Sintesi
In termini semplici, l’ingresso di Luca Manuli in Controcorrente aggiunge un altro tassello alla costruzione dell’alternativa a Cateno De Luca a Taormina, ma sarebbe prematuro parlare già di una coalizione elettorale. Manuli nel 2023 venne eletto nella lista “De Luca il Sindaco”, nel luglio 2024 passò all’Opposizione e oggi siede nel gruppo Rinascimento Taormina con Nunzio Corvaia. Prt, di cui è presidente, ha indicato espressamente nelle Amministrative del 2028 il proprio orizzonte politico.

Il precedente del 2023 dimostra però che a Taormina sono possibili alleanze molto trasversali: l’allora sindaco Mario Bolognari, esponente del Pd, costruì una lista nella quale confluirono anche uomini provenienti da Lega e Forza Italia e designò assessore uno storico esponente dell’area di centrodestra. Controcorrente, intanto, si colloca oggi nel campo alternativo sia al centrodestra regionale sia a De Luca, pur mantenendo ancora aperto il confronto con il Pd sulla candidatura alla Regione del 2027. Un nuovo fronte da destra a sinistra nella Perla dello Ionio contro l’attuale sindaco è quindi possibile ma non è ancora, però, un fatto acquisito.

Articolo
“Controcorrente” arriva anche nel Consiglio comunale di Taormina. Luca Manuli ha ufficializzato l’adesione al movimento guidato da Ismaele La Vardera durante gli Stati generali svoltisi ad Agrigento, affiancato dal deputato regionale messinese Alessandro De Leo. Un passaggio che va letto non soltanto nella prospettiva delle Regionali siciliane del 2027, ma anche nel quadro politico che a Taormina comincia già a guardare alle elezioni comunali del 2028.

Manuli ha spiegato la scelta parlando della necessità di un cambiamento «nel metodo prima ancora che nelle parole», rivendicando maggiore libertà, responsabilità e partecipazione alle decisioni e ponendo l’adesione a Controcorrente in continuità con il lavoro svolto all’interno di Progetto Ricostruzione Taormina.

Il movimento civico ha immediatamente chiarito di voler conservare autonomia e identità. Ma il vicepresidente Alessio Bonesoli ha indicato una data precisa: le Amministrative del 2028 e la costruzione di «una proposta realmente alternativa per la città». Non si tratta di una scadenza casuale: Taormina ha votato il 28 e 29 maggio 2023 e la legislazione regionale siciliana stabilisce in cinque anni la durata del mandato di sindaco e Consiglio comunale. Salvo quindi un’interruzione anticipata della consiliatura, il rinnovo ordinario sarà nel 2028, non nel 2027.
Manuli, da Cateno all’Opposizione
La traiettoria politica di Manuli rende il passaggio ancora più significativo. Alle Amministrative del 2023 era candidato direttamente nella lista “De Luca il Sindaco” e ottenne 153 preferenze. Cateno De Luca vinse nettamente quelle elezioni con circa il 63,5 per cento dei voti, mentre la sua lista raggiunse il 52,45 per cento.
Nel luglio 2024 Manuli uscì però dalla Maggioranza e passò formalmente all’Opposizione, costituendo insieme a Nunzio Corvaia e Maria Rita Sabato il gruppo consiliare “Rinascimento Taormina”. Corvaia e Sabato provenivano invece dalla lista “Noi Taormina” che nel 2023 aveva sostenuto Mario Bolognari. Già allora, dunque, dentro lo stesso gruppo consiliare finirono per incontrarsi pezzi provenienti dai due principali schieramenti contrapposti alle elezioni dell’anno precedente. Successivamente Manuli e Corvaia hanno condotto insieme numerose iniziative di opposizione all’Amministrazione De Luca, dalle questioni riguardanti il Palazzo dei Congressi all’anticipazione di oltre un milione di euro al Gal Taormina Peloritani.
Il precedente del 2023: Bolognari e la coalizione trasversale
È qui che torna utile scrutare quanto accadde nel 2023. L’allora sindaco Mario Bolognari, esponente del centrosinistra e del Pd, non si presentò infatti alla guida di una coalizione politicamente omogenea.
Le cronache nazionali dell’epoca descrissero apertamente il suo come uno “schieramento anomalo” nel quale convivevano Pd e settori del centrodestra. Repubblica parlò dell’appoggio di Fratelli d’Italia a Bolognari, mentre nella lista “Noi Taormina” figuravano candidati allora indicati come appartenenti alla Lega e a Forza Italia.
C’è poi il caso particolarmente significativo di Danilo La Monaca. Nel 2009 le cronache locali lo indicavano come coordinatore cittadino del Popolo della Libertà e nel 2012 risultava impegnato nell’area di Futuro e Libertà. Nel 2023 fu uno dei tre assessori formalmente designati da Bolognari insieme a Maria Rita Sabato e Sergio Cavallaro.
Bolognari gli offrì politicamente un posto nella futura Giunta designandolo assessore, ma Bolognari perse le elezioni. Lo stesso quadro venne descritto all’epoca come una candidatura Bolognari «ampiamente mitigata da forze di centro e centrodestra». Nel 2023 l’obiettivo di contrastare l’avanzata di De Luca produsse attorno a Bolognari un’aggregazione che superava nettamente i tradizionali confini tra centrosinistra e centrodestra. Non servì a vincere. De Luca ottenne oltre quattromila voti contro poco più di 1.600 di Bolognari secondo i dati riportati dalle principali rilevazioni elettorali.
Il 2028 potrebbe riproporre lo stesso schema?
La domanda oggi è inevitabile: alle prossime Amministrative potrebbe nascere nuovamente un fronte che vada dalla destra alla sinistra, questa volta comprendendo anche Controcorrente e Progetto Ricostruzione Taormina, con l’obiettivo comune di battere De Luca o comunque il suo schieramento?
I fatti consentono di dire che la possibilità politica esiste ed è più concreta di quanto sarebbe apparso soltanto due anni fa, ma non che l’accordo sia già stato raggiunto.
Ci sarebbero almeno tre elementi che spingono in questa direzione. Il primo è la progressiva ricomposizione dell’Opposizione taorminese. Manuli, eletto con De Luca, lavora ormai stabilmente con Corvaia, proveniente dalla coalizione Bolognari. Prt (Progetto Ricostruzione Taormina è un movimento civico per promuovere partecipazione, legalità, ascolto del territorio e proposte) dichiara apertamente di voler costruire per il 2028 una proposta alternativa e parla di ampliamento delle interlocuzioni e delle relazioni.
Il secondo è Controcorrente. La Vardera si sta collocando nel campo dell’alternativa al centrodestra regionale e agli Stati generali di Agrigento il confronto ha coinvolto esponenti del centrosinistra e del cosiddetto campo largo. Proprio in quella sede è emersa anche una netta contrapposizione politica a Cateno De Luca.
Questo non significa però che Controcorrente e Pd abbiano già raggiunto un’intesa: al contrario, proprio nei giorni degli Stati generali il segretario regionale democratico Anthony Barbagallo ha annunciato che il Pd proporrà un proprio candidato alla presidenza della Regione e, in assenza di un accordo, chiederà le primarie. La Vardera resta candidato alla Presidenza per il 2027 e il rapporto con il Pd è quindi ancora in costruzione.
Il terzo elemento è la natura prevalentemente civica della politica taorminese. Progetto Ricostruzione Taormina si definisce espressamente gruppo civico indipendente e questo rende teoricamente più semplice dialogare con soggetti di diversa provenienza politica su una piattaforma amministrativa locale.
Una coalizione più larga di quella del 2023
C’è persino un paradosso. Se questa aggregazione dovesse effettivamente prendere forma, potrebbe risultare politicamente ancora più trasversale di quella costruita da Bolognari nel 2023.
Allora il punto di incontro era rappresentato da un candidato proveniente dal Pd capace di raccogliere anche settori di centrodestra. Nel 2028 potrebbero invece ritrovarsi nello stesso campo esponenti dell’ex coalizione Bolognari, componenti dell’attuale opposizione civica, Prt e uomini che nel 2023 erano stati eletti o si erano candidati nello schieramento dello stesso De Luca.
Manuli ne è l’esempio più evidente. Ma anche Alessandro De Leo rappresenta un caso politicamente significativo: nel 2023 guidava “Tao – Una marcia in più”, seconda lista costruita nell’ambito dello schieramento che sosteneva l’elezione di Cateno De Luca; oggi è deputato regionale di Controcorrente ed è uno dei riferimenti del movimento di La Vardera nel Messinese.
È dunque più corretto parlare non di una riproposizione analoga allo schema Bolognari, ma della possibile nascita di un nuovo fronte anti-De Luca composto anche da soggetti che nel 2023 stavano su fronti opposti o addirittura dalla sua stessa parte.
Prima del 2028 c’è però il passaggio decisivo delle Regionali 2027
Molto dipenderà da ciò che accadrà alle elezioni regionali del prossimo anno. Controcorrente punta a diventare una delle componenti centrali dell’alternativa al centrodestra e La Vardera ha già annunciato la propria candidatura alla Presidenza della Regione. Cateno De Luca, dall’altra parte, continua a rappresentare una forza autonoma capace di incidere sugli equilibri siciliani. I sondaggi pubblicati nelle ultime settimane, pur con tutte le cautele necessarie e in alcuni casi commissionati dagli stessi soggetti politici interessati, assegnano peso rilevante sia a Controcorrente sia a Sud chiama Nord.
Il 2027 potrebbe quindi diventare il vero spartiacque anche per Taormina. Dopo le Regionali sarà più chiaro quali rapporti si saranno consolidati tra Controcorrente, Pd, Movimento 5 Stelle, forze civiche e altri soggetti e quale sarà, parallelamente, la collocazione di Sud chiama Nord.
Solo allora potrà cominciare la costruzione vera della coalizione comunale. Per adesso c’è un dato politico che può essere affermato senza forzature: l’adesione di Manuli a Controcorrente restringe ulteriormente lo spazio che separa alcune delle diverse Opposizioni a De Luca e mette formalmente il 2028 nell’agenda politica taorminese.
La storia del 2023 dimostra che a Taormina una coalizione capace di andare dal centrosinistra a settori della destra non sarebbe affatto una novità. La differenza è che, questa volta, dentro un eventuale fronte alternativo potrebbero confluire anche uomini e movimenti nati politicamente, o comunque passati elettoralmente, attraverso lo stesso schieramento di Cateno De Luca. Che questo fronte si trasformi davvero in una coalizione unica, con un candidato sindaco condiviso, ancora è da scoprire.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









