Sintesi
Il 10 luglio 2025 Salvatore Italiano fu ucciso a Milazzo e il vicino accusato del delitto è stato rinviato a giudizio, con l’avvio del processo fissato al 30 settembre 2026. Il 15 luglio Alice Ferrari, 11 anni, rimase sott’acqua nella piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante con i capelli bloccati nel sistema di aspirazione e morì nella notte tra il 16 e il 17 luglio, mentre i genitori autorizzarono la donazione degli organi. Il 16 luglio Francesco Vona perse la vita in un impianto del Trevigiano mentre cercava di aiutare un collega, 2 addetti alla raccolta dei rifiuti morirono durante il servizio nel fiorentino per cause ancora da chiarire e Alessio Colletti fu folgorato al luna park di Spotorno. Il 17 luglio un lavoratore morì folgorato nel Mantovano e un altro venne travolto da un treno in Friuli-Venezia Giulia. Nella stessa giornata Vito Petrigno fu accoltellato nel quartiere palermitano di Bonagia e un vicino di 23 anni è stato fermato dopo avere ammesso il gesto e che era sotto l’effetto di cocaina e alcol . Sempre il 17 luglio una diciassettenne del pavese fu collocata in comunità nell’ambito di un’indagine per terrorismo internazionale, dopo il ritrovamento di propaganda jihadista e manuali per la preparazione di ordigni.

Articolo
La sequenza degli avvenimenti prende avvio il 10 luglio 2025 a Milazzo (comune della Città metropolitana di Messina), dove Salvatore Italiano (commerciante di 84 anni) venne trovato senza vita vicino a via Capuana, nella zona di Bastione. Il corpo era stato avvolto in sacchi di plastica e abbandonato tra la vegetazione lungo una strada di campagna. L’autopsia e gli esami investigativi ricondussero il decesso a 3 colpi di pistola che avevano raggiunto il volto e una spalla. Le registrazioni acquisite dalle telecamere comunali e dagli impianti privati permisero di ricostruire il tragitto della Fiat Panda appartenente alla vittima. Nelle immagini iniziali comparivano 2 persone nell’abitacolo, mentre in un momento successivo al volante rimaneva un solo individuo. La vettura fu poi rinvenuta a Giammoro (frazione di Pace del Mela, nel Messinese).

Le indagini portarono a Giuseppe Cordici (64 anni, commerciante originario di Pace del Mela e residente nella frazione milazzese di San Marco), vicino di casa dell’anziano. Secondo l’impostazione accusatoria, alla base del contrasto vi sarebbero stati ripetuti contenziosi riguardanti proprietà confinanti, lavori edilizi, terreni e una cunetta destinata allo scolo dell’acqua. L’uomo ammise di avere sparato, ma la ricostruzione definitiva delle responsabilità dovrà essere stabilita nel processo e non può essere anticipata dalle dichiarazioni rese durante le indagini.

Il 17 luglio 2026 Giuseppe Sidoti (Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto) ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato, fissando al 30 settembre l’apertura del dibattimento davanti alla Corte d’assise di Messina. La difesa, rappresentata da Tommaso Calderone e Antonino Aloisio (avvocati penalisti), ha contestato soprattutto l’aggravante della premeditazione, sostenendo che l’azione non sarebbe stata progettata in anticipo. Veronica De Toni (Pubblico ministero) e gli avvocati Tommaso Autru Ryolo con Francesco Brancati (legali dei familiari della vittima) si sono opposti alle richieste difensive. Il Giudice ha inoltre respinto la questione di legittimità costituzionale riguardante l’impossibilità di accedere al giudizio abbreviato nei procedimenti per reati punibili con l’ergastolo. Il divieto contestato deriva dalla legge 12 aprile 2019, n. 33, che ha inserito nell’articolo 438 del Codice di procedura penale la preclusione del rito abbreviato per i delitti ai quali l’ordinamento collega la pena dell’ergastolo. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 260 del 2020, ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate le censure allora esaminate, ritenendo che l’esclusione processuale rifletta la particolare gravità attribuita dal legislatore alle fattispecie punite con la pena perpetua.
Il successivo episodio in ordine temporale si è verificato nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio 2026 ai Bagni Segesta, stabilimento balneare di Sestri Levante (comune della Città metropolitana di Genova). Alice Ferrari (11 anni, residente a Suisio, comune della provincia di Bergamo, in Lombardia) stava facendo un ultimo bagno in una vasca profonda circa 1 metro quando i capelli rimasero impigliati nella griglia collegata al sistema di aspirazione. Un altro ragazzino si accorse che la bambina non riemergeva e richiamò l’attenzione degli adulti. Il responsabile dello stabilimento entrò in acqua, recise i capelli rimasti bloccati e riportò la minore in superficie, iniziando le manovre di rianimazione e utilizzando anche un defibrillatore.
Dopo il primo soccorso della Croce Rossa, la bambina venne trasferita in elicottero all’Istituto Giannina Gaslini di Genova, dove fu ricoverata in rianimazione in condizioni critiche e instabili. Morì senza avere ripreso conoscenza durante la notte tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio. I genitori, nonostante il dolore, autorizzarono la donazione degli organi.
La Procura di Genova ha aperto un procedimento per omicidio colposo e ha disposto il sequestro della piscina, affidando gli accertamenti alla Guardia costiera e ai Carabinieri. Gli investigatori stanno verificando la manutenzione della pompa, la potenza dell’aspirazione, le protezioni installate sul bocchettone e il rispetto delle disposizioni regionali. Tra gli elementi registrati figura anche la mancata esposizione visibile del cartello che prescrive l’accompagnamento di un adulto per i bambini di età inferiore ai 12 anni. L’autopsia dovrà contribuire a chiarire tempi, cause e responsabilità, mentre eventuali iscrizioni nel registro degli indagati costituiranno atti di garanzia e non dichiarazioni di colpevolezza.
La tragedia ha riaperto il confronto sulla disciplina nazionale delle piscine. Il Consiglio dei ministri approvò il relativo progetto il 30 luglio 2025 e il testo venne presentato alla Camera l’11 agosto successivo come disegno di legge C. 2576, intitolato “Legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine”. Il provvedimento intende uniformare la classificazione degli impianti pubblici e privati, i requisiti igienico-sanitari, le dotazioni tecniche, le responsabilità gestionali, i controlli e le sanzioni. L’esame nella Commissione Affari sociali è iniziato il 17 febbraio 2026 e, secondo la scheda parlamentare aggiornata al 10 giugno, non era ancora terminato.
Il percorso non è stato privo di contrasti. Il 18 marzo 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha espresso parere negativo, richiamando criticità sanitarie, competenze territoriali e possibili profili costituzionali. Dopo la morte della bambina, Nello Musumeci (ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare e senatore di Fratelli d’Italia) ha sostenuto la necessità di una regolamentazione più severa, ricordando 5 decessi di minori in piscina negli ultimi 3 mesi e annunciando l’obiettivo di concludere rapidamente l’esame parlamentare. La relatrice ha inoltre riferito della preparazione di una modifica tecnica specificamente rivolta a ridurre il rischio di intrappolamento nei bocchettoni di aspirazione. Il testo, tuttavia, dovrà essere approvato nello stesso contenuto da Camera e Senato prima di potere diventare legge.
Nella mattina di giovedì 16 luglio un altro decesso si è verificato alla Postumia Inerti, impianto situato a Giavera del Montello (comune della provincia di Treviso, in Veneto). Francesco Vona (operaio di 39 anni residente nel Trevigiano) sarebbe intervenuto per aiutare un collega rimasto bloccato o ferito vicino a un macchinario. Durante il tentativo di soccorso venne trascinato e schiacciato da un rullo, mentre l’altro lavoratore riportò lesioni. La Procura di Treviso ha avviato gli accertamenti sulla funzionalità degli impianti, sulle procedure di arresto e sulle misure di protezione, disponendo gli esami necessari a definire con precisione la dinamica.
Nella medesima giornata 2 addetti alla raccolta dei rifiuti sono morti durante il servizio in altrettanti comuni della provincia di Firenze. Un lavoratore di 55 anni è stato trovato senza vita intorno alle 7 a Barberino di Mugello, mentre era impegnato nella raccolta porta a porta. Un collega di 42 anni è stato rinvenuto in serata accanto al mezzo aziendale a Bagno a Ripoli. Entrambi operavano per imprese che svolgevano attività in appalto per Alia Servizi Ambientali. Non sono stati rilevati segni di violenza e tra le ipotesi iniziali figura il malore, ma non è ancora possibile stabilire se le alte temperature abbiano avuto un ruolo. L’azienda ha ricordato di avere introdotto dal 15 giugno un protocollo che prevede la sospensione dei servizi nelle ore più calde, mentre la CGIL (Confederazione generale italiana del lavoro) ha chiesto di chiarire le condizioni concrete nelle quali i 2 operatori stavano lavorando.
Nella tarda serata del 16 luglio Alessio Colletti (15 anni, giovane calciatore dell’Amor Sportiva di Saronno) si trovava in vacanza a Spotorno (comune della provincia di Savona, in Liguria) con un amico e la famiglia di quest’ultimo. Nel luna park affollato, il ragazzo si avvicinò al calciometro, un apparecchio che misura la potenza impressa a un pallone. Dopo essersi tolto le scarpe per calciare a piedi nudi, sarebbe stato investito da una dispersione elettrica e si sarebbe accasciato davanti agli amici. I soccorritori hanno tntato a lungo di rianimarlo e lo trasferirono all’ospedale San Paolo di Savona, dove morì alcune ore dopo. Poco prima un violento acquazzone aveva bagnato la zona.
La Procura di Savona ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti, disponendo il sequestro dell’attrazione e dell’area interessata. Le verifiche riguardano l’impianto elettrico, la messa a terra, gli interruttori differenziali, gli eventuali dispositivi di protezione e la possibile presenza di acqua o umidità nelle parti attraversate dalla corrente. Soltanto gli accertamenti tecnici potranno stabilire da dove provenisse la scarica e se l’apparecchio rispettasse le norme di sicurezza.
Venerdì 17 luglio altre 2 persone hanno perso la vita durante il lavoro. A San Matteo delle Chiaviche (frazione di Viadana, comune della provincia di Mantova, in Lombardia), un operaio albanese di 49 anni è morto folgorato mentre partecipava alla sistemazione di un pioppeto danneggiato dal maltempo. L’uomo sarebbe entrato in contatto con un cavo della media o alta tensione caduto a terra, ricevendo una scarica indicata dalle prime notizie in circa 15.000 volt. I soccorsi sanitari e l’elisoccorso non sono riusciti a salvarlo.
Poche ore dopo, intorno alle 13, un manovratore ferroviario tunisino di 43 anni, residente a Latisana (comune della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia), è stato investito da un convoglio vuoto lungo il collegamento tra la stazione di San Giorgio di Nogaro e la vicina zona industriale. Secondo le prime ricostruzioni, il lavoratore sarebbe sceso o scivolato da un mezzo impiegato nelle manovre e sarebbe stato raggiunto da un treno in transito sul binario adiacente. Le indagini sono condotte dalla Polfer (Polizia ferroviaria), dalla Polizia scientifica e dai servizi sanitari incaricati della prevenzione nei luoghi di lavoro. L’incidente ha determinato la sospensione della linea Venezia-Trieste, con ritardi, cancellazioni e trasporti sostitutivi.
Sempre il 17 luglio, a Palermo, Vito Petrigno (69 anni, rappresentante di calzature in pensione) è stato ucciso con diversi colpi di coltello nei pressi dei garage del complesso residenziale di via Papa Giovanni XXIII, nel quartiere Bonagia. La moglie, presente durante l’aggressione, sarebbe stata spostata con forza e successivamente strattonata durante la fuga dell’autore. I sanitari del Servizio di emergenza 118 hanno tentato inutilmente di rianimare l’uomo, mentre i figli della coppia sono rimasti a lungo sul posto sotto choc.
Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e della Squadra mobile hanno fermato Giovanni Bruno Madonia (23 anni, residente nello stesso condominio) in un’abitazione di via del Bassotto, poco distante dal luogo del delitto, dove avrebbe cercato riparo presso un amico. Durante il primo interrogatorio il giovane ha ammesso il gesto, affermando di non essere lucido e di trovarsi sotto l’effetto di cocaina e alcol. Non avrebbe invece spiegato il movente. La dichiarazione sulle sostanze dovrà essere riscontrata mediante esami e non può essere considerata una certezza soltanto perché pronunciata dall’indagato. Sarà nuovamente ascoltato con l’assistenza di Rosa Maria Salemi (avvocata incaricata della difesa). Restano da verificare sia l’ipotesi di una lite tra vicini sia altre possibili ragioni dell’aggressione.
Nella stessa giornata la Polizia di Stato ha eseguito nel pavese un’ordinanza cautelare nei confronti di una cittadina italiana di 17 anni, residente a Villanterio (comune della provincia di Pavia, in Lombardia). Il GIP del Tribunale per i minorenni di Milano, su richiesta della Procura minorile, ha disposto la collocazione della ragazza in una comunità. L’accusa contestata è la partecipazione a un’associazione con finalità di terrorismo internazionale.
L’inchiesta è nata dal web-monitoring (monitoraggio della rete) di ambienti virtuali jihadisti svolto dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Umbria e dalle DIGOS (Divisioni investigazioni generali e operazioni speciali) di Perugia e Milano, con il supporto delle strutture centrali della Polizia postale, della sicurezza cibernetica e della prevenzione del terrorismo. La minorenne, che impiegava come nickname (pseudonimo) una numerazione virtuale, sarebbe stata attiva in 4 gruppi accessibili soltanto su invito o previa autorizzazione degli amministratori.
Nei dispositivi sequestrati gli investigatori affermano di avere rinvenuto contenuti celebrativi dell’ISIS (Stato islamico dell’Iraq e della Siria), materiale riconducibile a Daesh (acronimo arabo usato per indicare la medesima organizzazione), inviti al martirio, manuali di addestramento e istruzioni per costruire armi artigianali, esplosivi e una cintura esplosiva. Nelle conversazioni di instant messaging con coetanei italiani e stranieri, la giovane avrebbe espresso la volontà di sacrificarsi in nome dell’organizzazione. Sono affermazioni contenute nell’impostazione investigativa, che dovranno essere sottoposte al contraddittorio e alla valutazione del giudice.
L’accusa principale richiamata dalle Autorità si collega all’articolo 270-bis del Codice penale, che punisce la promozione, costituzione, organizzazione, direzione, finanziamento o partecipazione ad associazioni con finalità di terrorismo, anche internazionale. Dal 2025 l’ordinamento comprende inoltre l’articolo 270-quinquies.3, introdotto dal decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 e dedicato alla consapevole acquisizione o detenzione di materiale contenente istruzioni operative per preparare o utilizzare armi, esplosivi e altre tecniche terroristiche. La possibile applicazione di questa ulteriore disposizione dipenderà tuttavia dalla qualificazione giuridica scelta dalla Procura e dalle valutazioni del tribunale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









