Tesoretto record per la Sicilia: in arrivo manovre da oltre 3 miliardi

Bilanci sbloccati, avanzi di amministrazione e sfida politica verso le Regionali

Sintesi

Dopo le recenti decisioni della Corte dei Conti sul percorso di regolarizzazione dei conti regionali, la Regione Siciliana si prepara a gestire una disponibilità finanziaria senza precedenti negli ultimi anni. La pre-parifica del rendiconto 2023 è stata fissata per il 16 giugno e la parifica per l’8 luglio, passaggi che consentiranno di liberare una prima quota dell’avanzo di amministrazione accumulato negli esercizi precedenti. A luglio il Governo guidato da Renato Schifani presenterà all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) una manovra correttiva che potrà contare su circa 350 milioni di euro tra avanzi sbloccati e maggiori entrate. Successivamente, entro dicembre, è prevista l’approvazione dell’ultima legge finanziaria della legislatura, stimata in circa 3 miliardi di euro. Parallelamente proseguirà il percorso di approvazione dei rendiconti dal 2020 al 2025, necessario per consolidare e certificare risorse che complessivamente superano i 7 miliardi di euro. Secondo le stime dell’assessorato regionale dell’Economia, una parte consistente delle somme potrebbe restare disponibile per il futuro esecutivo regionale, con una dote residua valutata in almeno 5 miliardi di euro. Le risorse saranno destinate principalmente a investimenti, opere immediatamente cantierabili, sostegno alle imprese e incentivi all’occupazione, nel rispetto delle recenti norme nazionali che limitano l’utilizzo degli avanzi per spese correnti ricorrenti. La Sicilia può usare l’avanzo di amministrazione per opere, investimenti e interventi straordinari, ma non per spese permanenti che si ripetono ogni anno. La norma serve a evitare che risorse eccezionali vengano utilizzate per creare costi futuri difficili da sostenere. Sul piano politico, il tema delle risorse disponibili si intreccia con il dibattito sulle prossime elezioni regionali e con le strategie dei principali partiti in vista di una possibile anticipazione della conclusione della legislatura.

Articolo

La Regione Siciliana si avvia verso una fase finanziaria particolarmente favorevole grazie al completamento del percorso di riordino e certificazione dei conti pubblici avviato negli ultimi anni. Le recenti determinazioni della Corte dei Conti hanno infatti definito il calendario delle verifiche sui rendiconti regionali, consentendo di stimare con maggiore precisione le risorse che potranno essere utilizzate entro la conclusione dell’attuale legislatura.

Il primo passaggio è rappresentato dalla pre-parifica del rendiconto relativo al 2023, programmata per il 16 giugno, cui seguirà la parifica definitiva fissata per l’8 luglio. Si tratta di procedure attraverso le quali la Corte dei Conti certifica la regolarità dei documenti contabili della Regione. Il completamento di questo iter permetterà di liberare una prima quota dell’avanzo di amministrazione accumulato negli anni precedenti e finora non pienamente utilizzabile.

Secondo le stime attualmente disponibili, all’inizio di luglio potranno essere resi disponibili circa 264 milioni di euro provenienti dall’avanzo di amministrazione, ai quali si aggiungeranno maggiori entrate valutate in circa 100 milioni. La somma complessiva consentirà al Governo regionale di predisporre una manovra correttiva estiva del valore vicino ai 350 milioni di euro.

Per arrivare a questo risultato sarà però necessario completare l’approvazione parlamentare dei rendiconti finanziari relativi agli esercizi dal 2020 al 2023. L’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) sarà quindi chiamata ad affrontare un intenso calendario di lavori prima della pausa estiva. Proprio per garantire il rispetto delle scadenze, il presidente della Regione Renato Schifani starebbe lavorando a un’intesa politica con le forze della Maggioranza, reduce da mesi caratterizzati da tensioni interne e da risultati elettorali non sempre favorevoli.

Ancora più complesso si presenta il percorso previsto per l’autunno. La Corte dei Conti dovrà infatti completare la verifica e la parifica anche dei bilanci relativi agli anni 2024 e 2025. Tali documenti contabili sono particolarmente rilevanti poiché incorporano una parte significativa dell’avanzo di amministrazione complessivamente maturato dalla Regione e stimato in oltre 7 miliardi di euro.

L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha tuttavia evidenziato la necessità di mantenere prudenza sui tempi tecnici. Qualora la procedura di certificazione degli ultimi bilanci non dovesse concludersi entro dicembre, la Regione potrebbe comunque disporre di circa 3 miliardi di euro per l’ultima finanziaria della legislatura. Tale importo deriverebbe dall’utilizzo di una quota del Fondo Accantonamento Liquidità (FAL), cioè il meccanismo contabile introdotto per garantire la copertura dei debiti pregressi degli enti pubblici, e dalle ordinarie dinamiche di crescita delle entrate regionali.

L’obiettivo dichiarato dall’Esecutivo regionale è indirizzare la maggior parte delle risorse verso investimenti produttivi e interventi capaci di generare sviluppo economico. Tra le ipotesi allo studio figurano il finanziamento di opere pubbliche già dotate di progettazione esecutiva, l’apertura di nuovi cantieri nei primi mesi del 2027, il rifinanziamento delle misure a sostegno dell’occupazione e il rafforzamento degli strumenti dedicati agli investimenti delle imprese.

Particolare attenzione sarà rivolta anche ai bandi regionali che negli ultimi anni hanno registrato un elevato numero di richieste e che potrebbero beneficiare di nuove dotazioni finanziarie. Parallelamente, potrebbero essere rifinanziati alcuni interventi già avviati e considerati strategici per la crescita economica dell’Isola.

L’utilizzo dell’avanzo di amministrazione dovrà comunque rispettare le disposizioni introdotte dalla normativa nazionale più recente. Le regole approvate dal Parlamento limitano infatti la possibilità di destinare tali somme a spese correnti permanenti. Le risorse possono essere impiegate per spese correnti non ricorrenti, cioè interventi una tantum privi di effetti strutturali sugli esercizi finanziari successivi. La norma mira a evitare il ricorso a misure prive di copertura stabile e a garantire una gestione più sostenibile dei conti pubblici.

In parole semplici, la Sicilia può utilizzare i miliardi dell’avanzo di amministrazione per finanziare opere pubbliche, investimenti, contributi straordinari e interventi una tantum, ma non per creare spese permanenti come nuove assunzioni stabili, aumenti strutturali di contributi o servizi da mantenere ogni anno. La norma nazionale impone infatti che queste risorse straordinarie vengano impiegate per iniziative temporanee e non per impegni destinati a pesare sui bilanci futuri, così da garantire una gestione più equilibrata e sostenibile dei conti pubblici.

Sul piano politico, la disponibilità di risorse così consistenti rappresenta uno degli elementi centrali del confronto tra Maggioranza e Opposizione. L’eventuale disponibilità residua di almeno 5 miliardi di euro costituirebbe infatti una significativa eredità finanziaria per il futuro governo regionale. Per questo motivo il dibattito sulle prossime elezioni regionali è già entrato nel vivo. Il segretario regionale del Partito Democratico (PD), Anthony Barbagallo, ha recentemente sottolineato la necessità di accelerare la costruzione del programma e l’individuazione del candidato alla presidenza della Regione, anche attraverso il possibile ricorso alle primarie.

Le prossime settimane saranno dunque decisive sia sul fronte contabile sia su quello politico. Dall’esito delle verifiche della Corte dei Conti, dalle votazioni dell’Assemblea Regionale Siciliana e dalle scelte del Governo Schifani dipenderà la concreta possibilità di trasformare una disponibilità finanziaria senza precedenti in investimenti, infrastrutture, incentivi economici e opportunità di crescita per la Sicilia negli anni a venire.