Sintesi
A Milano quattro minorenni, due 17enni italiani cui uno di origine marocchina incensurato e l’altro di origine cingalese e due 16enni anch’essi dello Sri Lanka, questi ultimi tre con precedenti penali, sono stati arrestati per il pestaggio e il tentato omicidio di un giovane di 24 anni intervenuto per difendere un amico dopo una lite nata in un locale notturno, episodio avvenuto nella notte del 1 febbraio e ricostruito dai Carabinieri attraverso testimonianze e telecamere di sorveglianza. L’inchiesta evidenzia l’uso disinvolto di armi tra adolescenti e la crescente preoccupazione per la violenza giovanile nelle aree urbane. A Parma un 27enne di origine dominicana è morto dopo essere stato accoltellato nella propria abitazione e la fidanzata italo-cubana di 21 anni risulta indagata. Gli investigatori stanno ancora accertando se il colpo sia stato inflitto volontariamente o in modo accidentale.

Articolo
Due distinti episodi di violenza avvenuti nel Nord Italia riportano al centro dell’attenzione investigativa l’uso di armi da taglio tra giovani e giovanissimi. I fatti si sono verificati tra Milano e Parma e sono ora oggetto di indagini da parte dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine.

Il primo episodio risale alla notte del 1 febbraio a Milano. Secondo la ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, quattro minorenni, hanno aggredito due giovani dopo una discussione nata in un locale della zona di Porta Romana. L’episodio si è sviluppato in via Salasco, nelle vicinanze dell’area universitaria della Bocconi. La vicenda avrebbe avuto origine alcune ore prima all’interno di un punto di ristorazione veloce, dove uno dei ragazzi poi aggrediti avrebbe pronunciato in modo ironico la frase “portarsi dietro le armi a Milano è da puttana”, alludendo al fatto che i quattro adolescenti si fossero vantati di possedere alcuni oggetti offensivi come un coltello a scatto, un tirapugni e uno spray al peperoncino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Compagnia Carabinieri di Monforte, il gruppo si sarebbe nuovamente incrociato in piena notte nei pressi della zona universitaria. In quel momento i quattro minorenni avrebbero affrontato il ventenne ritenuto responsabile della battuta giudicata offensiva. L’amico ventiquattrenne intervenuto per difenderlo sarebbe stato colpito con particolare brutalità. Il giovane è stato raggiunto da diversi fendenti e poi preso a calci e pugni anche quando si trovava già a terra, mentre perdeva molto sangue a causa delle ferite.
I soccorsi sono stati allertati da un passante e sul posto sono arrivati rapidamente sia i sanitari del servizio di emergenza sia i militari dell’Arma. Il ragazzo ferito è stato trasportato in ospedale in condizioni estremamente critiche dopo aver perso oltre un litro di sangue. Le coltellate lo avevano colpito al torace e alla testa, perforando anche un polmone. Per diverse ore è rimasto in pericolo di vita.
Le indagini, sostenute anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza urbana, hanno permesso di individuare i presunti aggressori. Il provvedimento cautelare disposto dall’autorità giudiziaria minorile ha portato all’arresto di quattro adolescenti: due 17enni italiani cui uno di origine marocchina incensurato e l’altro di origine cingalese e due 16enni anch’essi originari dello Sri Lanka, questi ultimi tre con precedenti penali. I quattro sono accusati di tentato omicidio in concorso, porto abusivo di armi e lesioni aggravate. Secondo gli inquirenti la decisione di applicare la custodia cautelare in istituto penale minorile è stata motivata dalla particolare gravità dell’episodio e dalla “spiccata disinvoltura nell’uso della violenza e delle armi” evidenziata durante l’aggressione.
Dalle verifiche è inoltre emerso che tre dei quattro adolescenti avevano già precedenti per furti e rapine. Tutti frequenterebbero la zona del quartiere Corvetto, periferia sud-orientale della città. Gli investigatori hanno rilevato che, mentre si allontanavano dal luogo dell’aggressione, i giovani avrebbero addirittura deriso la vittima mostrando soddisfazione per le ferite provocate.
Il secondo episodio riguarda invece Parma e presenta contorni ancora poco definiti. Qui un giovane di 27 anni, Cristopher Gaston Ogando, originario della Repubblica Dominicana e residente nella città emiliana, è morto dopo essere stato colpito con un coltello all’interno della propria abitazione.
La vicenda ha avuto inizio nel tardo pomeriggio di mercoledì quando, poco dopo le 18, alla centrale operativa del 118 è arrivata una richiesta di aiuto proveniente dal quartiere Borgo Riccio. A telefonare è stata la fidanzata del giovane, una donna di 21 anni di origini italo-cubane, che ha segnalato la presenza del compagno ferito da un’arma da taglio alla spalla.
I soccorritori hanno trasportato immediatamente il ragazzo all’Ospedale Maggiore di Parma, dove i medici hanno riscontrato una grave lesione toracica che aveva coinvolto anche un polmone. Le sue condizioni sono apparse subito molto serie e il giovane è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Nonostante i tentativi dei medici di stabilizzare il quadro clinico, il 27enne è deceduto la mattina successiva a causa delle ferite riportate.
Nel frattempo i Carabinieri hanno avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. La fidanzata, che risulta essere stata l’unica persona presente nell’appartamento al momento dei fatti, è stata portata in caserma per essere ascoltata dagli investigatori. Al momento non è stata sottoposta a fermo, ma la Procura della Repubblica di Parma ha aperto un fascicolo nei suoi confronti ipotizzando il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto affettivo.
Gli investigatori del RIS di Parma (Reparto Investigazioni Scientifiche, struttura specializzata dell’Arma dei Carabinieri che si occupa di analisi forensi e scientifiche) hanno effettuato per diverse ore rilievi tecnici all’interno dell’abitazione, posta sotto sequestro. Tra gli elementi ancora da chiarire vi sono l’esatta dinamica dell’accoltellamento e la natura del gesto. Non è infatti ancora stato accertato se il colpo sia stato inflitto intenzionalmente oppure se si sia trattato di un episodio accidentale avvenuto durante una lite o una colluttazione.
La Magistratura attende ora i risultati delle perizie medico-legali e degli accertamenti scientifici per stabilire con precisione la sequenza degli eventi. Nel frattempo il caso resta aperto e gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e ulteriori elementi utili per chiarire le responsabilità.
I due episodi, pur distinti tra loro, riaccendono il dibattito pubblico sulla crescente diffusione di aggressioni con coltelli tra giovani e adolescenti nelle città italiane. Negli ultimi anni Magistrati, criminologi e rappresentanti delle Forze dell’ordine hanno più volte segnalato l’aumento di reati violenti commessi da minorenni e la maggiore facilità con cui armi improprie o da taglio circolano tra i ragazzi.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









