Zes, 300 milioni ai Comuni del Mezzogiorno per le aree produttive. Altri 50 milioni per la formazione delle Pmi

Incentivi a fondo perduto per infrastrutture industriali e aggiornamento del personale nelle regioni del Sud

Sintesi

Stanziati 300 milioni del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 per rafforzare viabilità, reti e servizi nelle aree industriali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia con interventi coerenti con il Piano strategico della Zona economica speciale e conclusione entro il 31 dicembre 2028. Le risorse, sbloccate con la delibera Cipess n. 81 del 29 novembre 2024, saranno assegnate tramite avviso pubblico con graduatoria basata su livello progettuale, integrazione infrastrutturale e cofinanziamento. Ulteriori 50 milioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy finanzieranno la formazione del personale delle Pmi nelle transizioni tecnologica, digitale e ambientale con contributi fino al 50% delle spese tra 10000 e 60000 euro.

Articolo

Il rafforzamento della Zona economica speciale, oggi configurata come Zes Unica per il Mezzogiorno, si traduce in un nuovo pacchetto di risorse destinato ai territori meridionali. Con la delibera n. 81 del 29 novembre 2024 del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), pubblicata in Gazzetta Ufficiale, sono stati liberati 300 milioni di euro a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, lo strumento nazionale destinato a ridurre i divari economici e infrastrutturali tra le aree del Paese.

Le somme, concesse a titolo definitivo e senza obbligo di restituzione, finanziano opere coerenti con il Piano strategico della Zes e riguardano viabilità, reti materiali e immateriali e servizi collettivi nelle aree industriali, produttive e artigianali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Restano escluse le regioni in regime di transizione come Abruzzo, Marche e Umbria, pur inserite nel perimetro della Zes Unica.

Il provvedimento stabilisce una ripartizione pluriennale: 50 milioni per il 2025; 50 milioni per il 2026; 100 milioni per il 2027; 100 milioni per il 2028. Il termine ultimo per completare gli interventi è fissato al 31 dicembre 2028. L’avviso pubblico, gestito dalla Struttura di missione Zes presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, destina i fondi ai Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti dotati di area Pip, ossia Piano per insediamenti produttivi, e ai Consorzi per le aree di sviluppo industriale.

Le istanze dovranno essere inoltrate tramite piattaforma telematica dalle ore 12 del 25 febbraio 2026 fino alle ore 24 del 15 maggio 2026. I soggetti proponenti saranno tenuti a presentare un Progetto di fattibilità tecnico-economica validato o un livello progettuale più avanzato, il Cup (Codice unico di progetto, identificativo obbligatorio per ogni investimento pubblico) e la dichiarazione di conformità al principio Dnsh, acronimo di “Do no significant harm” ovvero “non arrecare un danno significativo”, previsto dalla normativa europea in materia ambientale.

Le domande saranno esaminate dopo la scadenza da una Commissione incaricata di predisporre una graduatoria. I criteri di valutazione includono il grado di maturità progettuale, l’impatto atteso sulla funzionalità e attrattività delle aree industriali, l’integrazione tra infrastrutture e servizi e l’eventuale cofinanziamento con risorse proprie dell’ente locale. Successivi atti amministrativi disciplineranno assegnazioni, erogazioni, obblighi, cronoprogrammi e possibili revoche.

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, la misura “consente di orientare gli interventi in modo selettivo e produttivo, incidendo direttamente sulle aree” e mira a creare collegamenti più rapidi, reti più aggiornate e servizi più adeguati per rafforzare la capacità competitiva del Mezzogiorno, ridurre i divari strutturali e consolidare la coesione economica e sociale.

In parallelo, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha previsto ulteriori 50 milioni di euro, anch’essi a fondo perduto, per sostenere la formazione del personale delle Pmi, piccole e medie imprese. Le risorse sono destinate alle stesse regioni meridionali e finanziano percorsi di aggiornamento nei processi di trasformazione tecnologica, digitale ed ecologica. I programmi potranno avere dimensione sovraregionale, con accesso a agevolazioni aggiuntive, e dovranno collocarsi in comparti strategici quali aerospazio, filiere dell’automotive, moda e arredamento, a cui è riservato il 40% dello stanziamento complessivo. Le domande per questi contributi potranno essere presentate online dal 21 aprile al 23 giugno 2026. L’incentivo coprirà il 50% delle spese ammissibili, con investimenti compresi tra 10000 e 60000 euro. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il capitale umano delle imprese meridionali, favorire l’adozione di innovazioni produttive e ambientali e sostenere una crescita meno fragile e più duratura nel contesto della Zes Unica e delle politiche nazionali di coesione.