Sicilia, approvata la manovra. Aiuti a famiglie e imprese, restano criticità nei servizi. Cgil, scuole trascurate

Affitti, grano e carburanti tra gli interventi. La Cgil denuncia carenze negli edifici scolastici. Dall’Europa fondi per i danni di Harry

Sintesi

L’Ars ha approvato nella notte la manovra da 1,3 miliardi di euro. Dopo l’intesa sulle misure urgenti, le Opposizioni hanno lasciato l’Aula al voto finale, contestando soprattutto i fondi territoriali (cosiddette “mancette”). Arrivano risorse per agricoltura, pesca, affitti e caro carburanti. Ora contano i tempi per distribuirle.

Alle scuole sono destinati 20 milioni per la climatizzazione, mentre il dossier di Cgil, Flc e Fillea segnala che 2.431 edifici su 3.138 risultano senza certificato di agibilità. Restano forti carenze anche nell’accessibilità, nelle mense e nelle palestre. Il disagio riguarda la vita quotidiana degli studenti.

Cgil e Flc Palermo chiedono impegni concreti per la scuola pubblica e promuovono un confronto il 29 ottobre, aperto alle forze politiche e a chi vive ogni giorno le difficoltà dell’istruzione. Al centro sicurezza degli edifici, personale, disabilità e servizi. L’obiettivo è ottenere risposte verificabili.

Il Parlamento europeo ha approvato 74,9 milioni per l’Italia dopo la tempesta Harry, destinati alle aree colpite di Sicilia, Calabria e Sardegna. I sindacati dei trasporti, intanto, denunciano risposte insufficienti per l’Ast e alcune vertenze del settore. Restano aperti problemi che incidono sui servizi ai cittadini.

Articolo

Il sì nella notte, le opposizioni fuori al voto finale

Oggi 22 ottobre l’Ars (Assemblea regionale siciliana) ha approvato nella notte la manovra di variazioni di bilancio da 1,3 miliardi di euro, al termine di oltre 21 ore di lavori. Il provvedimento modifica le disponibilità e le destinazioni delle risorse regionali, finanziando interventi per famiglie, imprese e servizi.

L’intesa sulle emergenze non ha cancellato lo scontro politico. Ieri 21 ottobre Maggioranza e Opposizioni avevano concordato di dare precedenza alle norme considerate più urgenti, riducendo l’ostruzionismo su quel pacchetto. Al voto conclusivo, però, Pd, M5S e Controcorrente hanno abbandonato l’Aula. Il centrodestra ha mantenuto i numeri necessari a sostenere il Governo regionale siciliano guidato da Renato Schifani.

Il principale terreno di scontro è rimasto il fondo da 50 milioni per interventi territoriali, definito dalle Opposizioni un sistema di “mancette”. La contestazione riguarda la selezione degli interventi e dei beneficiari.

Grano, pesca e carburanti, le risorse per i settori in crisi

Per aiutare chi coltiva grano e altri cereali sono stati previsti 50 milioni di euro, invece dei 20 iniziali. Gli agricoltori spendono molto per seminare, acquistare fertilizzanti e utilizzare i macchinari, ma vendono il grano a prezzi troppo bassi, che spesso non coprono neppure le spese. Gli aiuti servono ad alleggerire queste perdite. Coldiretti Sicilia (organizzazione che rappresenta le imprese agricole) ha espresso soddisfazione, ricordando le proteste e le richieste avanzate negli ultimi mesi.

Alla pesca sono destinati complessivamente 17 milioni di euro, suddivisi fra esigenze diverse: 11 milioni per sostenere le imprese del settore in difficoltà; un milione per compensare le perdite del fermo biologico del dicembre 2022, cioè il periodo in cui la pesca è stata sospesa per consentire ai pesci di riprodursi; 5 milioni per i danni provocati dal maltempo. Sono quindi aiuti per chi ha subito maggiori spese, interruzioni del lavoro o danni alla propria attività.

Altri 50 milioni servono ad aiutare le attività colpite dall’aumento dei prezzi dei carburanti: 8 milioni per le imprese che noleggiano autobus con autista; 4,5 milioni per chi offre auto a noleggio con autista; 2,5 milioni per i tassisti; 15 milioni per le imprese che trasportano merci su camion; 20 milioni per il gasolio utilizzato nei trattori e negli altri macchinari agricoli. Il contributo serve a ridurre il peso di una spesa che rende più costoso coltivare, trasportare prodotti e accompagnare passeggeri.

Chi coltiva uva e produce vino aspetta invece ancora i 25 milioni richiesti. Luca Sammartino (assessore regionale all’Agricoltura) ha annunciato che gli aiuti saranno inseriti nella prossima legge finanziaria regionale. Per il momento si tratta di un impegno politico: le somme dovranno essere approvate prima di poter essere assegnate alle imprese.

Affitti, visite mediche e precari dell’Arpa

Le risorse per sostenere le famiglie nel pagamento dell’affitto passano da 8 a 17 milioni di euro. La misura prevede un Isee fino a 15.639,46 euro (indicatore che tiene conto dei redditi, dei patrimoni e del numero dei componenti della famiglia). Questa soglia non indica né la somma che si riceverà né il solo reddito annuo. L’aumento dei fondi, inoltre, non significa che siano già aperte nuove domande o che i pagamenti siano imminenti: occorre verificare le disposizioni che stabiliranno come assegnare le risorse.

Chi ha già presentato domanda per il bonus affitto 2026 deve distinguere le due misure. Mediterranea24 si è occupata specificamente delle famiglie ancora in attesa e delle informazioni da chiedere al proprio Comune. Quel bonus segue una procedura distinta, con requisiti propri, fra cui un Isee non superiore a 10.000 euro e un nucleo di almeno 3 persone. Il nuovo stanziamento non permette, da solo, di annunciare lo sblocco delle domande già presentate o una data di accredito.

Per chi aspetta il precedente bonus, il riferimento resta l’ufficio comunale che ha ricevuto la domanda. Bisogna chiedere se la pratica è stata ammessa, quando è stata trasmessa alla Regione e se sono arrivate le risorse per pagarla. Come spiegato nell’approfondimento, una domanda “ammissibile” ha superato il controllo dei requisiti, ma non garantisce ancora il contributo: servono la selezione regionale dei beneficiari e l’assegnazione delle somme.

Liste d’attesa, tre milioni ai privati convenzionati per aumentare visite ed esami

I 3 milioni di euro sono destinati alle strutture sanitarie private autorizzate e convenzionate con il servizio sanitario regionale, per finanziare visite ed esami e ridurre le liste d’attesa. Si tratta di centri privati che possono svolgere prestazioni per conto della sanità pubblica. Le somme serviranno quindi a pagare le strutture che erogheranno le prestazioni previste, non saranno distribuite ai cittadini come bonus o rimborso. È quanto prevede l’articolo 17 del disegno di legge. Assemblea Regionale Siciliana

La distribuzione dei fondi dovrà essere stabilita con un decreto dell’assessore regionale alla Salute, dando priorità alle specialità mediche nelle quali le attese sono più problematiche. Per esempio, se una determinata visita o un esame presenta ritardi particolarmente gravi, il finanziamento potrà servire ad aumentare gli appuntamenti disponibili per quella prestazione. Il testo consultato non indica ancora quanto riceverà ciascuna provincia o struttura, quali esami saranno finanziati e quanti appuntamenti saranno aggiunti: questi dettagli dovranno emergere dagli atti di attuazione.

La stessa norma permette anche agli specialisti convenzionati che lavorano negli ambulatori delle Asp (Aziende sanitarie provinciali) di svolgere attività aggiuntiva, cioè ore di lavoro ulteriori rispetto a quelle ordinarie, per visitare più pazienti. Sono due interventi distinti: da una parte si amplia la possibilità di organizzare turni aggiuntivi negli ambulatori pubblici, dall’altra si destinano i 3 milioni alle strutture private convenzionate. Per chi aspetta una visita, il risultato da verificare sarà concreto: più appuntamenti accessibili attraverso il servizio sanitario e meno mesi di attesa.

È stato inoltre aperto il percorso per assumere a tempo indeterminato 90 lavoratori precari dell’Arpa Sicilia (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che controlla la qualità dell’acqua, dell’aria e le condizioni ambientali). La norma permette di superare il blocco delle assunzioni previsto nell’ultima parte della legislatura regionale. Le assunzioni dovranno ancora essere completate, ma la misura consente di mantenere nell’Agenzia personale già formato, evitando di perdere esperienza e capacità necessarie ai controlli ambientali.

Scuole, i climatizzatori affrontano soltanto una parte dei problemi

In molte scuole siciliane gli studenti con disabilità incontrano ostacoli anche per entrare e muoversi negli edifici. Secondo il dossier, soltanto il 35,6% delle strutture è fisicamente accessibile, cioè consente l’accesso e gli spostamenti anche a chi ha difficoltà motorie, per esempio perché utilizza una sedia a rotelle. Appena lo 0,7% dispone di percorsi tattili, ossia indicazioni in rilievo sul pavimento che aiutano le persone cieche o ipovedenti a orientarsi. Solo il 13% ha segnali luminosi di emergenza, utili soprattutto a chi non può sentire un allarme sonoro.

Mancano inoltre servizi e spazi importanti per tutti gli alunni. La mensa è presente in circa 14 scuole su 100, contro circa 36 su 100 nella media italiana, e la palestra in circa 27 strutture su 100. Questo limita la possibilità di organizzare il tempo pieno, consumare il pranzo a scuola e svolgere attività fisica in spazi adeguati. Le conseguenze sono più pesanti per le famiglie con meno risorse, che difficilmente possono pagare attività sportive o altri servizi fuori dalla scuola.

Il sindacato denuncia inoltre ritardi negli interventi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato con risorse europee). Risultano completati o collaudati il 51% dei progetti per le mense; il 37,5% di quelli per gli asili nido; il 75% per le palestre; il 52% per la messa in sicurezza. Alfio Mannino (segretario generale della Cgil Sicilia) ha richiamato le conseguenze sul diritto allo studio e le difficoltà legate alle carenze di personale.

Cgil e Flc, il 29 ottobre un confronto sulle vere priorità della scuola

Alle denunce si affianca la richiesta di impegni precisi alla politica. Cgil e Flc Palermo organizzano il confronto sulle vere priorità della scuola pubblica, previsto il 29 ottobre, dalle 16 alle 19, all’Istituto Gramsci Siciliano (istituto culturale), nei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo, in via Paolo Gili 4. Sono invitate tutte le forze politiche, chiamate ad ascoltare studenti, famiglie, lavoratori e dirigenti scolastici.

Trasporti, la protesta riguarda Ast e le vertenze ancora aperte

Gli aiuti ad autotrasportatori, taxi e noleggiatori non esauriscono le richieste dei lavoratori dei trasporti. Alessandro Grasso, Dionisio Giordano e Katia Di Cristina (segretari regionali rispettivamente di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, le federazioni sindacali del settore) hanno denunciato l’assenza, nel testo allora in discussione, delle risorse richieste per l’Ast (Azienda siciliana trasporti, che gestisce servizi di autobus) e per gli impegni riguardanti lavoratori del trasporto aereo e marittimo.

La vertenza riguarda la tutela di circa 600 famiglie e la continuità dei collegamenti, utilizzati anche da studenti e lavoratori. I sindacati chiedono pagamenti più rapidi alle aziende per i servizi svolti e risposte agli impegni ancora sospesi. Hanno annunciato la disponibilità ad avviare uno sciopero generale dei trasporti in Sicilia, senza indicare nel comunicato una data già proclamata.

Harry, dall’Europa 74,9 milioni per tre regioni

Harry, a cosa servono i fondi europei e quanto spetta alle regioni

Ieri 21 ottobre il Parlamento europeo ha approvato 74,9 milioni di euro per aiutare l’Italia ad affrontare le conseguenze della tempesta Harry, che nel gennaio 2026 ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. È la somma complessiva destinata alle tre regioni, non l’importo assegnato a ciascuna. Il finanziamento proviene dal Fsue (Fondo di solidarietà dell’Unione europea, che sostiene gli Stati colpiti da gravi calamità).

Quanto riceverà ogni Regione non è ancora confermabile attraverso un atto ufficiale di ripartizione reperito nelle fonti consultate. Enzo Bruno ed Elisa Scutellà (consiglieri regionali calabresi, rispettivamente dei gruppi Tridico Presidente e Movimento 5 Stelle) hanno annunciato una divisione in parti uguali, pari a circa 25 milioni per Sicilia, Calabria e Sardegna. Questa indicazione resta però una dichiarazione politica: per presentare quelle cifre come assegnazioni certe occorre il provvedimento nazionale che stabilisce le quote e gli interventi finanziati.

I fondi servono soprattutto a sostenere le spese pubbliche dell’emergenza e a rimettere in funzione infrastrutture e servizi danneggiati. Possono contribuire, secondo le regole del Fondo europeo, a ripristinare strade, reti dell’acqua e dell’elettricità, strutture sanitarie e scolastiche, finanziare sistemazioni temporanee e soccorsi, mettere in sicurezza opere di protezione e ripulire le aree colpite. Non costituiscono un rimborso automatico per ogni casa, negozio o impresa danneggiata: gli eventuali contributi ai privati seguono strumenti e procedure distinti.

I 74,9 milioni italiani rientrano in un pacchetto europeo di circa 489 milioni, che comprende anche aiuti a Malta, Portogallo e Spagna per le calamità subite. Le quote destinate agli altri Paesi non saranno quindi distribuite alle regioni italiane.

Resta una distanza molto ampia fra gli aiuti europei e i danni denunciati, stimati dalle autorità italiane in quasi 3 miliardi di euro. Giuseppe Antoci e Pasquale Tridico (europarlamentari del Movimento 5 Stelle) chiedono ulteriori risorse al governo nazionale. Giuseppe Lupo (europarlamentare del Partito democratico) ricorda che il sostegno europeo si aggiunge agli stanziamenti dello Stato e delle Regioni. Per i territori, ora, occorrono quote certe, opere individuate e tempi chiari per realizzarle.

Dalle somme approvate ai risultati per i cittadini

La verifica decisiva sarà nell’attuazione: quando saranno pubblicati gli avvisi, chi potrà accedere agli aiuti, quanto arriverà ai beneficiari e quali servizi miglioreranno. Per scuole e territori colpiti dal maltempo servirà seguire anche l’avanzamento delle opere, oltre agli importi annunciati.

Mediterranea24 ha già ricostruito il percorso della manovra e le contestazioni sui fondi territoriali, così come le difficoltà dei rifornimenti durante il fermo dei tir. Il voto chiude il passaggio parlamentare, mentre restano da verificare tempi, criteri ed effetti concreti delle misure.