Sintesi
L’indagine della Procura di Agrigento ipotizza un sistema organizzato per drenare risorse pubbliche destinate a cultura e turismo attraverso progetti duplicati e rendicontazioni irregolari. Il deputato Calogero L. P. di FdI, è ritenuto figura centrale per conoscenze e relazioni istituzionali maturate negli incarichi regionali precedenti. Coinvolti anche dirigenti della Fondazione Teatro Pirandello e del Distretto Turistico con ipotesi di accuse per truffa aggravata, peculato e violazioni sui finanziamenti politici. I fatti principali riguardano gli eventi natalizi e di Capodanno 2022 con richieste di fondi per oltre 600.000 euro e presunti ammanchi per almeno 300.000 euro. Al centro delle verifiche anche il concerto di fine anno e movimenti finanziari ritenuti anomali tra associazioni e conti personali. Sul piano politico emergono rapporti consolidati e dinamiche interne ai partiti, mentre sul piano giudiziario si attendono sviluppi tra difese, dimissioni e possibili provvedimenti amministrativi. Il 20 marzo scorso il deputato regionale Ismaele La Vardera aveva presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti sui fondi del Parco della Valle dei Templi.

Articolo
L’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, guidata dal Procuratore Giovanni Di Leo e coordinata dal Pubblico ministero Elettra Consoli, delinea un presunto sistema di gestione distorta dei finanziamenti pubblici destinati ai settori della cultura e del turismo. Le investigazioni, condotte dalla Polizia di Stato, ipotizzano l’esistenza di una struttura organizzata capace di intercettare fondi regionali e comunali per poi ridistribuirli attraverso associazioni ritenute fittizie o prive di reale operatività.

Al centro dell’indagine figura il deputato Calogero L. P. 45enne eletto con Fratelli d’Italia e successivamente espulso per contenuti pubblici inneggianti al nazismo, poi rientrato nel partito. Secondo l’accusa, il parlamentare avrebbe avuto un ruolo determinante grazie alla conoscenza dei meccanismi amministrativi acquisita durante l’incarico di vice capo di gabinetto vicario presso l’assessorato regionale al Turismo e alla partecipazione al comitato per Agrigento Capitale della Cultura 2020. Tale posizione gli avrebbe consentito di influenzare, anche indirettamente, l’assegnazione e la gestione dei finanziamenti.

Gli atti collocano cronologicamente i fatti principali tra agosto 2022 e gennaio 2023. Nell’agosto 2022, durante la campagna elettorale per le elezioni politiche, vengono registrati trasferimenti di denaro per 30.000 euro formalmente qualificati come “prestito personale”, ma ritenuti dagli inquirenti provenienti da fondi pubblici transitati attraverso associazioni culturali. Successivamente, nel periodo natalizio 2022, vengono presentate richieste di finanziamento per eventi festivi per un totale di 602000 euro, suddivisi tra Regione Siciliana e Comune di Agrigento.
Secondo la Procura, tali richieste sarebbero state replicate attraverso tre progetti sostanzialmente identici, configurando una moltiplicazione artificiosa dei contributi pubblici. Le rendicontazioni successive sarebbero risultate incomplete o supportate da documentazione contabile ritenuta non veritiera, con la ripetizione delle stesse fatture in più pratiche e l’assenza di tracciabilità nei pagamenti. Tra gli esempi citati figurano compensi per prestazioni artistiche, tra cui il concerto del 31 dicembre 2022, e spese accessorie come il noleggio di servizi igienici mobili.
Il sistema ipotizzato prevede che, una volta ottenuti i finanziamenti, le somme venissero trasferite verso associazioni considerate “contenitori vuoti”, formalmente intestate a soggetti terzi ma riconducibili, secondo l’accusa, a una gestione unitaria. Da tali conti sarebbero poi partiti prelievi in contanti o trasferimenti verso conti correnti personali e carte di pagamento, determinando un ammanco stimato in non meno di 300000 euro. Tra gli indagati compaiono Fabrizio L. G. presidente del Distretto Turistico, e Salvatore P. direttore generale della Fondazione Teatro Luigi Pirandello, entrambi accusati anche di peculato (appropriazione indebita di denaro pubblico da parte di incaricati di pubblico servizio). Coinvolti inoltre Antonino M. indicato come prestanome; Laura C. moglie di Prestia e Calogero C. rappresentante legale di associazione. Le accuse comprendono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato e violazione delle norme sui finanziamenti alla politica.
Il contesto politico e relazionale emerge come elemento rilevante dell’indagine. I rapporti tra i soggetti coinvolti risultano consolidati nel tempo, intrecciando ruoli istituzionali, incarichi amministrativi e legami personali. La presenza costante del deputato in eventi pubblici e iniziative della Fondazione Teatro Pirandello evidenzierebbe, secondo diverse ricostruzioni, una influenza significativa negli ambienti culturali locali.
Sul piano amministrativo, le conseguenze immediate includono le dimissioni formalizzate da Salvatore P. dalla direzione della Fondazione tramite Pec (posta elettronica certificata, sistema di comunicazione con valore legale) e le valutazioni in corso da parte del Comune di Agrigento, socio di maggioranza del Distretto Turistico, circa eventuali provvedimenti nei confronti degli altri dirigenti coinvolti.
Dal punto di vista normativo, la vicenda si inserisce nel quadro delle disposizioni del codice penale italiano in materia di reati contro la pubblica amministrazione e delle leggi sulla trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari pubblici, rafforzate negli ultimi anni per contrastare fenomeni corruttivi e indebite percezioni di contributi. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte ribadito che la duplicazione artificiosa di progetti e la falsa rendicontazione configurano elementi tipici della truffa aggravata ai danni dello Stato. Nel frattempo, il caso solleva interrogativi sulla gestione dei fondi pubblici nel settore culturale e turistico, evidenziando criticità nei sistemi di controllo e nella governance degli enti coinvolti.
Il 20 marzo ultimo scorso, il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento era stato al centro di un’interrogazione presentata all’Assemblea Regionale Siciliana dal deputato e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera. L’attenzione si era concentrata sulla gestione economica della mostra “I tesori d’Italia”, progetto da circa 1,2 milioni di euro promosso da soggetti privati e finanziato attraverso un incremento di 3 euro del biglietto di ingresso. Secondo quanto evidenziato, solo 1,25 euro del sovrapprezzo sarebbe stato destinato al Parco, mentre la restante quota andrebbe ai partner privati. La Vardera aveva segnalato un meccanismo a suo avviso che trasferirebbe il rischio economico sui visitatori, garantendo vantaggi prevalenti ai soggetti privati coinvolti.
Nota
In ottemperanza al diritto di cronaca tutelato dalla Costituzione, si precisa che, dato lo stadio di indagini in corso, ogni persona eventualmente coinvolta è da considerarsi innocente fino a una sentenza definitiva che accerti la sua colpevolezza.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.







