Sintesi
Taormina si prepara alle elezioni dei comitati di quartiere, fissate per il 29 giugno 2026, con 5 organismi territoriali composti da 5 cittadini ciascuno e con funzioni consultive. Il percorso, avviato con il nuovo regolamento approvato dal Consiglio comunale il 10 novembre 2025 e proseguito a maggio con incontri e moduli di adesione, viene presentato dall’Amministrazione come strumento di partecipazione diretta, ma resta aperto il tema del reale peso politico di questi organismi. Il quadro si intreccia con la sconfitta di Sud chiama Nord (movimento politico guidato da Cateno De Luca) a Giardini Naxos, dove Agatino Salvatore Bosco ha vinto le elezioni del 24 e 25 maggio 2026 con 2.745 voti, pari al 51,69%, contro Salvo Puccio, fermo a 2.457 voti, pari al 46,26%. De Luca ha definito “strana” la campagna elettorale naxiota e ha annunciato un confronto pubblico per lunedì 1 giugno in piazza Municipio, mentre Puccio ha confermato che resterà all’opposizione e Bosco ha promesso di amministrare da “sindaco di tutti”.

Articolo
Taormina si avvia al voto per i nuovi comitati di quartiere, organismi consultivi pensati per collegare più direttamente cittadini e Amministrazione comunale. La data indicata per la consultazione è il 29 giugno 2026 e il territorio sarà diviso in 5 aree: Madonna della Rocca-Chiusa, Taormina Centro storico, Fontana Vecchia-Vecchio Macello-Campo sportivo-Zappullà, Trappitello-Chianchitta-Bruderi-Mastrissa-Palì-Farsa-Vallarà e Mazzeo-Spisone-Mazzarò-Isola Bella-Villagonia. Ogni comitato sarà composto da 5 cittadini eletti, per un totale di 25 rappresentanti, definiti dalla stampa locale anche come 25 “sentinelle” dell’Amministrazione, sebbene il loro ruolo resti consultivo e non decisionale.

Il percorso amministrativo parte dal quadro generale previsto dal TUEL (Testo unico degli enti locali), cioè il D.Lgs. (decreto legislativo) 18 agosto 2000, n. 267, che all’articolo 8 riconosce ai Comuni la possibilità di valorizzare forme associative e organismi di partecipazione popolare anche su base di quartiere o frazione. Lo stesso TUEL, agli articoli 6 e 7, richiama il ruolo dello statuto e dei regolamenti comunali, mentre l’articolo 42 attribuisce al Consiglio comunale la competenza sugli organismi di decentramento e partecipazione. In termini semplici, i comitati possono essere previsti e regolati dal Comune, ma non sostituiscono sindaco, Giunta e Consiglio comunale: raccolgono bisogni, segnalazioni e proposte, ma non assumono decisioni amministrative vincolanti.

In ordine cronologico: l’atto politico-amministrativo più rilevante risale al 10 novembre 2025, quando il Consiglio comunale di Taormina ha inserito all’ordine del giorno l’approvazione del nuovo regolamento dei comitati di quartiere. Nel mese di maggio 2026 il Comune ha poi avviato gli incontri preliminari con i residenti: il 4 maggio per Madonna Rocca-Chiusa, il 5 maggio per il Centro storico, il 6 maggio per Fontana Vecchia-Vecchio Macello-Campo sportivo-Zappullà e, a seguire, per le altre aree territoriali. L’11 maggio è stata comunicata la disponibilità del modulo di adesione, mentre il 19 maggio è stata confermata la data del voto del 29 giugno 2026.
La procedura prevede che per la formazione di ciascun comitato serva l’adesione di almeno 12 residenti dello stesso quartiere. Le liste dovranno essere composte da almeno 6 cittadini e, secondo il regolamento, il più votato diventerà presidente del proprio comitato, mentre il presidente più votato tra tutti assumerà il ruolo di coordinatore dei presidenti. Le consultazioni saranno considerate valide solo se parteciperà almeno il 15% degli aventi diritto di ciascun quartiere.
Sul piano giuridico resta utile richiamare un principio generale espresso dalla giurisprudenza amministrativa: il TAR (Tribunale amministrativo regionale) Campania, Salerno, con sentenza n. 146 del 28 gennaio 2020, ha ritenuto illegittima una norma regolamentare che limitava la partecipazione popolare ai soli cittadini residenti da almeno 5 anni, perché un vincolo simile crea un ostacolo non proporzionato all’esercizio della partecipazione e contrasta con il principio di uguaglianza dell’articolo 3 della Costituzione. Il punto, tradotto in termini pratici, è che i regolamenti comunali sulla partecipazione devono essere aperti, ragionevoli e non discriminatori.
La nascita dei comitati arriva in una fase politicamente delicata per il comprensorio ionico. A Giardini Naxos, nelle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, Agatino Salvatore Bosco ha battuto Salvo Puccio, candidato sostenuto da Sud chiama Nord. I dati aggiornati indicano Bosco eletto con 2.745 voti, pari al 51,69%, mentre Puccio si è fermato a 2.457 voti, pari al 46,26%. Seguono Alfio Elia Mandri con 66 voti, pari all’1,24%, e Rosalba Cannizzaro con 43 voti, pari allo 0,81%. L’affluenza è stata del 56,05% con 13 sezioni scrutinate su 13. Il dato definitivo corregge alcune prime ricostruzioni circolate nelle ore dello spoglio, quando i conteggi non erano ancora stabilizzati. Il distacco finale tra Bosco e Puccio è stato di 288 voti. In Consiglio comunale la lista “Giardini Naxos Bosco Sindaco” ha ottenuto 2.713 preferenze, pari al 52,52%, mentre la lista “Puccio Sindaco di Giardini Naxos” ha raccolto 2.024 voti, pari al 39,18%. Alla maggioranza andranno 8 seggi, mentre alla minoranza entreranno Puccio e 3 consiglieri della sua lista.
Bosco, nelle prime dichiarazioni dopo la vittoria, ha parlato di “vittoria della gente” e ha promesso di essere il sindaco di tutti, aggiungendo che la fiducia ricevuta dovrà essere restituita con i fatti e con il lavoro amministrativo. Puccio, invece, ha rivendicato la campagna condotta, ha dichiarato di non rinnegare metodo e contenuti e ha annunciato che servirà Giardini Naxos dai banchi dell’Opposizione con impegno costruttivo e propositivo.
Cateno De Luca, sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord, ha letto la sconfitta di Giardini Naxos come un passaggio politico più ampio. In conferenza stampa a Messina ha definito “strana” la campagna elettorale e ha sostenuto che il confronto si sarebbe concentrato più contro la sua figura che sui programmi per la città. In una successiva intervista ha parlato anche di una “sindrome anti Cateno”, che a suo dire avrebbe toccato non solo gli avversari, ma anche una parte del suo stesso schieramento.
De Luca ha annunciato la propria presenza a Giardini Naxos lunedì 1 giugno per incontrare gli elettori e spiegare cosa intenda con l’espressione “campagna elettorale strana”, confermando l’appuntamento in piazza Municipio per le 19.00.
Il collegamento politico tra i comitati di quartiere di Taormina e il voto di Giardini Naxos non è formale, ma è evidente sul piano del clima politico. Da un lato Taormina prova a strutturare organismi di partecipazione territoriale, presentati come strumenti per raccogliere esigenze e proposte dei residenti. Dall’altro la sconfitta di Sud chiama Nord a Giardini Naxos apre una fase di verifica interna per De Luca e per il suo movimento, proprio mentre il leader guarda anche alle prossime elezioni regionali siciliane e dichiara di dialogare sia con il centrodestra sia con il centrosinistra.
La questione centrale, quindi, resta il peso reale della partecipazione. Se i comitati di quartiere diventeranno luoghi aperti, autonomi e capaci di portare istanze concrete all’Amministrazione, potranno offrire un canale utile ai cittadini. Se invece finiranno per funzionare come semplici terminali del consenso o come cassa di risonanza delle decisioni già prese, rischieranno di alimentare diffidenza. Il voto del 29 giugno dirà quanta risposta ci sarà nei quartieri, ma la vera verifica arriverà dopo: quando si capirà se quelle 25 voci saranno ascoltate davvero o resteranno soltanto presenze consultive dentro una macchina politica già orientata.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









