Taormina porta 30 ex ASU a tempo pieno: riorganizzazione del personale dopo il risanamento

Dal 1° luglio 2026 i lavoratori passano a 36 ore settimanali, dopo la stabilizzazione avviata nel 2024. La scelta rientra nel riassetto della dotazione organica seguito al risanamento dei conti comunali

Sintesi

A Taormina il percorso degli ex ASU arriva a una svolta: dopo la stabilizzazione del 2024 a tempo parziale, 30 dipendenti comunali passano a tempo pieno dal 1° luglio 2026, mentre 1 unità è uscita dal servizio per limiti di età. La decisione nasce dentro la riorganizzazione dell’Ente, dopo la chiusura della fase più critica del dissesto e la rideterminazione della dotazione organica, e consente di portare a 101 il totale dei dipendenti a tempo pieno di Palazzo dei Giurati. L’Amministrazione ritiene la trasformazione dei contratti più utile ed economica rispetto a un nuovo concorso, valorizzando personale già formato, impiegato nei diversi settori comunali e inquadrato come operatore, operatore esperto e istruttore.

Articolo

La vicenda affonda le radici nella lunga stagione dei lavoratori ASU (Attività Socialmente Utili), personale utilizzato dagli Enti pubblici in attività di supporto e poi inserito nei percorsi regionali di stabilizzazione. Nel caso di Taormina, il primo passaggio amministrativo rilevante risale al 3 giugno 2024, quando la Giunta comunale ha dato indirizzo per avviare la procedura riservata al personale utilizzato dall’Ente; due giorni dopo, con determinazione dirigenziale n. 2 del 5 giugno 2024, è stata indetta la selezione pubblica per 31 unità, divise tra 3 operatori, 16 operatori esperti e 12 istruttori, con assunzione a tempo parziale e indeterminato fino a 24 ore settimanali. La cornice normativa richiamata dagli atti è quella nazionale e regionale che ha consentito agli Enti pubblici di assumere i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, anche in deroga e fino al 30 giugno 2026 come personale soprannumerario, fermo restando il rispetto dei vincoli assunzionali.

Nel settembre 2024 si è quindi conclusa la stabilizzazione dei 31 ex ASU, inizialmente a tempo parziale, con rapporti articolati in 21, 23 e 24 ore settimanali secondo i profili e le esigenze organizzative. Quella firma ha trasformato una condizione di utilizzo precario in un rapporto stabile, ma non aveva ancora risolto il nodo dell’orario ridotto, rimasto legato alla fase finanziaria e alla precedente condizione dell’Ente. La procedura era stata costruita su selezioni riservate, con verifica dei requisiti per gli operatori e valutazione di titoli e colloqui per operatori esperti e istruttori, secondo il percorso previsto negli atti comunali.

Il contesto finanziario è decisivo per comprendere il passaggio successivo. Taormina aveva dichiarato il dissesto con deliberazione del Consiglio comunale n. 66 del 22 luglio 2021; nel 2024 la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali ha approvato il piano di estinzione, mentre l’OSL (Organismo straordinario di liquidazione) ha comunicato la fuoriuscita ufficiale dal dissesto, dopo un percorso durato circa 3 anni. Nella ricostruzione pubblica del risanamento, il presidente Lucio Catania ha parlato di una chiusura in tempi molto rapidi e ha collegato il risultato anche alla disponibilità finanziaria messa in campo dall’amministrazione, mentre il sindaco Cateno De Luca ha indicato nel “Salva Taormina” il passaggio politico-contabile necessario per chiudere le principali partite debitorie.

Con il venir meno dei vincoli collegati alla precedente fase di dissesto, secondo quanto comunicato dall’Amministrazione dall’1 gennaio 2026, il Comune ha rideterminato la dotazione organica e inserito nel Piano triennale del fabbisogno del personale la copertura dei posti mediante trasformazione dei contratti da tempo parziale a tempo pieno. Il passaggio da 24 a 36 ore settimanali allinea i lavoratori all’orario ordinario del comparto Funzioni locali, che il CCNL (Contratto collettivo nazionale di lavoro) fissa appunto in 36 ore. Dal 1° luglio 2026, dunque, 30 dipendenti ex ASU passano a tempo pieno, poiché 1 unità è cessata dal servizio per raggiunti limiti di età.

La scelta viene presentata come una misura di efficienza amministrativa e di equità interna: anziché procedere con un nuovo concorso pubblico, l’Ente utilizza personale già in servizio, già formato e già inserito nei diversi settori comunali. I 30 lavoratori operano infatti in più aree della macchina municipale, con qualifiche di operatore, operatore esperto e istruttore, e contribuiscono a portare a 101 il numero complessivo dei dipendenti a tempo pieno di Palazzo dei Giurati. Il quadro economico indicato dall’Amministrazione prevede una spesa totale di 2.964.769 euro a carico del Comune e 627.273 euro a carico della Regione siciliana.

Nel commentare il provvedimento, De Luca ha descritto la trasformazione come un nuovo tassello del riordino dell’Ente, dopo il riequilibrio dei conti e l’avvio del nuovo gruppo pubblico locale. Il sindaco ha collegato la decisione al superamento di una condizione che, a suo giudizio, aveva prodotto per troppo tempo lavoratori percepiti come “di serie B”, e ha sostenuto che una città con la proiezione internazionale di Taormina deve poter contare su un’Amministrazione moderna, motivata e capace di garantire servizi adeguati. Nei prossimi mesi il confronto con le organizzazioni sindacali dovrà accompagnare anche l’eventuale ricollocazione del personale nelle società partecipate, con le garanzie e le clausole di salvaguardia previste.

Il risultato finale è quindi duplice: da una parte si consolida il percorso di stabilizzazione di una platea storica di lavoratori precari; dall’altra il Comune rafforza la propria struttura dopo la fase del dissesto, trasformando una misura occupazionale in una leva organizzativa. La sfida, ora, sarà verificare se l’aumento dell’orario e la piena integrazione dei 30 dipendenti riusciranno davvero a tradursi in servizi più rapidi, uffici più efficienti e una macchina amministrativa coerente con il ruolo turistico e istituzionale di Taormina.