Sintesi
Due episodi distinti ma accomunati dalla violenza e dal mistero si sono verificati tra il 14 e il 15 aprile rispettivamente a Bisceglie comune della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia e a Selargius comune inglobato con Cagliari. Nel primo caso un uomo ha spinto la moglie dal balcone per poi suicidarsi, mentre nel secondo una donna è morta dopo una caduta sospetta con un indagato per omicidio. Le indagini si sviluppano tra rilievi tecnici, testimonianze e accertamenti medico legali. Gli investigatori stanno ricostruendo dinamiche e responsabilità in un contesto di forte allarme sociale. La Magistratura sottolinea la necessità di verifiche approfondite prima di giungere a conclusioni definitive.

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La sequenza degli eventi si apre il 14 aprile a Bisceglie, in provincia di Bari, dove si è consumato un omicidio seguito da suicidio all’interno di un contesto domestico. Una donna di 54 anni, Patrizia Lamanuzzi, è stata scaraventata dal balcone dell’abitazione familiare dal marito Luigi Gentile, 61 anni, che subito dopo si è lanciato nel vuoto dallo stesso stabile. Entrambi sono deceduti a seguito dell’impatto dopo una caduta di circa 5 metri. I corpi sono stati rinvenuti nella rampa del garage dell’edificio situato in via Vittorio Veneto.

Secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri, la coppia stava attraversando una fase di separazione già avviata da alcuni mesi e il rapporto coniugale risultava deteriorato dopo oltre 25 anni di matrimonio. Non emergono denunce pregresse per maltrattamenti o violenze domestiche, elemento che rende il quadro ancora più complesso sotto il profilo investigativo. Una testimone oculare ha riferito di aver udito le grida della donna prima della caduta, dettaglio che rafforza la dinamica di una lite culminata nel gesto estremo. L’uomo svolgeva attività lavorativa tra una ferramenta e il settore agricolo, mentre la vittima era impiegata in un centro commerciale a Molfetta. La coppia lascia due figli, uno residente in Svizzera (confederazione europea) e l’altro a Trani.

Nelle stesse ore, il 14 aprile, un secondo episodio si verifica a Selargius, nell’area di Is Corrias, dove la 67enne Florina Florea, di origine rumena (Romania) ha perso la vita precipitando dal terzo piano di un edificio in via Logudoro. Il ritrovamento del corpo avviene poco prima delle 20, ma già nelle fasi iniziali emergono incongruenze nella ricostruzione dei fatti.
Il 15 aprile la Procura della Repubblica ha disposto ulteriori verifiche iscrivendo nel registro degli indagati Mariano P. 87 anni, presso cui la vittima lavorava come badante, atto formale necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici previsti dal codice di procedura penale. L’indagato ha nominato come difensore l’avvocato Carlo Monaldi. Le ipotesi al vaglio includono incidente, gesto volontario e omicidio, con quest’ultima pista che acquisisce progressivamente consistenza alla luce degli elementi raccolti.
All’interno dell’abitazione sono state individuate tracce ematiche e testimonianze riferiscono di una discussione animata avvenuta circa un’ora prima della scoperta del corpo, seguita da una conversazione telefonica della donna in lingua rumena. Successivamente il silenzio. L’appartamento è stato posto sotto sequestro e sottoposto a rilievi approfonditi.
Determinante risulta l’intervento del RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche, unità specializzata dei Carabinieri per analisi tecnico-scientifiche), giunto sul posto il 15 aprile per eseguire accertamenti avanzati insieme ai militari della Compagnia di Quartu e al nucleo investigativo provinciale. Il coinvolgimento del RIS amplia il ventaglio delle ipotesi investigative e consolida la necessità di una ricostruzione tecnico-forense dettagliata.
Sul piano procedurale è stata disposta l’autopsia dal Pubblico ministero Rita Carriello, affidata al medico legale Roberto Demontis, esame fondamentale per stabilire con precisione cause e modalità del decesso. La perizia autoptica rappresenta uno snodo decisivo nell’ambito delle indagini penali, in linea con l’orientamento consolidato della giurisprudenza italiana che attribuisce alle prove scientifiche un ruolo centrale nei casi privi di testimoni diretti. Le Autorità giudiziarie ribadiscono che ogni conclusione dovrà fondarsi su elementi probatori certi, in un contesto in cui l’attenzione dell’opinione pubblica resta elevata ma non può sostituire il tempo necessario alla giustizia per ricostruire i fatti.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









