Cas e Ast aggravano i conti della Regione Siciliana. Cresce l’allarme su debiti, assunzioni e risanamenti

Le partecipate regionali chiedono nuovi interventi economici (€ 140 milioni) mentre si intensificano controlli politici, contabili e giudiziari su bilanci, concorsi e incarichi (75 Co.Co.Co. conferiti in pochi giorni)

Sintesi

Il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) e l’Azienda Siciliana Trasporti (Ast) si preparano a presentare alla Regione Siciliana nuovi programmi di riequilibrio finanziario che potrebbero pesare fino a 140 milioni di euro sui conti pubblici regionali. Il Cas registra già perdite ufficiali per 46,5 milioni alle quali potrebbero aggiungersi circa 90 milioni derivanti da contenziosi ancora non definitivi. Il piano predisposto dal direttore Franco Fazio punta su nuovi pedaggi, aumento delle tariffe autostradali, investimenti nel fotovoltaico e un sostegno economico regionale da almeno 100 milioni. L’Ast, guidata da Luigi Genovese, prepara invece una nuova richiesta di fondi pubblici accompagnata da un piano che prevede assunzioni e riduzione del ricorso ai servizi esterni. Sullo sfondo resta il confronto politico all’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) sulla proposta di blocco delle assunzioni avanzata dal deputato Antonello Cracolici del Partito Democratico (Pd). Parallelamente esplode il caso Cefpas, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario, dopo l’esposto annunciato dal deputato Nello Dipasquale alla Procura di Caltanissetta per 75 incarichi Co.Co.Co. (Collaborazioni Coordinate e Continuative) conferiti in pochi giorni. Intanto la Corte dei Conti ha approvato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao) 2026-2028 della Regione Siciliana che prevede complessivamente 2.600 nuove assunzioni entro il 2028 tra personale del comparto e dirigenti. Il prossimo anno ci sono le elezioni nazionali e regionali.

Articolo

Una nuova pressione economica si abbatte sui bilanci della Regione Siciliana mentre il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) e l’Azienda Siciliana Trasporti (Ast) si preparano a consegnare al governo regionale i rispettivi programmi di riequilibrio finanziario. Secondo le valutazioni attualmente in esame, il costo complessivo delle operazioni potrebbe raggiungere i 140 milioni di euro, aggravando ulteriormente una situazione già delicata per la finanza pubblica dell’Isola.

Il Cas (ente pubblico economico, che opera con logiche imprenditoriali e privatistiche, finalizzato a ottenere maggiore efficienza, investimenti strutturali e una migliore gestione delle autostrade) aveva già certificato nei mesi precedenti perdite pari a 46,5 milioni di euro, dato confluito nel bilancio consolidato regionale. A questa esposizione potrebbero però sommarsi ulteriori passività vicine ai 90 milioni legate a procedimenti giudiziari ancora privi di sentenza definitiva. La questione è stata richiamata anche nei documenti parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana, dove vengono citati i contenziosi relativi alle tratte autostradali e ai debiti accumulati dall’ente.

Il piano predisposto dal direttore del Cas, Franco Fazio, si fonda su tre direttrici principali. La prima riguarda l’introduzione del pedaggio sulla tratta Siracusa-Gela e l’adeguamento tariffario sulle altre autostrade siciliane secondo gli indici Istat (Istituto Nazionale di Statistica), misura dalla quale il consorzio prevede entrate aggiuntive comprese tra 12 e 15 milioni di euro annui. La seconda strategia prevede la ricerca di operatori privati interessati all’installazione di impianti fotovoltaici lungo le infrastrutture autostradali, con l’obiettivo di produrre energia rinnovabile e ridurre i costi energetici che attualmente superano i 12 milioni all’anno. In questo contesto pesa anche un debito con Enel pari a circa 40 milioni di euro. Il terzo elemento, considerato quello decisivo, consiste nella richiesta di un sostegno economico regionale stimato in almeno 100 milioni. L’obiettivo dichiarato dal management del consorzio è il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio entro il 2030.

Ancora più articolata appare la situazione dell’Ast, Azienda Siciliana Trasporti (società “in house“, un ente strumentale della Regione Siciliana, che la controlla direttamente e le affida il servizio di trasporto pubblico locale -TPL, senza gare d’appalto esterne, considerandola un’estensione dell’Amministrazione stessa). Il precedente programma di riequilibrio non ha prodotto gli effetti sperati nonostante i 40 milioni già erogati dalla Regione negli ultimi 2 anni. Il presidente Luigi Genovese sta predisponendo un nuovo piano industriale che punta a ottenere ulteriori risorse pubbliche in cambio di una riorganizzazione aziendale. Tra le misure previste compare un nuovo concorso pubblico destinato a colmare le carenze di organico e a ridurre il ricorso a società esterne e autobus noleggiati con autista, servizio che comporta costi mensili oscillanti tra 600 mila euro e 1 milione.

La strategia dell’Ast rischia però di scontrarsi con una proposta normativa presentata dal deputato regionale Antonello Cracolici del Partito Democratico, attualmente in discussione all’Ars, che prevede il blocco delle assunzioni nelle partecipate regionali fino alla fine del 2027. Se il provvedimento venisse approvato, la società sarebbe costretta a rivedere profondamente i propri programmi di medio periodo e le relative previsioni economiche.

Sul tema è già iniziato un confronto politico e sindacale. L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha convocato i sindacati dopo settimane di tensioni legate alla gestione dell’Ast e alle richieste di stabilizzazione del personale precario. Lo stesso assessore ha ricordato che le recenti norme nazionali sulle società partecipate limitano fortemente la possibilità di interventi straordinari di soccorso finanziario da parte delle Regioni, aprendo così un possibile conflitto istituzionale con gli enti controllati.

Parallelamente si allarga il caso relativo al Cefpas, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario regionale con sede a Caltanissetta. Il deputato regionale del Partito Democratico Nello Dipasquale ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Caltanissetta dopo il conferimento di 75 incarichi Co.Co.Co. avvenuto in appena 10 giorni. Secondo Dipasquale occorre verificare il rispetto delle norme sulle pari opportunità e accertare eventuali interferenze politiche nella selezione del personale.

Le polemiche si inseriscono in un quadro già complesso per il Cefpas, ente disciplinato dalla legge regionale n. 30 del 1993 e interessato negli ultimi anni da numerose modifiche normative. Nel 2024 una disposizione regionale aveva attribuito formalmente al Cefpas la natura di Ente del Servizio sanitario regionale, ma la Corte Costituzionale con la sentenza n. 169 del 29 ottobre 2024 ha dichiarato illegittima quella modifica ritenendola in contrasto con principi costituzionali. Successivamente nel 2025 è stata riconosciuta la natura di Ente strumentale della Regione Siciliana con applicazione del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro (Ccrl).

Nel frattempo la Corte dei Conti ha approvato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028 della Regione Siciliana. Il presidente Renato Schifani ha definito il provvedimento un passaggio fondamentale per il rafforzamento della macchina amministrativa regionale. Il programma autorizza entro il 2028 l’assunzione di 2.600 unità tra personale del comparto e dirigenti. Nel dettaglio sono previste 1.045 assunzioni nel 2027 e altre 1.022 nel 2028 tra nuovi concorsi, progressioni interne, mobilità e scorrimento delle graduatorie. Il prossimo anno ci sono le elezioni nazionali e regionali.