Sintesi
Il Tribunale di Marsala (TP) ha assolto con formula piena Giancarlo Teresi e Salvatore Zaccaro dalle accuse di corruzione e falso legate all’appalto per il dragaggio del porto-canale di Mazara del Vallo. Il procedimento nasce da un’indagine della Procura di Messina poi trasferita a Marsala e riguarda fatti risalenti al 2019 con contestazioni su presunti benefici economici e utilità. Le accuse non hanno trovato riscontro nel dibattimento portando all’assoluzione. Rimane distinto il filone investigativo più recente che coinvolge lo stesso Teresi e altri soggetti in un diverso contesto giudiziario.

Articolo
Il Tribunale di Marsala ha stabilito con formula piena “il fatto non sussiste”, pronunciando l’assoluzione nei confronti di Giancarlo Teresi, dirigente del dipartimento regionale Infrastrutture ed ex ingegnere capo del Genio civile di Trapani, e di Salvatore Zaccaro, chiamati a rispondere rispettivamente di corruzione e falso ideologico in concorso (reato che consiste nell’alterazione della verità in atti pubblici con partecipazione di più soggetti) e di falso in concorso. I fatti oggetto del processo risalgono all’ottobre 2019 e riguardano l’appalto per il dragaggio del porto-canale di Mazara del Vallo.

L’inchiesta trae origine da un’indagine più ampia condotta dalla Squadra mobile (sezione investigativa della Polizia di Stato) e dalla Procura della Repubblica di Messina, successivamente trasferita per competenza territoriale alla Procura di Marsala. Nel corso del procedimento penale, le ipotesi accusatorie si sono concentrate su presunti episodi di corruzione, cioè l’indebita ricezione di utilità in cambio di favori legati alla funzione pubblica, che secondo l’impostazione iniziale si sarebbero concretizzati in somme di denaro e benefici materiali.

In particolare, secondo quanto ricostruito nelle fasi preliminari, a Teresi sarebbero stati attribuiti 700 euro destinati all’acquisto di un’autovettura d’epoca Alfa Romeo, oltre a un soggiorno gratuito in una struttura alberghiera di Messina e a una cena offerta in un ristorante di Milazzo per lui e altri cinque commensali. Tali utilità sarebbero state riconducibili all’imprenditore Giuseppe Micali, titolare della società “Ecol 2000”, impresa aggiudicataria dei lavori di escavazione del porto-canale, nonché a Giorgio Calderoni, coinvolto nelle attività operative con la propria azienda.
Tuttavia, nel corso del dibattimento, l’impianto accusatorio non ha trovato conferma probatoria sufficiente, determinando l’assoluzione degli imputati con la formula più ampia prevista dall’ordinamento penale italiano, che esclude la sussistenza stessa del fatto. La decisione si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione secondo cui l’assoluzione con tale formula implica l’assenza di elementi oggettivi idonei a dimostrare il reato.
Sul piano cronologico: la vicenda giudiziaria si articola a partire dal 2019 con l’affidamento e la gestione dell’appalto, prosegue nel marzo 2020 con l’arresto domiciliare di Teresi nell’ambito dell’operazione denominata “Ottavo cerchio” e approda infine alla sentenza assolutoria pronunciata dal tribunale di Marsala. Parallelamente, resta distinto un ulteriore procedimento più recente che ha visto il coinvolgimento dello stesso funzionario in un’indagine differente, nella quale compare anche Salvatore Iacolino, già dirigente della Pianificazione strategica, e nella quale sarebbero emersi rapporti con soggetti legati alla criminalità organizzata, tra cui ambienti riconducibili a Matteo Messina Denaro.
Nel complesso, la sentenza di Marsala ridimensiona in modo significativo il quadro accusatorio relativo all’appalto del porto di Mazara, chiarendo che gli elementi raccolti non sono stati ritenuti idonei a sostenere una condanna. Resta tuttavia alta l’attenzione investigativa su altri filoni che coinvolgono la gestione degli appalti pubblici in Sicilia, ambito frequentemente oggetto di interventi normativi e pronunce giurisprudenziali finalizzate a rafforzare trasparenza, legalità e controllo amministrativo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.





