Tributi locali. Metà delle città apre alle sanatorie da Torino a Roma e Palermo. Attendisti Milano, Bologna e Firenze

Comuni divisi tra adesioni, dubbi e nuove regole fiscali

Sintesi

Le definizioni agevolate sui tributi locali stanno ridisegnando il rapporto tra cittadini e amministrazioni comunali. Torino, Roma, Napoli, Bari, Palermo e altri enti si muovono verso nuove forme di rottamazione dei debiti fiscali locali, mentre Milano, Bologna e Firenze mantengono una linea prudente. Nel 2026 il quadro normativo si è ampliato con l’estensione della “Rottamazione-quinquies” anche ai crediti degli Enti territoriali affidati ad AdER (Agenzia delle Entrate-Riscossione). Restano però differenze tra i sistemi di riscossione comunale diretta e quelli gestiti dall’agente nazionale. Le nuove disposizioni prevedono cancellazioni di interessi e sanzioni e consentono pagamenti dilazionati fino a 54 rate. Permangono interrogativi applicativi e possibili difficoltà interpretative per contribuenti e amministrazioni.

Articolo

Le sanatorie fiscali e le definizioni agevolate rappresentano da oltre un decennio uno degli strumenti più dibattuti della politica tributaria italiana. Il tema continua a dividere economisti, amministratori e cittadini tra chi considera questi meccanismi un’opportunità per recuperare crediti difficilmente esigibili e chi li ritiene un incentivo indiretto all’inadempienza fiscale.

Nel 2026 lo scenario ha assunto caratteristiche nuove. Per la prima volta i Comuni possono trovarsi davanti a due percorsi paralleli di definizione agevolata che operano contemporaneamente ma con regole differenti. La situazione deriva dall’evoluzione normativa degli ultimi mesi, costruita attraverso modifiche legislative e successivi interventi correttivi. Le nuove disposizioni consentono di alleggerire interessi e sanzioni mantenendo però l’equilibrio dei conti pubblici.

In ordine cronologico, uno dei passaggi principali è rappresentato dalla Legge n. 199/2025 che ha introdotto la “Rottamazione-quinquies”, cioè la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali affidate ad AdER (Agenzia delle Entrate-Riscossione). Successivamente ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) hanno chiesto l’estensione della misura ai crediti degli Enti locali. Nel mese di maggio 2026 il Decreto fiscale, attraverso emendamenti approvati durante l’iter parlamentare, ha ampliato la possibilità di accesso anche a cartelle relative a tributi locali, multe e altre entrate territoriali.

Il quadro territoriale mostra una geografia molto articolata. Torino ha già approvato una definizione autonoma per debiti affidati a Soris (Società Riscossioni S.p.A.) fino al 2020. Roma sta lavorando a una propria formula locale. Bari punta a includere posizioni fino al 2024. Napoli e Palermo orientano invece le scelte verso la “Rottamazione-quinquies” nazionale. Catania mantiene una posizione di valutazione tecnica. Milano, Bologna e Firenze non hanno manifestato disponibilità ad aderire a forme straordinarie di definizione agevolata.

Le due modalità operative presentano differenze rilevanti. Le definizioni autonome comunali consentono agli Enti di stabilire quali debiti includere, quali annualità interessare, quali interessi eliminare e quale durata concedere ai piani di pagamento. Diversamente la “Rottamazione-quinquies” applicata ai crediti affidati ad AdER segue parametri nazionali predefiniti e non modificabili dai singoli Enti. Le cartelle interessate riguardano carichi dal 2000 al 2023 con possibilità di pagamento fino a 54 rate bimestrali e interesse annuo del 3%. Sono cancellati sanzioni, interessi di mora e oneri aggiuntivi.

Le tempistiche aggiornate prevedono l’approvazione delle delibere comunali entro il 30 giugno 2026. Dal 15 settembre i contribuenti potranno consultare i dati disponibili. Le domande di adesione potranno essere presentate dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. La prima rata o il pagamento in unica soluzione è previsto entro il 31 gennaio 2027.

Tra i commenti autorevoli emersi nelle ultime settimane, IFEL ha evidenziato la necessità di uniformare i meccanismi di riscossione per evitare disparità tra cittadini dello stesso Comune. ANCI ha sottolineato l’esigenza di introdurre strumenti che consentano agli Enti locali di recuperare crediti altrimenti difficilmente esigibili senza compromettere la stabilità finanziaria degli enti territoriali.

Sul piano giurisprudenziale, la Corte Costituzionale e la Corte dei Conti negli anni hanno più volte ribadito che strumenti di definizione agevolata possono essere ammessi purché rispettino i principi di ragionevolezza, equilibrio di bilancio e uguaglianza tributaria, evitando trattamenti discriminatori tra contribuenti.

Il nodo principale resta comunque operativo. In molti Comuni convivono sistemi diversi di riscossione, con alcuni tributi gestiti da AdER e altri affidati a concessionari privati o a strutture interne. Questa sovrapposizione rischia di generare percorsi differenti per annualità identiche e di creare incertezza tra cittadini chiamati a comprendere quale debito possa rientrare nella sanatoria e quale invece resti escluso. In una fase caratterizzata da forte pressione fiscale e da crescenti difficoltà economiche per famiglie e imprese, il successo o meno delle nuove definizioni agevolate dipenderà anche dalla capacità delle Amministrazioni di rendere semplici procedure che, almeno sulla carta, restano ancora complesse.