Sintesi
Alle 12:15 del 15 agosto 2026 il bollettino vulcanico ha descritto un generale rientro delle deformazioni dell’Etna. Alle 12:24:08 si è verificato il terremoto di magnitudo 3.9, localizzato 2,8 km a nord di Piano Pernicana e a 1,2 km di profondità. La posizione rivista è stata comunicata alle 12:47. La scossa ha avuto origine molto vicino alla superficie e per questo è stata avvertita chiaramente nelle zone circostanti. Piano Pernicana si trova nella zona montana di Linguaglossa, poco a est di Piano Provenzana e lungo l’area attraversata dalla strada Mareneve.

I filmati apparsi sui social sembrano documentare il medesimo dissesto da angolazioni differenti. Si distinguono una frattura trasversale, l’asfalto frantumato e alcune lastre sollevate accanto al muro di contenimento. In parole povere, la carreggiata non presenta soltanto una crepa: in un punto è stata deformata e spinta verso l’alto.

Le immagini sarebbero compatibili con un movimento del terreno che ha attraversato la strada. Non dimostrano tuttavia, da sole, che la rottura sia stata prodotta direttamente dal terremoto o dalla faglia indicata nella pubblicazione Facebook. Ancora non si hanno dati certi.

Alla fine di novembre 2018 sono state installate 8 stazioni sperimentali lungo i settori alto e centrale della Pernicana. I sensori potevano misurare spostamenti dell’ordine dei centimetri, eseguire fino a 20 rilevazioni al secondo e trasmettere i dati ogni ora. Movimenti troppo piccoli o lenti per essere notati immediatamente possono essere riconosciuti confrontando registrazioni continue e misure eseguite sul posto.
Una ricerca pubblicata nel 2021 ha individuato lungo la Pernicana 61 famiglie composte da 225 terremoti molto simili, registrati tra il 2000 e il 2019. Un successivo studio del 2025, basato su quasi 15.000 scosse, ha mostrato che il fianco orientale non si sposta come un blocco unico. Porzioni vicine possono muoversi in tempi e modi differenti, con o senza una scossa chiaramente percepibile.
La verifica decisiva dovrà controllare se la rottura prosegue oltre l’asfalto, se coincide con la faglia cartografata e se continua a cambiare nelle ore successive. Dovranno essere esaminati anche il sottofondo, il drenaggio e il muro laterale. In concreto, riparare subito il manto può rendere nuovamente percorribile la strada, ma non chiarisce il fenomeno e non impedisce a una deformazione attiva di riapparire.
Articolo
Alle 12:15 del 15 agosto 2026, 9 minuti prima del terremoto, il comunicato vulcanico ufficiale dell’Ingv ha indicato il rientro della deformazione rilevata dai clinometri, cioè dagli strumenti che misurano minime variazioni dell’inclinazione del suolo, e il consolidamento della deflazione dell’edificio vulcanico, ossia un suo generale e lieve sgonfiamento. Il documento ha riguardato l’intero vulcano e non ha segnalato rotture stradali o l’attivazione della Pernicana.
Alle 12:24:08 è avvenuta la scossa. La localizzazione rivista dell’INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) ha indicato i seguenti dati: ML (magnitudo locale) 3.9 con margine di 0.2; coordinate 37.832 nord e 15.070 est, con incertezza di circa 0,2 km; ipocentro, cioè punto di origine sotterraneo, a 1,2 km con margine di 0,3 km; epicentro 2,8 km a nord di Piano Pernicana (località dell’Etna nord-orientale nel comune di Linguaglossa, provincia di Catania). Il bollettino sismico delle 12:47 ha classificato la posizione come rivista, non più soltanto preliminare.
La profondità è scientificamente importante: una sorgente a 1,2 km è molto superficiale e disperde meno energia prima che le onde raggiungano il terreno vicino. Ciò spiega perché un terremoto moderato possa produrre uno scuotimento netto nell’area epicentrale. Non consente, invece, di concludere automaticamente che ogni crepa apparsa nella stessa giornata sia stata provocata dalla scossa.
I video sui social sembrano tutti riprendere lo stesso tratto viario. Uno mostra un’ampia zona di asfalto scomposto, con frammenti sparsi e lastre inclinate verso l’alto. Un altro segue la fenditura più sottile che attraversa la pavimentazione e raggiunge la linea laterale.
La combinazione fra spaccatura e sollevamento è compatibile con una compressione o con uno spostamento differenziale del terreno sotto la carreggiata. Una semplice fessura può dipendere anche dal cedimento del sottofondo, dall’acqua, dall’assestamento o dal deterioramento di una precedente riparazione. Quando, invece, la deformazione attraversa l’intera sede stradale e continua nel terreno naturale, nel muro o nelle opere laterali, l’ipotesi di una fagliazione (processo geologico di rottura e scorrimento delle rocce lungo un piano di frattura, chiamato faglia) superficiale diventa più consistente.
La faglia può muoversi in modo improvviso, generando onde sismiche, oppure lentamente senza una scossa riconoscibile. Per misurare questi spostamenti, alla fine di novembre 2018 è stata collocata lungo i settori alto e centrale una rete sperimentale di 8 stazioni GNSS (sistema globale di navigazione satellitare). Secondo la relazione tecnica pubblicata nel 2019, i dispositivi erano alimentati con batterie e piccoli pannelli fotovoltaici, offrivano una precisione centimetrica, acquisivano fino a 20 misure al secondo e trasmettevano i risultati ogni ora. La fonte confermava allora il funzionamento di tutti gli apparecchi, ma non permette di affermare che quelle stesse 8 unità siano ancora operative nel 2026.
Il lavoro scientifico pubblicato nel 2021 ha esaminato i terremoti registrati dal 2000 al 2019. Sono state riconosciute 172 famiglie di eventi quasi identici, 61 delle quali associate alla Pernicana e formate complessivamente da 225 scosse. In 47 casi l’attività della stessa famiglia è proseguita per oltre 3 anni. Questi “multipletti” sono gruppi di terremoti che tornano nello stesso piccolo settore, producendo segnali molto simili.
Gli intervalli fra le scosse non sono risultati regolari. La struttura è stata inoltre suddivisa in 4 porzioni con comportamento differente: i settori occidentali sono più frammentati in profondità; quello centrale mostra una superficie più definita e concentra numerosi eventi ripetitori; la parte orientale è quasi priva di terremoti analoghi. Questo significa che il silenzio sismico non equivale necessariamente all’assenza di movimento e che una sola scossa non descrive l’intero sistema.
Una ricerca del 2025 ha analizzato inizialmente circa 19.000 terremoti avvenuti fra il 2002 e il 2021, selezionandone quasi 15.000 meglio localizzati e più di 500 meccanismi di rottura. Il risultato ha corretto l’immagine troppo semplice di un fianco orientale che scivola come una lastra compatta. Il sottosuolo presenta più livelli, faglie ereditate e settori che rispondono diversamente alla pressione del magma, alla gravità e al trasferimento degli sforzi.
Questa complessità spiega perché sia necessario un controllo multidisciplinare. Sul tratto ripreso occorrerebbe fissare coordinate precise; misurare l’eventuale spostamento verticale e laterale con livellazione e strumenti satellitari; verificare se la frattura continua nelle banchine, nel terreno e nel muro; controllare sottofondo, tubazioni e drenaggio; confrontare la linea di rottura con la cartografia geologica; ripetere le misurazioni dopo 24 e 48 ore e poi nei giorni successivi. La fotogrammetria (misurazione tridimensionale ricavata da molte fotografie sovrapposte) potrebbe fornire un modello confrontabile nel tempo.
Un precedente confronto fotografico pubblicato dall’istituto nel 2021 ha mostrato un taglio stradale appena prodotto e, successivamente, il medesimo punto ricoperto con nuovo asfalto e linea di mezzeria ridisegnata. La dislocazione circostante è rimasta tuttavia riconoscibile. Il dato offre una lezione concreta: rifare la pavimentazione elimina il dislivello pericoloso per i veicoli, ma non arresta il terreno sottostante.
Sul piano della circolazione, il 13 agosto la Città metropolitana di Catania ha vietato sosta e fermata lungo la Mareneve e la strada provinciale 59. Il 15 agosto un tavolo nella Prefettura di Catania ha confermato il blocco dei veicoli a Fornazzo (frazione di Milo, provincia di Catania) e ne ha previsto l’estensione dal versante di Linguaglossa.
Aurora Catalano (sindaca di Milo, eletta con la lista civica Milo Futura) ha collegato le restrizioni all’aumento eccezionale del traffico verso le sommità dell’Etna, che aveva reso difficoltoso il passaggio dei soccorsi. Emilio Messina (guida naturalistica, fotografo e presidente di Federescursionismo Sicilia) ha osservato che il blocco ha trasferito l’affollamento verso il paese e ha proposto un servizio di collegamento organizzato.
Il terremoto superficiale di magnitudo 3.9 è stato verificato; i filmati mostrano un grave danneggiamento della pavimentazione compatibile con uno spostamento del terreno; la zona indicata dalle pubblicazioni ricade nel settore della Pernicana; manca però ancora, allo stato delle fonti disponibili, un rilievo ufficiale che colleghi in modo definitivo quella rottura, in quel preciso punto, alla faglia e alla scossa delle 12:24. Attendiamo il bollettino ufficiale dell’Ingv.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.








