Violenza continua. Casalotti: famiglia sterminata e caccia al sospettato. Ceriana: un altro femminicidio

A Roma padre, madre e figlia sono stati uccisi in casa e il figlio maggiore è sopravvissuto ferito. Le indagini puntano su un conoscente della famiglia, ancora ricercato, mentre in Liguria un uomo si è costituito dopo avere soffocato la compagna

Sintesi

La sera di venerdì 26 giugno 2026, in un appartamento di via Montiglio, nel quartiere Casalotti, a Roma, una famiglia originaria del Bangladesh è stata aggredita con una mannaia. Sono morti Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosne Jahan Momotaj, 38 anni, e la figlia Arowa, di 8 anni. Il figlio maggiore, Onion Uddin, 20 anni, è riuscito a fuggire dopo avere affrontato l’aggressore ed è stato ricoverato al Policlinico Gemelli in prognosi riservata. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni, mentre la Squadra Mobile ha concentrato i sospetti su Shahadat Hossain, 43 anni, connazionale e conoscente della famiglia, la cui foto è stata diffusa dalla Polizia di Stato. Le ricerche sono state estese a stazioni, aeroporti, autobus diretti all’estero, casali abbandonati, frontiere, area di Frosinone e zona del Tevere, senza escludere alcuna ipotesi. Il possibile movente legato a molestie o a un rifiuto della donna porta gli investigatori a valutare anche il quadro della violenza di genere, alla luce della nuova disciplina sul femminicidio. Nelle stesse ore, a Ceriana, sulle alture di Sanremo, Mary Elizabeth Hopkins è stata trovata morta in casa e il compagno Becken Olivieri si è costituito ai Carabinieri, confessando di averla soffocata, in un altro caso che rafforza l’allarme sulle violenze dentro relazioni e contesti familiari.

Articolo

Una strage familiare ha sconvolto Roma nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 giugno 2026. In un appartamento di via Montiglio, nel quartiere Casalotti, alla periferia ovest della Capitale, padre, madre e figlia sono stati uccisi a colpi di arma da taglio. L’allarme è partito dopo le urla sentite dai vicini, che hanno chiamato i soccorsi e riferito di avere visto un uomo allontanarsi a piedi. Quando ambulanze e forze dell’ordine sono arrivate sul posto, per 3 componenti della famiglia non c’era più nulla da fare.

Le vittime sono Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosne Jahan Momotaj, 38 anni, e la figlia Arowa, di 8 anni. L’unico sopravvissuto è il figlio maggiore Onion Uddin, 20 anni, che secondo le prime ricostruzioni avrebbe lottato con l’aggressore prima di riuscire a uscire dal palazzo e chiedere aiuto. Il giovane è stato trasferito al Policlinico Gemelli, dove è stato sottoposto a cure per traumi diffusi e per una lesione cranica rilevante. La prognosi resta riservata, anche se il ragazzo sarebbe vigile e orientato. Gli investigatori attendono di poterlo ascoltare in modo pieno, perché la sua testimonianza può chiarire la sequenza dell’agguato.

La Polizia scientifica ha lavorato nell’abitazione e sulle scale del condominio, dove sono state rilevate numerose tracce di sangue. Nell’appartamento è stata sequestrata una mannaia, ritenuta l’arma del delitto, mentre in un parcheggio vicino alla palazzina è stata trovata una felpa insanguinata che sarà sottoposta ad accertamenti. Gli investigatori stanno inoltre esaminando tabulati telefonici, telecamere di videosorveglianza, rapporti personali della famiglia e contatti del sospettato.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e condotte dalla Squadra Mobile (sezione investigativa della Polizia di Stato specializzata nei reati più gravi). Il principale sospettato è Shahadat Hossain, 43 anni, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983, indicato dagli inquirenti come conoscente della famiglia. La sua foto e le sue generalità sono state diffuse agli organi di stampa e sui canali social della Polizia su disposizione dell’Autorità giudiziaria. Chiunque abbia informazioni utili è stato invitato a contattare il numero 3346903295.

La caccia all’uomo è stata estesa oltre il quartiere. I controlli riguardano Roma, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, gli stazionamenti degli autobus diretti all’estero, le aree vicine alle frontiere, alcuni casali abbandonati, la zona di Frosinone e anche il Tevere. Dopo alcune segnalazioni, è stato effettuato un controllo su un treno fermo alla stazione di Bologna, ma si è trattato di un falso allarme. Secondo quanto emerso, l’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare del sospettato risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato in un’area non lontana da Casalotti. Gli investigatori non escludono alcuna pista, compresa quella di un gesto estremo.

Il movente è ancora al vaglio, ma una delle ipotesi riguarda molestie o avances respinte dalla donna. Secondo questa ricostruzione, l’aggressione sarebbe maturata in un contesto di prevaricazione e violenza di genere. Se il quadro venisse confermato dagli atti, la contestazione potrebbe essere letta anche alla luce della legge 2 dicembre 2025, n. 181, che ha introdotto nel codice penale l’articolo 577-bis sul femminicidio, cioè l’uccisione di una donna commessa come atto di odio, discriminazione, controllo, possesso, dominio, limitazione della libertà individuale o in relazione al rifiuto di instaurare o mantenere un rapporto affettivo. La norma prevede l’ergastolo nei casi in cui ricorrano questi presupposti.

Nel quartiere resta lo sgomento. Kamal Uddin, l’uomo ucciso, era conosciuto da molti residenti perché aiutava i clienti davanti a un supermercato, imbustando la spesa e dando una mano soprattutto alle persone anziane. Diversi abitanti lo ricordano come un uomo gentile, integrato e impegnato a ricongiungere la famiglia dopo anni di sacrifici. La moglie e la figlia erano arrivate in Italia da poco tempo. Davanti alla palazzina sono comparsi fiori e messaggi, mentre alcuni residenti hanno avviato una raccolta fondi per sostenere il figlio sopravvissuto. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha espresso cordoglio parlando di una tragedia di gravità inaudita e ha rivolto un pensiero particolare al giovane ricoverato.

Il caso romano arriva mentre il dibattito giuridico e politico sulla violenza contro le donne è stato appena modificato dalla nuova disciplina. La legge sul femminicidio, entrata in vigore il 17 dicembre 2025, non si limita a introdurre un reato autonomo, ma rafforza anche alcune aggravanti per maltrattamenti, lesioni, violenza sessuale, atti persecutori e diffusione illecita di immagini intime. La ministra Eugenia Roccella, presentando il provvedimento, lo aveva definito anche un tentativo di produrre un cambiamento culturale, oltre che una risposta penale più netta. Parte della dottrina e della giurisprudenza, tuttavia, invita a non ridurre questi processi a formule automatiche: nei procedimenti per violenza domestica il cosiddetto “ciclo della violenza” può aiutare a comprendere relazioni segnate da controllo e paura, ma ogni vicenda deve essere valutata sui fatti, sulle prove e sulla concreta posizione della vittima.

Nelle stesse ore, un altro episodio ha colpito la Liguria. A Ceriana, sulle alture di Sanremo, Mary Elizabeth Hopkins, cittadina statunitense di 53 anni, è stata trovata morta nella casa isolata in cui viveva quando era in Italia. Il compagno Becken Olivieri, 51 anni, originario di Mauritius, si è presentato ai Carabinieri e ha confessato di averla soffocata con un cuscino. L’uomo è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario e trasferito nel carcere di Villa Armea. L’abitazione è stata sequestrata e l’autopsia dovrà chiarire con precisione le cause e l’orario della morte.

Le due vicende sono diverse per dinamica, luogo e stato delle indagini, ma entrambe riportano al centro il nodo della violenza nelle relazioni e nei contesti familiari. A Roma resta prioritaria la cattura del sospettato e la ricostruzione completa dell’agguato. A Ceriana gli accertamenti medico-legali e investigativi dovranno definire i dettagli del delitto confessato. In entrambi i casi, oltre al dolore delle comunità coinvolte, resta la necessità di distinguere le ipotesi investigative dai fatti accertati e di attendere gli sviluppi giudiziari.