Ponte sullo Stretto, la Società: «Lavori al via nell’ultimo trimestre del 2026»

Al Thinkingreen di Taormina il direttore tecnico Valerio Mele indica la tabella di marcia verso l’avvio della fase realizzativa. Zahi […]

Al Thinkingreen di Taormina il direttore tecnico Valerio Mele indica la tabella di marcia verso l’avvio della fase realizzativa. Zahi Hawass: «Un’opera fondamentale come le Piramidi». Webuild: «Nel Sud 21 grandi cantieri e oltre 10 mila persone al lavoro».

TAORMINA – Il nuovo passaggio al Cipess entro la fine dell’estate e, se l’iter autorizzativo sarà completato nei tempi previsti, l’avvio della fase realizzativa nell’ultimo trimestre del 2026. È questa la prospettiva delineata dalla Società Stretto di Messina nel corso del panel dedicato al Ponte organizzato nell’ambito di Thinkingreen, la rassegna inserita nel programma dei Nations Award.

Ad annunciare la roadmap è stato il direttore tecnico della Società Stretto di Messina, Valerio Mele, che ha illustrato lo stato di avanzamento dell’iter amministrativo.

«L’obiettivo – ha spiegato – è completare il processo autorizzativo con il prossimo provvedimento del Cipess entro la fine di agosto e avviare quindi la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. Sono state recepite tutte le indicazioni formulate dalla Corte dei Conti, è stato sottoscritto l’accordo di programma tra tutti gli enti coinvolti ed è in corso il confronto con il Governo e con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici».

Mele ha inoltre sottolineato come il percorso tecnico prosegua indipendentemente dalle dinamiche politiche.

«Noi siamo una società tecnica e il nostro compito è attuare le decisioni assunte dalle istituzioni».

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipess, Alessandro Morelli, che ha ribadito il valore strategico dell’opera non soltanto per il collegamento tra Sicilia e Calabria, ma per l’intero sistema infrastrutturale italiano ed europeo.

Tra gli interventi più apprezzati della giornata quello dell’egittologo di fama mondiale Zahi Hawass, protagonista di una lectio magistralis che ha conquistato il pubblico presente.

Hawass ha tracciato un suggestivo parallelo tra il Ponte sullo Stretto e una delle opere più straordinarie della storia dell’umanità.

«Sarebbe importantissimo realizzare il Ponte per collegare definitivamente la Sicilia alla penisola ed evitare ai siciliani di dover ricorrere continuamente a navi e aerei. Sarebbe un’opera fondamentale come lo sono state le Piramidi d’Egitto».

L’archeologo ha ricordato come le Piramidi di Giza siano state costruite in circa ventotto anni senza il supporto delle moderne tecnologie, diventando uno dei simboli più riconoscibili della civiltà umana.

Ampio spazio anche agli effetti economici delle grandi opere. Il responsabile Area Sud di WebuildFabio Romani, ha illustrato i numeri degli investimenti attualmente in corso nel Mezzogiorno.

«Stiamo vivendo una stagione di sviluppo infrastrutturale senza precedenti. Nel Sud Italia Webuild è impegnata nella realizzazione di 21 grandi opere con oltre 10.200 persone impiegate tra personale diretto e filiera e il coinvolgimento di circa 7.500 imprese».

Per la Sicilia i cantieri riguardano otto grandi interventi, sette lungo l’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina e uno sulla Ragusa-Catania.

«Parliamo di circa 7.000 lavoratori coinvolti e di oltre 2.400 fornitori locali e nazionali. Le grandi infrastrutture non sono semplicemente opere pubbliche, ma rappresentano un motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale».

Il confronto, moderato dal giornalista Emilio Pintaldi, ha riunito esponenti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e delle professioni, confermando il Ponte sullo Stretto tra i temi centrali del dibattito nazionale sul futuro delle infrastrutture e dello sviluppo del Mezzogiorno.

Mariella Musso©Tutti i diritti riservati