Sintesi
Uiltrasporti Messina ha chiesto al Comune di Giardini Naxos di accertare immediatamente se i dipendenti di Ecolandia abbiano ricevuto tutte le retribuzioni e, in presenza di arretrati, di pagarli direttamente attraverso l’intervento sostitutivo. Il sindacato vuole evitare che lo scontro economico tra Ente e impresa ricada sui lavoratori.

La vicenda Ecolandia risale al 2021, quando l’appalto per la gestione dei rifiuti di Giardini Naxos fu affidato durante l’Amministrazione del sindaco Giorgio Stracuzzi alla Ecolandia Srl, società con sede a Catania, in via V Strada 10, operante nella raccolta, nel trasporto e nella gestione dei rifiuti e nei servizi ambientali. I primi contrasti sullo svolgimento e sull’equilibrio economico del servizio maturarono con quella Amministrazione, mentre l’attuale Giunta guidata da Agatino Salvatore Bosco ha ereditato la situazione.

La legge consente al Comune di sostituirsi all’appaltatore inadempiente, ma soltanto dopo avere verificato il ritardo, coinvolto l’impresa e determinato le somme effettivamente dovute. La più recente giurisprudenza impone all’Amministrazione di attivarsi anche davanti a una semplice segnalazione dei lavoratori, ma esclude il congelamento indiscriminato dell’intero credito aziendale.

A Taormina il Consiglio comunale ha intanto riconosciuto un debito fuori bilancio di 366.414 euro derivante dal lodo arbitrale favorevole ad Artec E.s.co Srl. Il contenzioso riguarda l’appalto del 2015 per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica: il Comune dovrà sostenere risarcimento, interessi, spese arbitrali e legali.
La vicenda Artec affonda le radici nel 2015, quando l’appalto per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica fu affidato durante l’Amministrazione del sindaco Eligio Giardina alla Artec E.s.co Srl, società con sede a Taormina operante nel settore dei servizi energetici e dell’efficientamento degli impianti. Il contenzioso maturò però con l’Amministrazione Mario Bolognari, dopo la tardiva firma del contratto nel 2020; il procedimento arbitrale venne avviato nel 2023, anno del passaggio alla Giunta Cateno De Luca.
Articolo
La richiesta di Uiltrasporti
Uiltrasporti Messina è intervenuta nella controversia tra il Comune di Giardini Naxos (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) ed Ecolandia Srl (società affidataria del servizio di raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti). L’Amministrazione ha sospeso il pagamento del canone di agosto 2026 e ha prospettato il versamento diretto degli stipendi ai dipendenti attraverso l’intervento sostitutivo.
Il rapporto con la Ecolandia Srl, impresa catanese con sede in via V Strada 10 che si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti, della gestione dei servizi di igiene urbana e della consulenza ambientale, risale al 2021. L’appalto venne aggiudicato nel marzo di quell’anno durante l’Amministrazione Stracuzzi, il servizio iniziò il primo aprile e il contratto fu sottoscritto il 23 luglio. I successivi contrasti, riguardanti anche contestazioni, penalità e richieste di riequilibrio economico-finanziario, nacquero quindi con la precedente Amministrazione; la Giunta Bosco, insediatasi nel giugno 2026, ha ereditato il rapporto già problematico e l’attuale controversia sui pagamenti.
Antonino Di Mento (segretario generale di Uiltrasporti Messina) e Giacomo Marzullo (segretario provinciale del settore Igiene ambientale) hanno chiesto di verificare con urgenza la situazione retributiva di tutto il personale, individuare eventuali mensilità o quote ancora dovute e procedere al pagamento diretto degli arretrati. Hanno inoltre sollecitato il Comune a definire le pendenze economiche con l’impresa, garantire la continuità finanziaria del servizio e convocare le organizzazioni sindacali per esaminare le prospettive occupazionali e salariali.
Secondo Uiltrasporti, i dipendenti non possono subire le conseguenze della controversia tra le parti. Se esistono somme non corrisposte devono essere quantificate e pagate; se invece gli stipendi risultano regolari, come afferma Ecolandia, l’Amministrazione deve accertarlo rapidamente ed evitare trattenute capaci di ripercuotersi indirettamente sui lavoratori. Il sindacato ha annunciato iniziative sindacali e istituzionali qualora dovessero permanere situazioni pregiudizievoli.
Che cosa aveva dichiarato Ecolandia
La società ha diffidato il Comune a rispettare il contratto e ha dichiarato di avere trasmesso il 31 agosto, insieme alla fattura mensile, l’attestazione relativa alle retribuzioni di luglio. Con una successiva nota del 4 settembre avrebbe inoltre comunicato la regolare corresponsione degli stipendi dall’avvio del servizio, risalente all’aprile 2021, fino al luglio 2026.
Ecolandia ha riconosciuto di avere pagato solo in parte una mensilità , lasciandone scoperto circa il 30%, ma ha attribuito il ritardo al mancato adeguamento economico del contratto da parte del Comune. La società ha quindi contestato il blocco dell’intero canone, sostenendo che l’Amministrazione non avrebbe indicato quali lavoratori debbano ancora essere pagati, per quali mensilità e per quale somma.
La vicenda era già stata ricostruita da Mediterranea24 nell’approfondimento sul canone di agosto, nel quale era stata evidenziata la necessità di non confondere il mancato pagamento degli stipendi con l’eventuale irregolarità contributiva dell’impresa.
Che cosa può fare il Comune
L’appalto è stato aggiudicato nel 2021 e rimane pertanto regolato, per la fase di esecuzione, dal decreto legislativo n. 50 del 2016 (il precedente Codice dei contratti pubblici). L’articolo 30 distingue nettamente il ritardo retributivo dall’irregolarità contributiva risultante dal Documento unico di regolarità contributiva.
Se emerge un ritardo negli stipendi, il responsabile unico del procedimento deve invitare per iscritto l’impresa a pagare entro 15 giorni. Qualora l’appaltatore non adempia e non contesti formalmente e con una motivazione precisa la richiesta, la stazione appaltante può versare direttamente ai lavoratori le retribuzioni arretrate, detraendo lo stesso importo dalle somme dovute all’impresa.
Il Comune non può quindi sostituirsi automaticamente all’azienda sulla base di un sospetto generico. Deve accertare il ritardo, identificare i lavoratori interessati, calcolare gli arretrati, interpellare l’appaltatore e limitare la trattenuta alle somme realmente necessarie. Il nuovo Codice dei contratti ha mantenuto un meccanismo analogo nell’articolo 11 del decreto legislativo n. 36 del 2023.
Diversa è l’irregolarità contributiva. Se il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) indica debiti verso Inps, Inail o altri Enti previdenziali, il Comune deve trattenere l’importo corrispondente e versarlo direttamente agli Enti creditori. Un Durc irregolare non dimostra da solo che gli stipendi non siano stati pagati, così come l’avvenuto pagamento dei salari non prova automaticamente la regolarità dei contributi.
La più recente giurisprudenza
Una recente ordinanza della Corte di cassazione ha rafforzato la tutela dei lavoratori, stabilendo che è sufficiente anche una semplice segnalazione del ritardo per fare sorgere in capo alla stazione appaltante l’obbligo di accertare i fatti e attivare il contraddittorio con l’impresa. Il dipendente non deve conoscere fin dall’inizio l’esatto ammontare del credito né formulare una domanda con particolari formalità . Se l’Amministrazione rimane inattiva e il credito retributivo non viene soddisfatto, può sorgere una responsabilità risarcitoria dell’Ente. La pronuncia è riepilogata nella banca dati specialistica sugli appalti.
Il Tribunale di Velletri ha però chiarito nel 2026 l’altro limite della procedura: il ritardo negli stipendi non autorizza il Comune a sospendere integralmente e senza scadenza tutti i pagamenti all’appaltatore. L’Ente può trattenere ciò che serve per tutelare i creditori, ma deve poi effettuare il pagamento sostitutivo. Se non dimostra di avere versato le somme ai lavoratori o agli altri aventi diritto, il credito dell’impresa rimane esigibile. La decisione esclude quindi il semplice congelamento del canone.
Applicati alla vicenda di Giardini Naxos, questi principi impongono una verifica concreta: il Comune non può ignorare eventuali segnalazioni di stipendi mancanti, ma non può neppure bloccare indistintamente il canone senza quantificare gli arretrati e destinarli effettivamente ai dipendenti. È precisamente l’accertamento richiesto adesso da Uiltrasporti.
Mediterranea24 si era già occupata quest’anno della controversia con Ecolandia nell’articolo sulla sospensione del canone e sull’intervento sostitutivo.
Il lodo Artec a Taormina
A Taormina si è intanto conclusa con un esborso a carico del Comune la controversia instaurata da Artec E.s.co Srl (società operante nel settore energetico) sull’appalto per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica.
Il contenzioso riguarda la Artec E.s.co Srl, società con sede a Taormina specializzata nei servizi energetici e negli interventi di efficientamento degli impianti, e nasce dall’appalto aggiudicato nel 2015 sotto l’Amministrazione Giardina. I lavori furono conclusi nel 2016, ma il contratto venne sottoscritto soltanto nel 2020, durante l’Amministrazione Bolognari. Le successive verifiche, le irregolarità riscontrate e il mancato seguito all’accordo sui lavori di adeguamento portarono Artec a chiedere nel 2023 la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. Non essendo disponibile la data esatta di avvio dell’arbitrato, non è stato possibile stabilire se l’atto formale precedette o seguì l’insediamento di Cateno De Luca nel giugno 2023.
L’impresa aveva avviato nel 2023 il procedimento per ottenere la risoluzione del contratto e aveva chiesto complessivamente 635.693 euro: 248.193 euro come danno emergente (la perdita economica effettivamente subita) e 387.500 euro come lucro cessante (il guadagno che la società riteneva di non avere potuto conseguire).
Il Collegio arbitrale ha accolto soltanto una parte delle richieste. Il lodo del 13 febbraio 2026 ha posto a carico del Comune 366.414 euro, comprendenti 258.009 euro per risarcimento del danno; 30.476 euro per interessi legali maturati dal 2020 al 2026; 57.349 euro per il funzionamento del Collegio arbitrale; 19.136 euro per le spese legali riconosciute alla società e circa 1.444 euro per ulteriori voci.
Il Consiglio comunale ha riconosciuto l’importo come debito fuori bilancio con 7 voti favorevoli della Maggioranza, i voti contrari di Nunzio Corvaia, Lucia Gaberscek e Marcello Passalacqua e l’astensione di Maria Rita Sabato. Salvo Brocato, Luca Manuli e Andrea Carpita erano assenti. La piattaforma istituzionale del Consiglio comunale conferma che il punto aggiuntivo riguardava espressamente il riconoscimento del debito derivante dal lodo tra il Comune e Artec E.s.co.
Riconoscere un debito fuori bilancio non significa approvare nuovamente l’appalto o condividere le conclusioni degli arbitri. Significa inserire formalmente nei conti comunali un’obbligazione nata al di fuori delle normali previsioni di bilancio e ormai posta a carico dell’Ente da un titolo arbitrale.
L’appalto iniziato nel 2015
La controversia risale all’appalto affidato nel 2015 per migliorare l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica. Il valore era di circa 2,5 milioni di euro: 2,1 milioni finanziati dal Comune attraverso risorse regionali e la parte restante a carico dell’aggiudicatario.
I lavori sono stati completati nel 2016, mentre il contratto è stato sottoscritto soltanto nel 2020. A causa dei più di 4 anni trascorsi, le parti si erano impegnate a verificare le condizioni effettive degli impianti. Secondo la ricostruzione effettuata in Consiglio dal segretario comunale, sono successivamente emerse irregolarità che avrebbero richiesto interventi di adeguamento per circa 1 milione di euro.
Comune e società avevano raggiunto un’intesa sugli ulteriori lavori, alla quale non è stato però dato seguito. Artec si è quindi rivolta agli arbitri, ottenendo il riconoscimento parziale delle proprie pretese.
Le vicende societarie richiamate in aula
Artec E.s.co Srl ha sede a Taormina, è amministrata dall’ingegnere Davide Maimone e appartiene a Eledia Holding Srl. Fino al 2021 il socio unico era Artec Associati Srl, della quale Massimo Brocato è stato amministratore, legale rappresentante e direttore tecnico tra il 2014 e il 2021.
Brocato è stato nominato nel maggio 2025 presidente dell’Azienda speciale Patrimonio Taormina, incaricata della gestione e valorizzazione dei beni immobili comunali e delle reti dei servizi pubblici locali. La nomina è stata annunciata dal Comune insieme ai nuovi vertici della Fondazione Taormina.
La precedente funzione societaria di Brocato coincide temporalmente con l’affidamento e l’esecuzione originaria dei lavori, ma questo collegamento non dimostra da solo responsabilità , incompatibilità o irregolarità . Spetta eventualmente all’Amministrazione e agli organi di controllo verificare atti, ruoli e decisioni. Corvaia ha lasciato intendere in aula che l’Opposizione potrebbe chiedere ulteriori chiarimenti.
Nell’immagine di copertina (parzialmente realizzata con IA), un mezzo Ecolandia utilizzato per il servizio di raccolta dei rifiuti; il Municipio di Giardini Naxos; l’illuminazione di Corso Umberto a Taormina.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.








