Un Antonello all’asta, Messina chiede l’acquisto

L’associazione “Antonello da Messina” chiede alla Regione di acquisire l’opera attribuita al maestro del Quattrocento MESSINA – Un appello alle istituzioni […]

Un Antonello all’asta, Messina chiede l’acquisto

L’associazione “Antonello da Messina” chiede alla Regione di acquisire l’opera attribuita al maestro del Quattrocento

MESSINA – Un appello alle istituzioni per riportare in Sicilia un’opera attribuita a Antonello da Messina.

È questo il cuore della conferenza stampa promossa dall’Associazione culturale Antonello da Messina, svoltasi al Palazzo dei Leoni, sede della Città Metropolitana, con l’obiettivo di sollecitare l’acquisto del dipinto “Volto di un giovane santo”, che sarà battuto all’asta il prossimo 16 giugno a Parigi.

L’opera, databile tra il 1476 e il 1477 e finora inedita, rappresenta – secondo gli studiosi – una scoperta di straordinario valore storico e artistico. A sostenerlo è anche Mauro Lucco, tra i massimi esperti della pittura del Quattrocento, che ne ha confermato l’attribuzione al maestro messinese.

A guidare l’iniziativa è la presidente dell’associazione, Milena Romeo, da anni impegnata nella valorizzazione dell’eredità antonelliana attraverso il progetto “Messina città di Antonello”.

“Sentiamo l’imperativo morale – ha sottolineato – di difendere e riportare a casa ogni frammento che restituisca nuova luce all’opera del più grande figlio di questa città”.

Il dipinto, una tavoletta su legno di pino di dimensioni contenute, potrebbe essere parte di un gonfalone processionale e sarebbe stato realizzato al rientro di Antonello da Venezia. Secondo le prime ricostruzioni, l’opera avrebbe subito danni nel tempo, forse a causa di eventi sismici.

Durante l’incontro è emersa la necessità di un approfondimento scientifico attraverso una commissione peritale, ma anche l’urgenza di un intervento istituzionale per evitare che il dipinto finisca in collezioni private fuori dall’Italia.

Un segnale in questa direzione arriva dall’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato, che ha manifestato interesse per l’acquisizione dell’opera, sottolineando però la necessità di rafforzare le risorse economiche destinate a questo tipo di interventi.

Al dibattito hanno preso parte studiosi ed esperti del settore, tra cui Vincenzo Caruso, l’architetta Mirella Vinci e le storiche dell’arte Grazia Musolino, Caterina Ciolino e Caterina Di Giacomo, insieme allo studioso Franco Chillemi.

Tutti concordi su un punto: si tratta di un’occasione unica per restituire alla Sicilia un tassello fondamentale della propria identità culturale.

La partita, adesso, si gioca sul piano istituzionale. Con una scadenza già fissata: quella dell’asta parigina.