Messina. Pugno in faccia alla guardia giurata del Pronto soccorso. L’aggressore posto di nuovo ai domiciliari

Violenza all’ospedale Piemonte di Messina dopo la morte di un parente. Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari per rapina ha colpito una guardia giurata che gli impediva l’accesso al Pronto soccorso. Solidarietà dell’IRCCS Bonino Pulejo e dei sindacati UIL e UILTuCS

Sintesi

Un episodio di violenza si è verificato al Pronto soccorso dell’ospedale Piemonte di Messina dove un uomo agli arresti domiciliari per rapina ha aggredito una guardia giurata con un pugno al volto dopo che gli era stato impedito l’accesso alla struttura sanitaria. Il vigilante ha riportato ferite giudicate guaribili in 8 giorni. L’aggressore è stato fermato dalla Polizia intervenuta sul posto. La direzione strategica dell’IRCCS Bonino Pulejo ha espresso solidarietà al lavoratore e ha condannato ogni forma di violenza nei confronti del personale sanitario e degli operatori delle strutture ospedaliere. Anche i rappresentanti sindacali della UIL e della UILTuCS di Messina hanno denunciato il ripetersi di aggressioni ai danni delle guardie giurate impegnate nei presidi sanitari e hanno chiesto maggiore tutela per i lavoratori della vigilanza.

Articolo

Un nuovo episodio di violenza si è verificato all’interno di una struttura sanitaria della città di Messina. Al pronto soccorso dell’ospedale “Piemonte”, presidio ospedaliero gestito dall’IRCCS Bonino Pulejo (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, struttura sanitaria di ricerca riconosciuta dal Ministero della Salute), un uomo ha colpito con un pugno al volto una guardia giurata che svolgeva servizio di vigilanza all’ingresso del reparto di emergenza. Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dalle Forze dell’ordine, l’aggressore si trovava agli arresti domiciliari per un precedente reato di rapina. L’uomo si sarebbe recato in ospedale dopo aver appreso della morte di un parente e avrebbe tentato di entrare nel pronto soccorso. La guardia giurata in servizio avrebbe cercato di impedirgli l’accesso in quanto non autorizzato e in violazione delle disposizioni di sicurezza previste per il reparto.

Il rifiuto avrebbe provocato una reazione improvvisa e violenta. L’uomo ha colpito il vigilante con un pugno in pieno volto provocandogli lesioni successivamente giudicate dai sanitari guaribili in 8 giorni. Dopo l’aggressione sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia che hanno fermato il responsabile e avviato gli accertamenti del caso. La direzione strategica dell’IRCCS Bonino Pulejo ha espresso immediatamente vicinanza al lavoratore coinvolto nell’episodio. In una nota l’azienda sanitaria ha ribadito la propria condanna nei confronti di qualsiasi forma di violenza rivolta contro il personale che opera all’interno delle strutture sanitarie, ricordando come la sicurezza degli operatori rappresenti una priorità per il sistema ospedaliero.

Solidarietà alla guardia giurata è stata espressa anche dalle organizzazioni sindacali. Ivan Tripodi, segretario generale della UIL Messina (Unione Italiana del Lavoro, confederazione sindacale nazionale), insieme a Francesco Rubino della UILTuCS (Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi, federazione sindacale di categoria), hanno diffuso una dichiarazione congiunta nella quale affermano: “Esprimiamo profonda e totale solidarietà a Maurizio per la vile aggressione subita”. I due rappresentanti sindacali hanno evidenziato come gli episodi di violenza nei confronti del personale addetto alla vigilanza nelle strutture sanitarie non rappresentino casi isolati. Le guardie particolari giurate, infatti, svolgono un ruolo di interposizione tra utenti e personale sanitario per garantire che medici e infermieri possano operare senza interferenze e in condizioni di sicurezza. Secondo quanto sottolineato dai sindacalisti, proprio questa funzione di deterrenza espone frequentemente il personale di vigilanza a situazioni di rischio e a possibili aggressioni. Tripodi e Rubino hanno inoltre ricordato come il settore della vigilanza privata armata sia spesso poco valorizzato anche durante le trattative per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali.

Negli ultimi anni il tema della sicurezza negli ospedali è divenuto centrale nel dibattito pubblico italiano. Diversi rapporti del Ministero della Salute e del Ministero dell’Interno hanno evidenziato un aumento delle aggressioni nei confronti di operatori sanitari e personale di supporto. Per questo motivo il Parlamento ha approvato la legge 113 del 2020 che introduce misure specifiche di tutela per gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie, prevedendo aggravanti penali per chi compie atti di violenza o minaccia contro medici, infermieri e operatori impegnati nei servizi sanitari. L’episodio avvenuto al pronto soccorso dell’ospedale Piemonte riporta nuovamente l’attenzione sulla necessità di rafforzare i sistemi di sicurezza all’interno delle strutture ospedaliere e di garantire adeguata protezione anche agli addetti alla vigilanza che operano quotidianamente in contesti ad alta tensione emotiva.