Autostrade energetiche. Il Nord accelera: fotovoltaico diffuso lungo la A4 tra innovazione e transizione

Investimento da oltre 40 milioni per trasformare la rete Brescia-Padova in una piattaforma energetica autonoma, tra sostenibilità, accumulo e continuità operativa

Sintesi

Il progetto del parco fotovoltaico diffuso lungo l’autostrada Brescia Verona Vicenza Padova punta a trasformare la rete in una piattaforma energetica per l’autoconsumo. L’investimento supera i 40 milioni di euro e prevede 26 impianti con oltre 17.000 pannelli solari distribuiti lungo il tracciato. Una parte rilevante delle risorse è destinata ai sistemi di accumulo per garantire continuità energetica. L’intervento consentirà di ridurre significativamente le emissioni di anidride carbonica. L’iniziativa si inserisce in un percorso storico della tratta che risale al 1952 e si sviluppa nonostante la scadenza della concessione prevista a fine anno.

Articolo

La trasformazione delle infrastrutture viarie in piattaforme energetiche rappresenta una delle direttrici più avanzate della transizione ecologica, e il progetto avviato lungo l’autostrada Brescia Verona Vicenza Padova si inserisce pienamente in questo scenario evolutivo. L’iniziativa, promossa dalla società concessionaria appartenente al gruppo A4 Holding, mira a convertire l’asse autostradale in un sistema capace di produrre e consumare energia in modo autonomo, rafforzando l’efficienza e la sostenibilità della rete.

L’intervento, avviato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 con l’assegnazione dei tre lotti operativi, prevede un investimento complessivo superiore a 40 milioni di euro e la realizzazione di 26 impianti fotovoltaici distribuiti lungo l’intera tratta. Il progetto contempla l’installazione di 17.443 pannelli solari per una potenza complessiva di 11,87 megawatt, con un’estensione di oltre 54.000 metri quadrati collocati su gallerie, svincoli e aree di pertinenza autostradale, evitando così ulteriore consumo di suolo e valorizzando superfici già esistenti.

Uno degli elementi più innovativi riguarda i sistemi di accumulo energetico, ai quali è destinata una quota superiore a 7,3 milioni di euro. Le batterie, con una capacità complessiva di 12,95 megawattora, permetteranno di immagazzinare l’energia prodotta durante le ore diurne per renderla disponibile nelle fasce serali e notturne, assicurando continuità operativa alle infrastrutture più sensibili come gallerie, caselli e nodi di interconnessione.

Dal punto di vista ambientale, il parco fotovoltaico diffuso consentirà di evitare ogni anno oltre 5.000 tonnellate di anidride carbonica, contribuendo agli obiettivi europei di decarbonizzazione e alle strategie previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dal Green Deal europeo (strategia dell’Unione europea per la neutralità climatica). L’intervento si inserisce inoltre nel quadro normativo delineato dal decreto legislativo 199 del 2021, che recepisce la direttiva europea sulle energie rinnovabili RED II (Renewable Energy Directive II, direttiva sulle energie rinnovabili), favorendo l’autoconsumo e la diffusione di impianti sostenibili.

La scelta di proseguire con gli investimenti assume un valore significativo anche alla luce della scadenza della concessione prevista per il 31 dicembre 2026. L’amministratore delegato Bruno Chiari ha sottolineato come la decisione rifletta un impegno concreto verso i territori e una responsabilità gestionale che supera la durata contrattuale, evidenziando inoltre che i tempi di transizione tra vecchia e nuova concessione possono estendersi per diversi anni, rendendo necessario garantire continuità nella pianificazione infrastrutturale.

La storia dell’arteria autostradale affonda le radici nel 1952, quando nacque con l’obiettivo di collegare la Milano-Brescia alla Padova-Venezia, favorendo l’integrazione economica tra Lombardia e Veneto e sostenendo lo sviluppo industriale e commerciale del Nord Italia. Oggi, sotto la gestione della società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova Spa, parte del gruppo A4 Holding e controllata dall’operatore spagnolo Abertis, a sua volta riconducibile al gruppo Mundys (una holding italiana, leader mondiale nella gestione di infrastrutture autostradali, aeroportuali e nei servizi digitali per la mobilità), questa infrastruttura evolve in chiave energetica, segnando un passaggio dalla mobilità tradizionale a un modello integrato tra trasporto ed energia.

Nel complesso, il progetto rappresenta un esempio concreto di innovazione applicata alle infrastrutture esistenti, in linea con le più recenti politiche europee e nazionali che promuovono la sostenibilità, l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale, delineando un modello replicabile anche in altri contesti infrastrutturali italiani.