Sintesi
La situazione di Chianchitta non è nata oggi. La SP 9 attraversa un’area urbanizzata al confine tra Taormina e Giardini Naxos e costituisce uno degli accessi al comprensorio, con un traffico aggravato dalla vicinanza con la SS 185, dal collegamento con l’A18 e negli ultimi anni anche dai mezzi impegnati nei cantieri del raddoppio ferroviario. Nell’aprile 2025, dopo verifiche svolte sul posto, i 2 Comuni hanno chiesto alla Città Metropolitana di istituire il senso unico tra l’innesto con la SS 185 e via Fleres, entrato in vigore il 12 maggio.

In termini semplici, il problema era già noto e talmente evidente che i 2 Comuni e l’Ente proprietario della strada hanno dovuto modificare la circolazione in quanto in alcuni punti 2 veicoli, soprattutto se di grandi dimensioni, non riuscivano a incrociarsi in condizioni sufficientemente sicure.

All’inizio del 2026 la Città Metropolitana ha poi avviato la scarifica e la nuova bitumatura della SP 9, definendola un’arteria strategica per Taormina e Giardini Naxos. Il Comune di Taormina ha partecipato alla gestione temporanea del traffico e la Polizia locale ha disposto il divieto di sosta con rimozione nel tratto interessato dai lavori. L’intervento ha migliorato la pavimentazione, ma non ha eliminato le cause strutturali delle congestioni. In pratica, rifare l’asfalto ha eliminato buche e dissesti, ma non ha allargato la strada, tolto automaticamente le auto parcheggiate né risolto il passaggio contemporaneo di auto, autobus e camion. Il problema della circolazione è quindi diverso da quello della manutenzione stradale.

Agatino Salvatore Bosco è stato eletto sindaco di Giardini Naxos il 25 maggio 2026. Nel programma depositato ufficialmente prima delle elezioni la viabilità è stata indicata come uno degli obiettivi dell’amministrazione, con manutenzione delle strade, parcheggi organizzati, navette, segnaletica, interventi di moderazione del traffico e soluzioni stagionali per ridurre la pressione automobilistica. Dopo l’insediamento sono stati adottati provvedimenti sulla mobilità, tra cui la ZTL estiva del lungomare, ma nella documentazione pubblica fino ad oggi non è emerso un atto della nuova Amministrazione rivolto specificamente a Chianchitta per regolamentare sosta e mezzi pesanti o per chiedere un nuovo intervento coordinato agli altri Enti.
L’amministrazione di Cateno De Luca sindaco di Taormina, aveva partecipato alla richiesta congiunta che ha portato al senso unico del 2025 e nel gennaio 2026 la Polizia locale di Taormina è intervenuta sulla sosta durante i lavori della Città Metropolitana. Anche in questo caso, tuttavia, nelle verifiche effettuate non è stato individuato un successivo provvedimento organico specificamente destinato al traffico pesante e alla sosta lungo l’intero asse di Chianchitta. In parole povere, Taormina non è rimasta completamente ferma, ma gli interventi documentati non hanno finora prodotto una soluzione definitiva al problema che residenti e automobilisti continuano a incontrare.
Articolo
Via Chianchitta rappresenta da molti anni uno dei nodi più delicati della mobilità tra Taormina e Giardini Naxos (comuni della Città Metropolitana di Messina). È una strada che attraversa un territorio densamente frequentato, vicino allo svincolo della A18 Messina-Catania e collegato alla SS 185, sopportando quotidianamente automobili, autobus e veicoli commerciali. Negli ultimi anni alla normale pressione si è aggiunto il passaggio di mezzi pesanti collegati anche ai lavori per il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo.
Il primo elemento da chiarire riguarda le competenze. La SP 9 (Strada Provinciale 9) appartiene alla rete della Città Metropolitana di Messina, che ha la responsabilità degli interventi strutturali e della manutenzione della sede viaria. Questo, però, non significa che i sindaci possano considerare estraneo il problema. La viabilità urbana, la sosta, l’attività delle Polizie locali, la vigilanza, le modifiche alla circolazione compatibili con la normativa e soprattutto l’interlocuzione con l’Ente proprietario rimangono materie nelle quali le Amministrazioni comunali hanno competenze o possibilità concrete di iniziativa. Lo dimostrano gli stessi atti già adottati proprio a Chianchitta.
La situazione ha radici lontane. Già nel 2011 venivano segnalati sosta disordinata, carenza di controlli e difficoltà di circolazione. Alla fine del 2025 la strada era tornata al centro delle proteste per il deterioramento dell’asfalto e per gli intasamenti provocati dall’incrocio tra veicoli di grandi dimensioni e automobili parcheggiate ai lati. Le associazioni locali avevano nuovamente chiesto un intervento e una migliore regolamentazione.
Un primo cambiamento rilevante è arrivato nel 2025. Dopo sopralluoghi compiuti dagli amministratori, dai comandanti delle Polizie locali e dai tecnici provinciali, la Città Metropolitana ha emanato l’ordinanza n. 30 del 17 aprile, introducendo dal 12 maggio il senso unico dalla SS 185, cioè via Francavilla, fino a via Fleres. L’atto non è nato da un’iniziativa isolata dell’ex Provincia: il comunicato ufficiale precisa che il provvedimento è stato assunto su richiesta dei Comuni di Taormina e Giardini Naxos. Le verifiche avevano accertato che la larghezza disponibile, in diversi punti, non consentiva più un transito bidirezionale sicuro, in particolare in presenza dei mezzi pesanti.
Questo precedente è importante anche per valutare le responsabilità odierne. Dimostra infatti che, pur non essendo proprietari dell’arteria, i Comuni possono individuare una criticità, documentarla attraverso Polizia locale e uffici tecnici, confrontarsi tra loro e chiedere formalmente alla Città Metropolitana una modifica della circolazione.
Nel gennaio 2026 è arrivato un secondo intervento. La Città Metropolitana ha avviato la riqualificazione della pavimentazione attraverso scarifica e nuova bitumatura. Federico Basile (sindaco metropolitano di Messina) ha collegato l’opera alla strategia di miglioramento della sicurezza della viabilità ionica. Il documento ufficiale ha inoltre precisato che le disposizioni temporanee sulla circolazione erano state definite insieme alle amministrazioni di Taormina e Giardini Naxos.
Sul versante taorminese si è mosso anche il Comando della Polizia locale di Taormina: Giuseppe Cacopardo (comandante) ha disposto il divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati della SP 9 nel tratto interessato dalle lavorazioni. È un ulteriore elemento che conferma come l’appartenenza provinciale della strada non impedisca al Comune, nell’ambito delle proprie attribuzioni e in raccordo con l’Ente proprietario, di intervenire sulla disciplina della circolazione e della sosta.
Il rifacimento dell’asfalto ha però affrontato soltanto una parte della questione. La carreggiata resta condizionata dalle sue dimensioni e dalla presenza di veicoli parcheggiati sui lati. Quando 2 autobus, camion o altri mezzi di grandi dimensioni procedono in direzioni contrarie nei tratti rimasti a doppio senso, la circolazione può rallentare fino a fermarsi. In estate questo equilibrio diventa ancora più fragile perché ai residenti e ai lavoratori si aggiungono i consistenti flussi turistici diretti verso Giardini Naxos, Taormina e l’A18.
Nel frattempo a Giardini Naxos si è insediata la nuova amministrazione. Agatino Salvatore Bosco (sindaco eletto nel maggio 2026 con la lista “Giardini Naxos-Bosco Sindaco”, indicato dal portale comunale nel gruppo politico Lista Civica Giardini Naxos Bene Comune) aveva collocato “viabilità e mobilità” tra i punti qualificanti del programma. Il documento elettorale ha previsto un piano straordinario per la manutenzione delle arterie principali, parcheggi organizzati e digitalizzati, aree di interscambio, navette elettriche, nuova segnaletica, attraversamenti sicuri e soluzioni flessibili e stagionali per diminuire il traffico nei momenti più problematici. L’obiettivo dichiarato era passare da una città che subisce il traffico a una città capace di governarlo.
Bosco ha successivamente adottato l’ordinanza sindacale n. 4 del 10 luglio 2026 sulla ZTL (zona a traffico limitato) estiva dei lungomari Schisò, Naxos e Tysandros. Si tratta di un intervento concreto sulla mobilità cittadina, anche se riguarda un’altra parte di Giardini Naxos. Per Chianchitta, invece, nella ricerca svolta negli atti e nelle pubblicazioni istituzionali disponibili e indicizzati fino all’11 agosto 2026 non si è reperita, dopo l’insediamento della nuova amministrazione, una deliberazione o un’ordinanza specifica diretta a limitare i mezzi pesanti, riorganizzare la sosta o affrontare organicamente l’attuale congestione della SP 9.
Sul fronte di Taormina, Cateno De Luca (sindaco dal maggio 2023, deputato regionale e figura politica legata al progetto autonomista che ha originato Sud chiama Nord) può ricondurre alla propria Amministrazione la partecipazione congiuntamente alla richiesta del 2025 che ha determinato il senso unico. Allo stato della ricerca, dopo gli interventi sulla pavimentazione del gennaio 2026 non è però emerso un nuovo piano complessivo specificamente dedicato a Chianchitta per gestire durante l’alta stagione l’incrocio dei mezzi pesanti e le auto lasciate ai bordi della carreggiata.
Anche sotto il profilo normativo la distinzione tra proprietà della strada e governo locale del traffico deve essere letta con attenzione. Il Codice della strada attribuisce ai Comuni nei centri abitati poteri molto ampi sulla regolamentazione della circolazione, sui parcheggi, sulla sosta e su specifiche categorie di veicoli. La giurisprudenza amministrativa più recente ha inoltre ricordato che molti provvedimenti viabilistici adottati in applicazione degli articoli 6 e 7 hanno natura gestionale e possono spettare ai dirigenti. Questo significa che non ogni ordinanza deve essere materialmente firmata dal sindaco, ma non cancella la responsabilità politica dell’Amministrazione di individuare il problema, impartire indirizzi, coordinare gli uffici e confrontarsi con gli altri enti competenti.
Neppure il calendario nazionale dei divieti per i mezzi di massa superiore a 7,5 tonnellate può essere considerato una soluzione alla criticità locale. Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisce per il 2026 restrizioni in determinate giornate e fasce orarie, principalmente sulla circolazione fuori dai centri abitati. Chianchitta richiede invece, se i riscontri tecnici lo giustificano, una disciplina costruita sulle caratteristiche specifiche del territorio e coordinata tra Comune, Città Metropolitana, Forze dell’ordine e soggetti interessati dai grandi cantieri.
Non necessariamente la risposta deve essere un divieto assoluto ai camion. Potrebbero essere valutati, sulla base di uno studio dei flussi, fasce orarie per determinate categorie di mezzi, itinerari alternativi dove tecnicamente disponibili, divieti di sosta nei punti nei quali la carreggiata si restringe maggiormente, controlli più frequenti, aree per carico e scarico, presidio nelle ore critiche e un coordinamento specifico con la Città Metropolitana e con i soggetti responsabili dei cantieri ferroviari. Sono soluzioni da verificare tecnicamente e giuridicamente, ma il problema non appare più riconducibile soltanto alle condizioni dell’asfalto.
La questione di Chianchitta è quindi soprattutto quella di 2 territori che sulla carta hanno confini differenti, ma sulla strada condividono lo stesso ingorgo. Chi deve raggiungere puntualmente il lavoro, chi abita nella frazione, chi gestisce un’attività commerciale e chi è semplicemente diretto verso l’autostrada non avverte la distinzione amministrativa tra un lato e l’altro della carreggiata. Avverte soltanto il tempo perso in coda e la difficoltà di muoversi. È proprio per questo che la competenza della Città Metropolitana sulla SP 9 non può costituire una giustificazione per un eventuale disinteresse municipale: i sindaci non possono asfaltare autonomamente una strada provinciale, ma possono e devono interessarsi della viabilità del proprio Comune, chiedere gli interventi necessari, coordinare le proprie strutture e pretendere risposte dall’ente proprietario. Il precedente del senso unico del 2025 dimostra che, quando i 2 Comuni si sono mossi insieme, un provvedimento è stato possibile.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









