Sintesi
Dal 1993 al 2018 il Comune di Taormina ha affidato all’avvocato Francesco La Face l’incarico di recuperare le somme dovute dagli utenti morosi del servizio idrico. Il 15 novembre 2019 l’operazione “AcqueWin” ha portato agli arresti domiciliari del professionista e all’applicazione del divieto di dimora nel territorio taorminese nei confronti di Giovanni Coco, ex responsabile dell’Ufficio riscossione dell’acquedotto comunale. Le indagini hanno accertato che il legale si è appropriato di oltre 924.000 euro riscossi e non versati nelle casse dell’Ente, parte lesa nella vicenda. Nel 2020 il Tribunale di Messina lo ha condannato a 4 anni di reclusione per peculato e corruzione, decisione confermata dalla Corte d’Appello nel 2021 e divenuta definitiva nel 2023 dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione. Coco, nei cui confronti era stata contestata la corruzione, è stato trovato morto nel mare di Giardini Naxos l’8 agosto 2020, prima che il procedimento a suo carico potesse concludersi. Nello stesso 2023 la stampa ha riferito anche la cancellazione di La Face dall’albo degli avvocati. Adesso la Guardia di Finanza ha eseguito la confisca definitiva di 3 immobili per un valore di 486.000 euro, ai quali si aggiungono 210.000 euro già acquisiti dall’Erario dai saldi dei conti correnti, per un ammontare complessivo vicino a 700.000 euro.

Nel fine settimana dell’1 e 2 agosto 2026, a Messina, i controlli estivi dei Carabinieri hanno consentito di sequestrare quasi 3 chilogrammi di droga, 3 pistole e circa 300 cartucce in un terreno demaniale. In un’abitazione sono stati scoperti oltre 23 chilogrammi di stupefacenti e un’arma clandestina. Un secondo intervento ha portato all’arresto di un 27enne per presunti maltrattamenti contro la convivente.

Il 3 agosto, a San Giovanni La Punta, una ventenne è stata denunciata dopo una lite durante la quale avrebbe ferito la madre. L’ex fidanzato della giovane, sottoposto ai domiciliari per una precedente aggressione contro di lei, si è recato in ospedale per avere informazioni ed è stato arrestato per evasione.

Nella stessa giornata, nelle campagne di Riesi, un uomo di 58 anni e una donna di 40 sono stati gravemente feriti con colpi di pistola. La quarantenne ha riportato anche una ferita alla gola provocata con un’arma da taglio. Nella mattinata del 4 agosto è proseguita la ricerca dell’uomo ritenuto vicino alla donna, indicato dalla maggior parte delle fonti come il suo compagno.
Articolo
Dal 1993 al 2018 il Comune di Taormina ha affidato all’avvocato Francesco La Face il recupero dei crediti vantati nei confronti degli utenti morosi del servizio idrico. Il rapporto professionale è proseguito per 25 anni, attraversando l’avvicendamento di diverse Amministrazioni municipali, mentre l’Ente è stato successivamente individuato come parte lesa nella vicenda giudiziaria.
L’inchiesta è emersa il 15 novembre 2019, quando la Guardia di Finanza ha dato esecuzione all’ordinanza cautelare dell’operazione “AcqueWin”. Il legale è stato posto agli arresti domiciliari, mentre a Giovanni Coco, ex responsabile dell’Area Servizi generali e dell’Ufficio riscossione dell’acquedotto comunale, è stato imposto il divieto di dimora nel territorio taorminese. Le contestazioni formulate dalla Procura della Repubblica di Messina hanno riguardato, a diverso titolo, il peculato e la corruzione.
“AcqueWin” era la denominazione del programma informatico impiegato per la gestione delle posizioni degli utenti e ha dato il nome all’indagine. Gli accertamenti hanno ricostruito un sistema attraverso il quale La Face ha trattenuto oltre 924.000 euro ricevuti dai cittadini e mai riversati nelle casse comunali, pur avendone la disponibilità in qualità di incaricato di pubblico servizio. Il meccanismo comprendeva anche l’emissione di fatture non veritiere per prestazioni professionali mai effettuate e la mancata consegna al Municipio dei prospetti riepilogativi delle somme recuperate.
Secondo l’impostazione accusatoria, il professionista incassava direttamente gli assegni degli utenti sui propri conti correnti oppure riceveva pagamenti in contanti, concedendo in alcuni casi riduzioni sugli importi dovuti per rendere più difficile la tracciabilità del denaro. La sua attività sarebbe stata agevolata da un pubblico ufficiale collocato in una posizione apicale nell’organigramma comunale, il quale, in cambio di denaro e altre utilità, avrebbe omesso i controlli previsti e invitato i cittadini morosi a rivolgersi direttamente all’avvocato per evitare il distacco della fornitura idrica.
Gli investigatori avevano inizialmente sottoposto a sequestro preventivo beni e disponibilità finanziarie per circa 817.000 euro, corrispondenti al profitto del peculato e all’utilità contestata per la corruzione. Nel corso delle perquisizioni era stato inoltre rinvenuto un appunto manoscritto che, secondo l’accusa, sarebbe servito a fornire una giustificazione soltanto apparente al pagamento di 25.000 euro destinato al funzionario comunale.
Le ricostruzioni giornalistiche dell’epoca hanno riferito che alcuni dipendenti municipali sarebbero stati a conoscenza delle anomalie senza denunciarle. Tale circostanza apparteneva tuttavia alle risultanze investigative iniziali e non può essere attribuita indistintamente al personale del Comune né considerata una responsabilità giudiziariamente accertata.
Nel 2020 il Tribunale di Messina ha condannato Francesco La Face a 4 anni di reclusione per peculato e corruzione, disponendo la confisca fino alla concorrenza di oltre 775.000 euro quale profitto del peculato e di ulteriori 25.000 euro quale utilità collegata alla corruzione. La sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello di Messina nel 2021, anche nella parte relativa alla misura patrimoniale, e dalla Corte di Cassazione nel 2023, rendendo definitiva la condanna.
Giovanni Coco aveva richiesto l’applicazione di una pena concordata per l’accusa di avere ricevuto 25.000 euro e il procedimento nei suoi confronti avrebbe dovuto iniziare il 17 settembre 2020. Il suo corpo è stato però recuperato l’8 agosto dello stesso anno vicino agli scogli del porto di Giardini Naxos, dopo che il giorno precedente si era allontanato lasciando alcune lettere. La morte ha determinato l’interruzione dell’azione penale e ha impedito che le contestazioni mosse nei suoi confronti fossero sottoposte a una decisione definitiva.
Sul piano professionale, il 31 ottobre 2023 la stampa ha riferito che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Messina aveva disposto anche la cancellazione di La Face dall’albo, attraverso una deliberazione adottata il precedente 25 ottobre.
Adesso la Guardia di Finanza di Messina ha eseguito l’ordine di confisca emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina, Ufficio esecuzioni penali. Il provvedimento ha riguardato 3 immobili nella disponibilità del condannato, già sottoposti a sequestro preventivo nel 2019, per un valore complessivo di 486.000 euro.
Le proprietà sono state individuate e valutate attraverso gli accertamenti patrimoniali condotti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina, tenendo conto delle quotazioni immobiliari correnti e degli annunci pubblicati sulle piattaforme telematiche di prenotazione. Da queste verifiche è emerso che una delle abitazioni veniva utilizzata come B&B (bed and breakfast, struttura ricettiva che offre pernottamento e prima colazione).
Al valore dei 3 immobili si sono aggiunti circa 210.000 euro già incassati dall’Erario attraverso i saldi dei conti correnti riconducibili al professionista. Lo Stato ha pertanto acquisito definitivamente beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo vicino a 700.000 euro, dando esecuzione alla misura patrimoniale stabilita con la sentenza ormai definitiva.
A Messina nel fine settimana dell’1 e 2 agosto 2026 i Carabinieri hanno intensificato i servizi connessi alla stagione estiva. In contrada Fontanelle, all’interno di contenitori parzialmente nascosti sotto un cavalcavia della tangenziale, sono stati trovati oltre 800 grammi di marijuana, più di 2 chilogrammi di hashish, circa 28 grammi di cocaina, 3 pistole, una delle quali con la matricola cancellata, quasi 300 cartucce di vari calibri e un kit destinato alla manutenzione delle armi.
Al Villaggio Aldisio una perquisizione domiciliare ha portato all’arresto in flagranza di un 36enne. Nell’abitazione sono stati sequestrati oltre 15 chilogrammi di marijuana, 8 chilogrammi di hashish, materiale per la suddivisione delle sostanze, circa 1.200 euro in contanti e una pistola a salve trasformata in arma clandestina, insieme a 50 proiettili. Droga, pistole e munizioni sono state affidate al RIS (Reparto investigazioni scientifiche) per gli esami diretti a verificarne la provenienza e l’eventuale collegamento con altri reati.
Il Nucleo Radiomobile è intervenuto anche dopo la segnalazione di una lite domestica. Un 27enne avrebbe aggredito la convivente, distrutto il suo telefono cellulare e messo a soqquadro l’abitazione. L’uomo è stato arrestato ed è indagato per maltrattamenti contro familiari e conviventi, fattispecie disciplinata dall’articolo 572 del Codice penale.
Un’altra vicenda si è verificata nel catanese a SanGiovanni La Punta, dove una giovane di 20 anni avrebbe ferito la madre durante una discussione. Alla donna sono state diagnosticate lesioni guaribili in 20 giorni, mentre anche la figlia ha avuto bisogno di cure. Le 2 sono state accompagnate in ospedali differenti e la ventenne è stata denunciata.
Al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania, dove era stata ricoverata la ragazza, si è presentato il suo ex fidanzato per chiedere informazioni. I militari lo hanno riconosciuto e arrestato per evasione, poiché dalla sera precedente era sottoposto agli arresti domiciliari per avere presumibilmente picchiato la stessa giovane. L’autorità giudiziaria ne ha disposto il trasferimento in carcere.
Il fatto più grave è avvenuto intorno a mezzogiorno del 3 agosto nelle campagne di Riesi (comune del libero consorzio comunale di Caltanissetta), non lontano dal Museo della miniera Trabia Tallarita. Un uomo di 58 anni è stato colpito con proiettili alla nuca, alla testa e a una mano, mentre una donna di 40 ha riportato una ferita d’arma da fuoco alla testa e una lesione alla gola provocata con un’arma da taglio.
I 2 feriti avrebbero chiamato il 112 e raggiunto autonomamente l’ospedale di Mazzarino (comune del libero consorzio comunale di Caltanissetta), accasciandosi subito dopo l’arrivo. Il cinquantottenne è stato trasferito in elisoccorso al Cannizzaro di Catania e ricoverato in condizioni gravissime. La quarantenne è stata condotta al Sant’Elia di Caltanissetta, dove è stata sottoposta a un delicato intervento neurochirurgico.
I Carabinieri hanno svolto rilievi scientifici e balistici, acquisito le registrazioni disponibili, esaminato i collegamenti telefonici e ascoltato familiari e conoscenti. La pista collegata alla criminalità organizzata è stata inizialmente esclusa e le verifiche si sono concentrate su contrasti personali o sentimentali. Nella mattinata del 4 agosto risultava ancora ricercato il compagno della donna, indicato dagli investigatori come sospettato del duplice tentato omicidio. La sua responsabilità dovrà essere dimostrata nel corso del procedimento e non può essere considerata accertata sulla base delle sole ipotesi investigative.
Nota
Per tutte le persone indagate o sottoposte a misura cautelare resta valido il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza fino alla pronuncia di una sentenza definitiva.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









