Appalti pubblici: la Unità di Informazione Finanziaria rafforza i controlli tra bonifici sospetti e criptovalute

Nuove regole per segnalare operazioni anomale nelle Pubbliche amministrazioni mentre le comunicazioni crollano e aumentano i rischi di riciclaggio legati a contratti e agevolazioni

Sintesi

La Unità di Informazione Finanziaria (UIF è l’autorità nazionale indipendente presso la Banca d’Italia che contrasta riciclaggio e finanziamento del terrorismo) introduce nuovi codici per le segnalazioni di operazioni sospette nei contratti pubblici e nelle agevolazioni. Le analisi evidenziano un aumento dei rischi di riciclaggio soprattutto dopo la pandemia e con l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le Pubbliche amministrazioni registrano un forte calo delle segnalazioni nonostante rappresentino il primo presidio contro le infiltrazioni criminali. La normativa rafforza controlli su titolarità effettiva, flussi finanziari e documentazione. L’obiettivo è proteggere le risorse nazionali ed europee da utilizzi illeciti.

Articolo

Il sistema dei contratti pubblici e degli incentivi statali entra in una fase di vigilanza più stringente, mentre emergono criticità crescenti sul fronte della prevenzione del riciclaggio. La Unità di Informazione Finanziaria (UIF), struttura operativa della Banca d’Italia, ha ridefinito le modalità di segnalazione introducendo nuovi indicatori per intercettare anomalie nei flussi finanziari collegati agli appalti e alle agevolazioni pubbliche.

Il quadro normativo si aggiorna con la circolare firmata dal direttore Enzo Serata, che sostituisce i precedenti codici FI1 e FI2 con i nuovi parametri PA1 e PA2, destinati rispettivamente a individuare irregolarità nell’accesso o utilizzo di benefici pubblici e criticità nei contratti della pubblica amministrazione. Questo intervento si colloca in continuità con la disciplina prevista dal decreto legislativo 231/2007 (normativa antiriciclaggio che regola prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro), aggiornandone l’applicazione operativa.

L’evoluzione del fenomeno appare progressiva e ben definita sul piano temporale. L’incremento dei rischi si intensifica a partire dal 2020 con l’emergenza sanitaria globale legata al COVID-19, quando l’immissione massiccia di risorse pubbliche ha ampliato le opportunità di utilizzi distorti. Il fenomeno si consolida nel 2022 con l’avvio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e continua a svilupparsi negli anni successivi con un incremento delle segnalazioni di rischio connesse a operazioni finanziarie sospette.

Nonostante questo scenario, il dato più critico riguarda la contrazione delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS, Segnalazioni di Operazioni Sospette) provenienti dalle Pubbliche amministrazioni. Nel 2024 si registravano 1264 comunicazioni, mentre nel 2025 il numero scende a 520, segnando una riduzione del 58,9%. Questo calo evidenzia una fragilità strutturale: le amministrazioni pubbliche, pur essendo il principale presidio contro le infiltrazioni criminali, mostrano una capacità di reazione ridotta proprio nella fase di monitoraggio preventivo.

L’analisi operativa della UIF individua una serie di indicatori di rischio che si manifestano lungo tutto il ciclo dell’appalto o dell’erogazione del beneficio. In fase iniziale emergono criticità legate alla titolarità effettiva delle imprese, soprattutto in presenza di società di recente costituzione, trasformazioni societarie o assetti opachi. Successivamente si rilevano anomalie nei requisiti dichiarati, nei bilanci e nelle garanzie presentate, che possono indicare costruzioni documentali fittizie. Nella fase esecutiva, l’attenzione si concentra sui flussi finanziari, dove si registrano movimenti sospetti tra bonifici, utilizzo di criptovalute (valute digitali decentralizzate), fatturazioni inesistenti e crediti anomali. Un ulteriore ambito di rischio riguarda il cosiddetto digital lending (prestito digitale), ossia le piattaforme tecnologiche che erogano finanziamenti soprattutto alle PMI (Piccole e Medie Imprese). In questi contesti, la rapidità delle procedure di istruttoria può ridurre l’efficacia dei controlli antiriciclaggio se non adeguatamente bilanciata da verifiche approfondite.

Il rafforzamento della cooperazione tra amministrazioni pubbliche, intermediari finanziari e professionisti rappresenta uno degli elementi centrali della nuova strategia. La condivisione tempestiva delle informazioni consente infatti di intercettare più rapidamente operazioni sospette e prevenire l’utilizzo illecito delle risorse. Secondo le valutazioni più recenti, anche espresse in sede accademica e istituzionale in Italia, il rischio non riguarda soltanto la dispersione di fondi pubblici, ma incide direttamente sulla tutela degli interessi finanziari nazionali ed europei. La normativa e la giurisprudenza più recente confermano un orientamento volto a rafforzare la responsabilità degli Enti pubblici nella prevenzione, sottolineando come l’efficacia del sistema dipenda dalla capacità di individuare tempestivamente le anomalie.