Sintesi
Da Taormina, Ursula von der Leyen ha indicato aiuti mirati e investimenti in nucleare e rinnovabili come risposte alla crisi energetica. Secondo i dati citati dalla presidente della Commissione, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha aggravato di 106 miliardi di euro il costo dei combustibili fossili importati dall’Europa. Famiglie e imprese spendono di più.

Dall’assemblea di Assolombarda, Giorgia Meloni ha chiesto interventi europei duraturi e maggiore flessibilità, mentre con Germania e Belgio sollecita investimenti più rapidi e meno obblighi burocratici. Resta il contrasto sul nuovo mercato delle emissioni per trasporti ed edifici. Le richieste politiche attendono decisioni concrete.

La Nato ribadisce che reagirà a un attacco contro gli alleati, mentre la tregua energetica annunciata da Donald Trump non trova una conferma definitiva da Mosca. Kiev denuncia nuovi attacchi e propone 60 giorni di cessate il fuoco per organizzare le elezioni. Il negoziato resta incerto.

L’ambasciatore russo Alexei Paramonov ha richiamato le divisioni italiane sul sostegno all’Ucraina. Sergio Mattarella, in un intervento distinto, ha ricordato il valore dell’unità nazionale e dell’Europa, chiedendo che le nuove tecnologie siano al servizio delle persone. Il confronto politico deve preservare la coesione del Paese.

Articolo
Da Taormina il confronto sul costo dell’energia
Aiutare chi è più esposto ai rincari e ridurre la dipendenza dai combustibili importati. Sono le priorità indicate da Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea) alle giornate di studio del Ppe (Partito popolare europeo), iniziate Ieri, 12 ottobre, a Taormina (Comune collinare affacciato sulla costa ionica della Città metropolitana di Messina).
L’incontro prosegue fino al 15 ottobre e serve a definire le priorità dei popolari per la seconda parte della legislatura e verso le elezioni europee del 2029. Il programma ufficiale prevede il confronto con i vertici delle istituzioni europee e del governo italiano. Oggi, 13 ottobre, i lavori continuano, prima del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Bruxelles (capitale del Belgio).
Aiuti mirati e meno dipendenza dall’estero
Secondo le cifre richiamate da von der Leyen, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz (passaggio marittimo tra Iran e Oman, fondamentale per il trasporto di petrolio e gas) l’Europa ha speso 106 miliardi di euro aggiuntivi per importare combustibili fossili, senza ricevere più energia. La presidente ha inoltre indicato, rispetto a febbraio, un aumento del gas del 140% e un raddoppio del diesel. Sono dati attribuiti al suo intervento, che non vanno automaticamente riferiti al prezzo di ogni distributore italiano.
La risposta immediata proposta è sostenere le famiglie più bisognose e i settori industriali più colpiti. Von der Leyen ha annunciato l’intenzione di prorogare ed estendere il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato (sostegni pubblici alle imprese consentiti entro regole europee). Ha invece escluso come soluzione preferibile i sussidi generalizzati, che possono favorire anche chi dispone di redditi elevati e sostenere ulteriormente la domanda.
La presidente ha però richiamato il limite delle risorse pubbliche. Se gli Stati pagano interessi più alti per indebitarsi, diventa più costoso finanziare anche gli interventi contro il caro energia. Per una risposta duratura ha indicato nucleare e rinnovabili, con l’obiettivo di produrre più energia in Europa e dipendere meno dai mercati esteri.
Weber distingue le responsabilità europee e nazionali
Manfred Weber (presidente del Ppe e del suo gruppo al Parlamento europeo) ha definito l’energia la priorità del momento, anche rispondendo alle domande sui costi sostenuti da autotrasportatori e agricoltori. Ha ricordato che gli interventi fiscali e molti sostegni economici vengono decisi dai Governi nazionali, mentre l’Europa deve contribuire ad affrontare le cause internazionali della crisi.
Weber ha espresso apprezzamento per le iniziative italiane e ha chiesto una posizione europea unita sui conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. Il ragionamento collega il prezzo dei carburanti alla sicurezza degli approvvigionamenti: aiutare imprese e consumatori è necessario, ma la stabilità dei mercati dipende anche dall’evoluzione delle guerre.
Meloni chiede risposte durature e flessibilità
Da un altro palco, quello dell’assemblea di Assolombarda (associazione delle imprese di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia), Giorgia Meloni (presidente del Consiglio, Fratelli d’Italia) ha chiesto soluzioni strutturali contro il caro energia. L’incontro si è svolto Ieri, 12 ottobre, a Milano (capoluogo della Lombardia).
Meloni ha sostenuto che l’economia italiana, pur con una crescita debole, abbia resistito alle difficoltà. Ha inoltre riferito che il confronto con la Commissione su un meccanismo per contenere il costo del gas usato nella produzione elettrica è in fase avanzata. Un negoziato avanzato, tuttavia, non equivale ancora a una riduzione già applicata alle bollette.
In vista del Consiglio europeo, Meloni, Friedrich Merz (cancelliere tedesco) e Bart De Wever (primo ministro belga) hanno scritto ad António Costa (presidente del Consiglio europeo). Chiedono tempi più brevi per autorizzare gli investimenti nell’energia e nelle tecnologie digitali, meno nuove pratiche burocratiche e meno documenti e relazioni da presentare, soprattutto per le piccole e medie imprese. L’obiettivo è permettere alle aziende di investire più facilmente, spendendo meno tempo e denaro nella burocrazia.
Il contrasto sulle emissioni e il peso della burocrazia
L’Ets è un sistema europeo che fa pagare le emissioni di gas che contribuiscono al riscaldamento del pianeta, per incoraggiare le imprese a inquinare meno. Meloni sostiene però che questi costi facciano aumentare i prezzi e mettano in difficoltà le aziende.
Vannia Gava (viceministra dell’Ambiente, Lega) ha chiesto di valutare uno stop all’avvio dell’Ets 2, che estenderà il sistema ai combustibili usati nei trasporti stradali e nel riscaldamento degli edifici. Il costo sarà a carico dei fornitori, ma potrebbe essere trasferito sui prezzi pagati da famiglie e imprese. Wopke Hoekstra (commissario europeo per il Clima) ha confermato che la Commissione intende mantenere la partenza nel 2028. Lo stop chiesto dall’Italia non è stato approvato.
Sul fronte della burocrazia, von der Leyen chiede ai governi di non complicare le regole europee con pratiche inutili. Se un Paese aggiunge documenti, controlli o altri obblighi, dovrà indicarli chiaramente e spiegare perché servono. L’obiettivo è ridurre il tempo e il denaro spesi da cittadini e imprese per rispettare le regole.
Giorgetti apre al contributo di chi può sostenerlo
Nel confronto sulla prossima legge di bilancio, Giancarlo Giorgetti (ministro dell’Economia e delle Finanze, Lega) ha dichiarato che chi avrà la possibilità di contribuire sarà chiamato a farlo. La risposta è arrivata a una domanda sui possibili contributi di banche, assicurazioni e società energetiche.
Non sono ancora definiti, in quella dichiarazione, importi, destinatari e modalità del prelievo. Giorgetti ha inoltre spiegato che la composizione della manovra sarà precisata dopo il completamento della procedura europea sulla richiesta italiana di maggiore spazio di spesa.
Migranti ed estremismi nel confronto dei popolari
Von der Leyen ha sostenuto che alcuni Stati e altri gruppi favoriscono l’arrivo di molte persone ai confini europei per mettere in difficoltà i Paesi dell’Unione e creare tensioni. Ha citato Ceuta (città spagnola sulla costa nordafricana) e annunciato nuove proposte entro la fine dell’anno per affrontare queste emergenze. Le misure devono ancora essere presentate e non sono già in funzione.
La presidente ha inoltre chiesto di contrastare gli estremismi di destra e di sinistra, rispondendo alle preoccupazioni dei cittadini e mostrando che è possibile costruire un futuro migliore. In un’intervista precedente all’incontro, Weber ha escluso una collaborazione a livello europeo con Roberto Vannacci (europarlamentare e leader di Futuro Nazionale), per le diverse posizioni sull’Europa e sull’Ucraina. Non era una risposta al discorso di von der Leyen, ma una dichiarazione separata.
La Nato avverte, la tregua energetica resta incerta
Sul fronte militare, Alexus Grynkewich (comandante supremo alleato della Nato in Europa, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) ha ribadito al Warsaw Security Forum (conferenza sulla sicurezza a Varsavia, capitale della Polonia) che l’Alleanza non cerca una guerra, ma reagirebbe a un attacco contro un alleato. La dichiarazione riguarda la difesa collettiva, senza annunciare un attacco alla Russia.
Intanto non risulta confermato un accordo russo sulla tregua energetica annunciata da Donald Trump (presidente degli Stati Uniti). Il Cremlino ha riferito che i contatti proseguono. Volodymyr Zelensky (presidente dell’Ucraina) ha denunciato, nella giornata del 12 ottobre, attacchi contro 6 infrastrutture energetiche e 33 feriti. I numeri sono attribuiti alle autorità ucraine.
Elezioni ucraine, distanze sui tempi del cessate il fuoco
Zelensky ha proposto 60 giorni di cessate il fuoco per organizzare le elezioni. Dmitry Peskov (portavoce del presidente russo Vladimir Putin) ha prospettato invece la disponibilità a fermare gli attacchi aerei soltanto nel giorno del voto, accusando Kiev (capitale dell’Ucraina) di voler utilizzare una pausa più lunga per riorganizzare le proprie forze. È la posizione russa, non un fatto accertato sulle intenzioni ucraine.
Secondo quanto riferito da Axios (testata statunitense), la visita a Mosca degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner è stata rinviata, in attesa di chiarimenti su una proposta condivisa da Ucraina ed europei da presentare a Putin. Anche questo passaggio conferma le difficoltà del negoziato.
Paramonov richiama le divisioni italiane
Alexei Paramonov (ambasciatore della Federazione Russa in Italia), in un’intervista alla Tass (agenzia di stampa statale russa), ha sostenuto che Mosca ascolta anche le componenti italiane contrarie al coinvolgimento in una guerra contro la Russia. Ha indicato nei rapporti con il suo Paese una delle fratture del dibattito politico italiano e ha auspicato un ritorno alla cooperazione.
L’ambasciatore esprime il punto di vista del governo russo. I politici, le associazioni e i cittadini che cita possono avere idee diverse: non significa che siano tutti d’accordo con Mosca. Inoltre, aiutare l’Ucraina non equivale automaticamente a un coinvolgimento diretto dell’Italia nella guerra contro la Russia.
Mattarella richiama l’unità e il modello sociale europeo
In un intervento distinto, Sergio Mattarella (presidente della Repubblica) ha ricordato l’unità civile con cui l’Italia ha sconfitto il terrorismo. Alla cerimonia per gli 80 anni della Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità), tenuta a Roma, ha invitato a preservare quella coesione anche durante le contrapposizioni politiche più aspre.
Nel discorso pubblicato dal Quirinale, Mattarella ha ribadito la centralità dell’Europa per sostenere il modello sociale comune. Ha inoltre richiamato l’equità fiscale e chiesto che intelligenza artificiale e robotica migliorino la vita delle persone, tutelando dignità e coesione sociale, insieme alla produttività.
I precedenti e le ricadute sulla Sicilia
Mediterranea24 ha già ricostruito l’agenda del Ppe a Taormina, le proteste siciliane contro il caro gasolio e il collegamento tra crisi nel Golfo e mercati energetici. Per l’Isola il confronto europeo ha conseguenze concrete su trasporti, attività produttive e spesa delle famiglie, mentre resta da verificare quali annunci diventeranno interventi finanziati e applicabili.
Nell’immagine di copertina, da sinistra, Ursula von der Leyen e sullo sfondo Taormina, Giorgia Meloni all’assemblea di Assolombarda e Sergio Mattarella alla cerimonia per gli 80 anni della Cida.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









