Sintesi
Nicola Maggiotto, 21 anni, di Asolo, è rimasto gravemente ferito nella notte del 12 agosto a Barcellona, in Spagna, dopo essere stato aggredito all’uscita da un locale. È stato ricoverato in terapia intensiva con lesioni cerebrali e mantenuto in coma farmacologico. Un amico intervenuto durante la colluttazione è rimasto ferito ed è stato successivamente dimesso. Le condizioni del giovane hanno continuato a essere considerate gravi e i medici hanno mantenuto la prognosi riservata.

A Palermo, nel quartiere Zen 2, Vito Genovese, 45 anni, è morto dopo essere stato aggredito nella notte di Ferragosto nei pressi del garage utilizzato dalla sua famiglia. I Carabinieri hanno fermato 2 minorenni e un maggiorenne già sottoposto agli arresti domiciliari. Nell’aggressione è rimasto ferito anche un uomo di 47 anni intervenuto in difesa della vittima. Gli investigatori ritengono di avere raccolto indizi sufficienti per individuare i presunti responsabili, ma saranno i Giudici a valutare il quadro accusatorio.

A Stignano, in Calabria, Franco Fava, 55 anni, è morto la sera di Ferragosto dopo un violento litigio avvenuto nell’abitazione familiare. L’uomo avrebbe riportato un grave trauma alla parte posteriore della testa dopo essere caduto sul pavimento della cucina. La moglie, 47 anni, è stata sottoposta a fermo mentre la Procura ha disposto gli accertamenti medico-legali. In pratica, l’autopsia dovrà contribuire a stabilire se la caduta sia stata accidentale oppure provocata.

Poche ore dopo, a Trebisacce, Ornella Forastefano, 46 anni, è stata trovata in condizioni disperate davanti all’ospedale ed è morta nonostante i tentativi dei sanitari di salvarla. Il compagno, cittadino albanese di 42 anni, è stato rintracciato al porto di Bari mentre si preparava a partire per l’Albania ed è stato sottoposto a fermo. Restano da ricostruire il luogo dell’aggressione, la dinamica e chi abbia accompagnato la donna davanti al Pronto soccorso.
A Milano, alle prime ore del 16 agosto, una studentessa di 19 anni ha denunciato di essere stata violentata nei pressi di corso Como dopo avere trascorso parte della notte in una discoteca. La giovane ha riferito di avere conosciuto nel locale un uomo di circa 40 anni e di essere stata aggredita dopo essere uscita con lui. I Carabinieri stanno esaminando telecamere, testimonianze e accertamenti sanitari. In termini semplici, fino alla mattina del 17 agosto non risultava comunicata l’identificazione del presunto aggressore.
Sull’Etna, infine, un escursionista di 30 anni, secondo le prime informazioni cittadino statunitense, è morto dopo essere stato colpito da un fulmine durante un violento temporale. L’uomo si sarebbe inoltrato in una zona interdetta per avvicinarsi alla parte sommitale del vulcano ed è stato individuato diverse ore dopo. In parole povere, quando i Vigili del fuoco lo hanno recuperato con l’elicottero non c’era più nulla da fare.
Articolo
Una vacanza finita in terapia intensiva ha aperto la sequenza di gravi episodi che ha segnato i giorni attorno a Ferragosto. Nicola Maggiotto, 21 anni, originario di Asolo (Comune della provincia di Treviso, in Veneto), è rimasto gravemente ferito nella notte di mercoledì 12 agosto a Barcellona (capoluogo della Catalogna, in Spagna). Il giovane si trovava in città con altri 8 coetanei trevigiani quando, poco dopo le 22, all’uscita da un locale, il gruppo avrebbe incontrato una decina di ragazzi. Secondo ricostruzioni di stampa, dopo alcuni momenti inizialmente tranquilli sarebbe scoppiata una colluttazione e Maggiotto sarebbe stato raggiunto da un violento pugno alla nuca, cadendo a terra senza riprendere conoscenza.
Il ventunenne è stato ricoverato in terapia intensiva con lesioni cerebrali e mantenuto in coma farmacologico, cioè in uno stato di sedazione profonda indotto dai medici per controllare e proteggere le funzioni cerebrali. Un amico intervenuto durante l’aggressione ha riportato una ferita allo zigomo ed è stato dimesso dopo 2 giorni. I genitori di Nicola hanno raggiunto Barcellona e il Consolato generale d’Italia ha prestato assistenza alla famiglia e agli altri ragazzi fin dalla prima segnalazione. È stata presentata una denuncia e le Autorità spagnole hanno avviato gli accertamenti per individuare gli aggressori. Alle prime ore del 17 agosto, nelle fonti verificate non risultavano comunicati miglioramenti tali da modificare la prognosi riservata.
Nella notte tra il 14 e il 15 agosto la violenza ha colpito Palermo. Vito Genovese, 45 anni, è stato trovato gravemente ferito in via Costante Girardengo, nel quartiere Zen 2, ed è morto dopo avere riportato lesioni alla testa. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe notato alcuni giovani nei pressi di un garage utilizzato dalla famiglia e li avrebbe invitati ad allontanarsi, temendo un possibile furto. Ne sarebbe nata prima una discussione e successivamente una violenta aggressione, durante la quale sarebbero stati utilizzati un casco e un oggetto appuntito, indicato dagli investigatori come verosimilmente un cacciavite.
I Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia San Lorenzo, con il supporto della Stazione San Filippo Neri, hanno sottoposto a fermo 2 minorenni e un maggiorenne già agli arresti domiciliari. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e, per i minori, dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni, si sono basate sul sopralluogo, sulle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, sui riconoscimenti fotografici e su accertamenti tecnici. Un uomo di 47 anni, intervenuto in aiuto di Genovese, è rimasto a sua volta ferito e per questa seconda aggressione viene contestato anche il tentato omicidio. Il maggiorenne è stato trasferito nella casa circondariale Lorusso-Pagliarelli, mentre i minori sono stati condotti all’Istituto penale per i minorenni Malaspina. Il fermo di indiziato di delitto è una misura precautelare prevista dall’articolo 384 del Codice di procedura penale, utilizzabile in presenza delle condizioni stabilite dalla legge e successivamente sottoposta al controllo del Giudice. Non costituisce quindi una condanna né un accertamento definitivo di responsabilità.
La sera del 15 agosto un altro decesso ancora da chiarire si è verificato a Stignano (Comune della provincia di Reggio Calabria). Franco Fava, 55 anni, operaio edile e padre di 2 ragazze gemelle di 14 anni, è morto nella propria abitazione dopo un acceso litigio con la moglie. I primi accertamenti hanno indicato un violento trauma alla parte posteriore del capo, compatibile con l’urto contro il pavimento della cucina dopo una caduta. La donna, 47 anni, è stata sottoposta a fermo. La Procura della Repubblica di Locri e i Carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica attendono gli esiti dell’autopsia per stabilire se la perdita di equilibrio sia stata accidentale oppure conseguenza di una spinta o di un’altra azione. Le prime ricostruzioni, al momento, avrebbero escluso un colpo inferto direttamente con un oggetto contundente.
Nelle prime ore del 16 agosto, a Trebisacce (Comune della provincia di Cosenza), Ornella Forastefano, 46 anni, originaria di Cassano allo Ionio, è stata lasciata o comunque ritrovata in condizioni disperate davanti all’ospedale “Guido Chidichimo”. La donna presentava gravi lesioni in più parti del corpo e i sanitari hanno tentato di rianimarla, senza riuscire a salvarla. Il luogo preciso dell’aggressione e le modalità con le quali sia arrivata davanti al Pronto soccorso non erano ancora stati definitivamente ricostruiti.
Al centro degli accertamenti è finito il compagno della vittima, cittadino albanese di 42 anni da tempo residente in Calabria. I Carabinieri lo hanno rintracciato al porto di Bari, dove, secondo gli investigatori, si apprestava a imbarcarsi verso l’Albania. È stato sottoposto a fermo e trattenuto nel capoluogo pugliese, mentre l’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari prosegue anche attraverso l’esame delle immagini degli impianti di videosorveglianza. È stata inoltre disposta l’autopsia, affidata a un’équipe medico-legale.
Dal dicembre 2025 l’ordinamento italiano contiene anche il delitto autonomo di femminicidio, introdotto con la legge 2 dicembre 2025, numero 181 e inserito nell’articolo 577-bis del Codice penale. La nuova fattispecie non può tuttavia essere automaticamente applicata a ogni uccisione di una donna: saranno la ricostruzione dei fatti, il movente e gli elementi raccolti dalla Procura a stabilire quale qualificazione giuridica possa essere contestata nel caso Forastefano.
Qualche ora più tardi l’attenzione si è spostata su Milano, dove una studentessa di 19 anni ha denunciato una violenza sessuale avvenuta nei pressi di corso Como. Secondo il racconto della giovane, durante la notte aveva conosciuto all’interno della discoteca Hollywood un uomo di circa 40 anni, descritto come ben vestito e con un accento dell’Europa orientale. I 2 avrebbero ballato, bevuto e parlato nel privé (spazio riservato) del locale, per poi uscire e raggiungere la zona tra corso Como e via De Tocqueville. È qui che, secondo la denuncia, l’uomo avrebbe avuto un rapporto sessuale contro la volontà della ragazza.
La richiesta di soccorso al Numero unico di emergenza 112 è arrivata intorno alle 5.14. La diciannovenne è stata accompagnata alla Clinica Mangiagalli, dove opera un servizio specializzato nell’assistenza alle vittime di violenza sessuale. I Carabinieri stanno ricostruendo la notte attraverso le immagini delle telecamere della zona e del locale, le testimonianze e gli accertamenti sanitari. Fino a stamani del 17 agosto le fonti consultate non avevano comunicato ufficialmente né la sua identificazione né un provvedimento nei suoi confronti.
L’ultimo episodio ha riguardato l’Etna. Un escursionista di 30 anni, secondo le prime informazioni cittadino statunitense, è morto dopo essere stato colpito da un fulmine. La ricostruzione di stampa più recente riferisce che l’uomo si sarebbe inoltrato in una zona interdetta per osservare più da vicino l’area sommitale. A metà giornata un forte temporale aveva investito il vulcano e il trentenne sarebbe stato raggiunto da una scarica elettrica. L’allarme è scattato diverse ore più tardi e l’elicottero dei Vigili del fuoco ha raggiunto la zona, ma al momento del recupero l’escursionista risultava già morto.
I fulmini costituiscono uno dei pericoli più seri associati ai temporali, soprattutto negli spazi aperti e in quota. La Protezione civile indica proprio la montagna fra gli ambienti maggiormente esposti, perché creste, cime e persone isolate possono diventare punti particolarmente vulnerabili alle scariche. Per l’area sommitale dell’Etna, inoltre, il Parco dell’Etna raccoglie le ordinanze con le quali i Comuni regolano o vietano l’accesso alle diverse quote in relazione al rischio vulcanico. Nei giorni precedenti e immediatamente successivi a Ferragosto risultavano vigenti diversi provvedimenti comunali. Non è tuttavia possibile attribuire al turista la violazione di una specifica ordinanza senza conoscere con precisione il punto in cui si trovava.
Nell’immagine di copertina, il quartiere Zen di Palermo, Il corso Como a Milano e l’abitazione a Stignano collegata agli accerrtamenti sulla morte dell’uomo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









