Sintesi
La società Caronte & Tourist ha annunciato un incremento delle tariffe tra il 30% e il 50% per i collegamenti marittimi con le isole minori siciliane a partire dal 15 maggio, attribuendo la decisione al mancato completamento della procedura di riequilibrio economico-finanziario della convenzione pubblica. Restano esclusi, almeno per il momento, i collegamenti con Lampedusa e Linosa. La Regione Siciliana e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stanno lavorando a una soluzione per evitare la stangata su residenti, turisti e imprese. L’aumento del prezzo del gasolio sta inoltre mettendo in crisi i comparti della pesca e dell’agricoltura, con pesanti ripercussioni economiche su famiglie e consumatori siciliani.

Articolo
La Sicilia si prepara a fare i conti con un nuovo e pesante aumento dei costi nei trasporti marittimi verso le isole minori. La compagnia Caronte & Tourist ha infatti comunicato alle biglietterie di scalo che, dal 15 maggio, scatterà un incremento tariffario compreso tra il 30% e il 50% rispetto agli importi attualmente in vigore per le navi di linea dirette verso gli arcipelaghi siciliani. La decisione non riguarderà, almeno in questa fase, le tratte per le isole Pelagie, cioè Lampedusa e Linosa, dove i prezzi rimarranno invariati.

La compagnia Caronte & Tourist gestisce in Sicilia numerosi collegamenti marittimi pubblici e privati tra la terraferma e le isole minori, oltre alle tratte nello Stretto di Messina. La società opera i servizi tra Messina e Villa San Giovanni, collega la Sicilia con le isole Eolie, Egadi, Pelagie e Ustica attraverso navi traghetto e unità veloci, gestisce le linee da Trapani, Milazzo, Palermo e Porto Empedocle verso Lipari, Vulcano, Stromboli, Favignana, Pantelleria, Lampedusa e Linosa, svolgendo sia trasporto passeggeri sia trasporto merci e automezzi nell’ambito della continuità territoriale garantita tramite convenzioni pubbliche con lo Stato e la Regione Siciliana.

Secondo quanto spiegato dall’azienda, il provvedimento sarebbe diventato inevitabile dopo il mancato completamento della procedura di riequilibrio economico-finanziario avviata nel luglio 2025 e ancora non definita dagli organismi nazionali e regionali competenti. La società ha precisato di essere stata obbligata a riattivare misure tariffarie che erano state sospese temporaneamente per garantire la sostenibilità economica della convenzione pubblica che disciplina il servizio di continuità territoriale marittima.
La vicenda si inserisce in un quadro già molto delicato. Il 16 aprile 2025 il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani aveva annunciato, al termine di un incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, di avere scongiurato aumenti tariffari per i collegamenti con le isole minori. In quella sede era stata individuata una soluzione politica finalizzata a mantenere invariati i costi del servizio attraverso una rimodulazione della convenzione in essere fino al 2028.
Nelle ultime ore da Palazzo d’Orleans è filtrata la notizia di un nuovo vertice programmato a Roma tra i dirigenti del Dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana e i rappresentanti del Ministero, con l’obiettivo di dare attuazione concreta all’intesa già ipotizzata nei mesi scorsi. L’orientamento condiviso prevederebbe una riduzione di 6 mesi della durata della convenzione, lasciando però immutati gli importi economici già stabiliti.
Intanto cresce la protesta politica e istituzionale. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha parlato di “situazione fuori controllo”, accusando il Governo regionale di immobilismo davanti ai continui disservizi nei collegamenti marittimi e ai rincari annunciati dalla compagnia. Secondo l’esponente del M5S, i cittadini starebbero pagando il prezzo di ritardi amministrativi e carenze nei controlli pubblici sui contratti di servizio destinati alle comunità isolane.
La questione dei trasporti marittimi si intreccia inoltre con la più ampia emergenza legata all’aumento del costo del carburante. Gli effetti del caro-gasolio stanno colpendo duramente il comparto della pesca siciliana. Giovanni Basciano, presidente del Centro di competenza del Distretto della pesca di Mazara del Vallo, ha descritto una situazione ormai critica, con imbarcazioni ferme o costrette a ridurre drasticamente le uscite in mare. Secondo gli operatori del settore, ai rincari energetici si aggiungono altri problemi strutturali, tra cui la diminuzione delle aree disponibili per la pesca e il surriscaldamento delle acque marine, fenomeno collegato ai cambiamenti climatici.
I dati diffusi da Confcooperative Fedagripesca mostrano un incremento molto pesante dei costi operativi. Per un’imbarcazione superiore ai 24 metri, il prezzo di un pieno di carburante sarebbe passato da una media compresa tra 6.000 e 9.000 euro agli attuali 13.440 euro. Una crescita che rischia di trasferirsi direttamente sui prezzi finali del pesce, con ripercussioni sulla ristorazione e sui consumatori.
Anche il comparto agricolo registra forti difficoltà. Secondo Coldiretti Sicilia, nei primi 2 mesi del conflitto in Medio Oriente allevatori e pastori siciliani avrebbero sostenuto costi aggiuntivi fino a 3.600 euro a causa dell’aumento dell’energia e dei carburanti. La crescita delle spese logistiche e produttive sta comprimendo ulteriormente i margini economici delle imprese agricole dell’isola.
Sul fronte delle famiglie, le stime elaborate dalla CGIA di Mestre indicano che nel 2026 i siciliani spenderanno quasi 2 miliardi di euro in più rispetto all’anno precedente per sostenere i rincari di energia elettrica, gas e carburanti, con un incremento medio del 17%, uno dei più elevati a livello nazionale. L’effetto combinato degli aumenti nei trasporti marittimi, nei carburanti e nei servizi energetici rischia così di aggravare ulteriormente il costo della vita nell’isola, con conseguenze dirette su mobilità, turismo, commercio e continuità territoriale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









