoghi capaci di generare valore sociale, culturale ed economico. Il primo cittadino ha inoltre ringraziato uffici comunali, professionisti, Università degli Studi di Messina e partner privati coinvolti nella predisposizione della candidatura.
Tra i commenti più recenti, Massimo Brocato, presidente della Patrimonio Taormina Spa, ha espresso soddisfazione per l’esito del bando, evidenziando l’impegno richiesto dalla redazione della proposta e i tempi serrati entro i quali è stata costruita la candidatura. Di diverso taglio il richiamo dell’ex vicesindaco Andrea Raneri, che ha invitato a valutare con attenzione la sostenibilità complessiva delle politiche comunali, soprattutto quando investimenti, tariffe, tributi e spesa pubblica incidono sull’equilibrio economico della comunità.
Sul piano giuridico, il progetto dovrà muoversi dentro le regole del decreto legislativo n. 36 del 2023, cioè il Codice dei contratti pubblici. In particolare rileva il PPP (partenariato pubblico-privato), modello nel quale l’Amministrazione affida a operatori economici una parte della realizzazione o gestione dell’intervento, mantenendo la finalità pubblica e prevedendo un apporto significativo di risorse private. La disciplina impone che il rischio operativo non resti solo in capo all’Ente pubblico, ma sia correttamente distribuito al soggetto privato secondo la struttura dell’operazione.
La giurisprudenza amministrativa più recente offre criteri utili per leggere la fase successiva. Consiglio di Stato e TAR hanno più volte richiamato la necessità che le operazioni di project financing (finanza di progetto) e di partenariato siano sostenibili, motivate, coerenti con l’interesse pubblico e rispettose della concorrenza. Questo significa che il finanziamento ottenuto rappresenta un passaggio importante, ma non esaurisce il percorso.
La partita decisiva sarà ora quella dell’attuazione. Serviranno atti chiari, cronoprogrammi attendibili, affidamenti trasparenti, controllo dei costi, verifica della quota privata e capacità di garantire una gestione stabile nel tempo. AMURI ha già ottenuto un riconoscimento nazionale e ha riportato Taormina al centro del dibattito sulla rigenerazione urbana. Per diventare davvero una svolta, però, dovrà dimostrare che il recupero degli immobili non resta una promessa amministrativa, ma si traduce in spazi aperti, funzioni utili, servizi reali e benefici misurabili per la città.
* Nell’immagine di copertina la Villa Comunale di Taormina, nota anche come Parco Trevelyan, si trova in Via Bagnoli Croci ed è uno dei giardini storici più suggestivi della città, affacciato sul mare e con vedute sull’Etna e sulla baia di Giardini Naxos. Secondo le informazioni del Comune, fu realizzata nella metà del XIX secolo per volontà di Lady Florence Trevelyan, nobildonna inglese poi stabilitasi a Taormina, dove il 13 luglio 1890 sposò il sindaco Salvatore Cacciola. Il parco, esteso per circa 22.400 metri quadrati, conserva piante mediterranee ed esotiche, elementi botanici di pregio e i caratteristici padiglioni costruiti tra il 1890 e il 1899, chiamati da Lady Trevelyan “The Beehives” (gli alveari), oggi usati come piccoli belvedere ma non visitabili. L’ingresso è gratuito e gli orari indicati per la stagione 2026 sono dalle 8:00 a mezzanotte nel periodo estivo e dalle 8:00 alle 20:00 nel periodo invernale.
Integrazione di una lettrice
Buongiorno, mi permetto di fare qualche integrazione.
Il valore di 10mln rappresenta un cumulato che somma anche i progetti precedenti, vedrete che alla fine della colonna avrete i 209mln del Bando complessivo. Quindi nessuna differenza tra valori.
Il progetto (6,7 mln) è dato da un Finanziamento di 2,6mln, un autofinanziamento di 0,7mln ed un investimento dei Privati per 3,4mln (51% del totale).
Responsabilità Ente: Definizione obiettivi strategici e monitoraggio; Privato: assume direttamente il rischio operativo legato all’esecuzione dei lavori e alla gestione intervento.
IN SOSTANZA: per valutare il Progetto, bisognerebbe vedere il Business Plan/PEF (non in amministrazione Trasparente) per vedere per quanti anni cediamo la gestione al Privato (5/10 anni o di +), e soprattutto le condizioni negoziate (split utili, costi, agevolazioni, tariffe…). Senza queste informazioni tutto è bello ma per fare una valutazione economica del progetto bisogna vedere il PEF.
Sicuramente utile una presentazione al Consiglio per meglio capire cosa “concediamo” al Privato in cambio dei 3,4mln.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









