Sintesi
Una 30enne veneziana ha denunciato di essere stata aggredita insieme al compagno da un gruppo di ultras del Venezia su un vaporetto della linea notturna 5.2 dopo la partita contro il Palermo dell’8 maggio 2026 finita con la vittoria del Venezia per 2 a 0. Secondo il racconto della vittima, tutto sarebbe nato dopo avere chiesto ai tifosi di smettere di urlare e far oscillare violentemente il battello affollato. La coppia sarebbe stata colpita con pugni, calci e strattoni fino all’inseguimento tra le calli veneziane. La donna ha riportato ematomi, lesioni al volto, segni sul collo e perdita di ciocche di capelli. Entrambi si sono recati al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo e successivamente hanno presentato denuncia ai carabinieri contro ignoti. La vittima lamenta inoltre il presunto disinteresse del personale Actv “Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano” e chiede l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili.

Articolo
Un grave episodio di violenza si sarebbe verificato a Venezia al termine della partita di calcio contro il Palermo disputata venerdì 8 maggio 2026 e finita per 2 a 0 a favore della squadra veneziana. Una donna del luogo sulla trentina, identificata con le iniziali D.V., ha raccontato di essere stata aggredita insieme al fidanzato da un gruppo di ultras veneziani mentre si trovava a bordo del vaporetto della linea notturna 5.2 partito da San Marco, imbarcadero D. Secondo quanto riferito dalla vittima al quotidiano “Il Gazzettino”, il battello era particolarmente affollato e numerosi tifosi della squadra lagunare stavano saltando, cantando cori e facendo oscillare l’imbarcazione da una parte all’altra.

La donna ha spiegato di avere chiesto con calma e gentilezza ai tifosi di abbassare il tono delle urla e smettere di agitare il vaporetto perché molti passeggeri apparivano spaventati dalla situazione. Da quel momento, sempre secondo il suo racconto, sarebbe iniziata una violenta escalation fatta di insulti, minacce e aggressioni fisiche. La vittima sostiene che qualcuno le abbia afferrato con forza i capelli da dietro, strattonandola fino a strapparle diverse ciocche dalla cute. Successivamente sarebbe stata colpita con pugni al volto, afferrata per il collo, sollevata da terra e gettata sul pavimento del battello mentre altri ultras continuavano a colpirla con calci e schiaffi.

Anche il fidanzato della donna sarebbe stato aggredito mentre cercava di proteggerla. L’uomo, bloccato dalla ressa a pochi passi da lei, avrebbe tentato di fare scudo con il proprio corpo, ricevendo pugni e calci sulla schiena. La vittima racconta inoltre di avere chiesto aiuto a un passeggero che si trovava davanti a lei, ma invece di ricevere soccorso sarebbe stata colpita ulteriormente al volto, in particolare alle tempie e agli zigomi, riportando vertigini e tumefazioni.
Accortosi della situazione, il comandante del vaporetto avrebbe fermato il mezzo all’imbarcadero della Palanca. Secondo la denuncia della donna, il marinaio avrebbe aperto la sbarra facendo scendere rapidamente la coppia senza però intervenire concretamente per fermare gli aggressori o prestare assistenza. La giovane sostiene di avere chiesto aiuto spiegando di essere stata picchiata, ma di avere ricevuto soltanto un atteggiamento definito indifferente. Anche durante la discesa dal battello la coppia sarebbe stata colpita alle spalle da alcuni ultras che, secondo il racconto, li avrebbero poi inseguiti lungo le calli veneziane.
La fuga si sarebbe conclusa a piazzale Roma, dove i 2 giovani sono riusciti a raggiungere l’automobile e dirigersi verso il pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. La donna temeva di avere riportato un trauma cranico e nelle ore successive avrebbe notato la perdita di numerose ciocche di capelli oltre a ematomi violacei sotto gli occhi, tagli allo zigomo sinistro e segni sul collo compatibili con strangolamento. Muniti dei referti medici, lei e il compagno si sono successivamente rivolti ai carabinieri presentando una denuncia contro ignoti.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei trasporti pubblici veneziani dopo eventi sportivi particolarmente partecipati. La donna lamenta non soltanto le ferite subite ma soprattutto il senso di abbandono da parte delle istituzioni e del personale presente sul mezzo pubblico. La vittima chiede ora che gli investigatori acquisiscano le registrazioni delle videocamere di sorveglianza installate sia sul vaporetto sia negli imbarcaderi per identificare gli aggressori e ricostruire con precisione tutte le fasi dell’episodio.
Dal punto di vista giuridico, le eventuali responsabilità potrebbero comprendere reati come lesioni personali aggravate, violenza privata, minacce e concorso in aggressione. La normativa italiana prevede inoltre aggravanti specifiche quando le violenze vengono commesse da gruppi organizzati o in contesti di particolare pericolo pubblico. Negli ultimi anni episodi simili legati agli ambienti ultras hanno portato a numerosi Daspo “Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive”, misura di prevenzione utilizzata per impedire ai soggetti ritenuti pericolosi di frequentare eventi calcistici. Le indagini proseguono per verificare le responsabilità individuali e accertare eventuali omissioni nei soccorsi e nelle procedure di sicurezza adottate durante il trasporto pubblico successivo alla partita.
L’opinione
Tutta l’Italia è paese (corruzione, commistione, connivenza, compiacenza, spartizione, mercimonio, vessazione, omertà, timore, arroganza, tronfiaggine, dissonanza cognitiva, bugia patologica, cultura a perdere, panem et circenses, paternale, retorica, teppismo, estorsione, delinquenza, criminalità e mafia)

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









