Sintesi
La Giunta regionale siciliana presieduta da Renato Schifani ha deliberato lo stanziamento di 200 milioni di euro per coprire il credito d’imposta maturato nel 2025 dalle imprese siciliane nell’ambito della Zes Unica e non utilizzato per esaurimento dei fondi statali. L’intervento, consentito dalla normativa vigente che permette alle Regioni di integrare le risorse nazionali, si inserisce nel percorso di rafforzamento della cosiddetta Super Zes Sicilia con possibile estensione fino al 2028 anche attraverso l’impiego dell’avanzo di bilancio 2024 previa perequazione della Corte dei Conti. La misura era stata sollecitata dalle organizzazioni imprenditoriali nel tavolo di concertazione del 9 gennaio a Catania e ha raccolto il consenso di esponenti politici e rappresentanti del sistema produttivo che la considerano uno strumento di competitività, attrazione di investimenti e sostegno alla crescita occupazionale.

Articolo
La disciplina delle Zes (Zone economiche speciali) ha subito una profonda revisione con l’istituzione della Zes Unica per il Mezzogiorno, introdotta a livello nazionale per razionalizzare e unificare le precedenti aree agevolate. Nell’ambito di tale cornice normativa, per il 2025 è stato riconosciuto alle imprese un credito d’imposta per gli investimenti effettuati nei territori ricompresi nella Zes Unica. L’Agenzia delle Entrate ha quantificato i crediti spettanti, ma l’esaurimento delle risorse statali ha impedito a numerose aziende siciliane di fruire integralmente del beneficio maturato.

In questo contesto si colloca la decisione della Giunta regionale guidata dal Presidente Renato Schifani di mettere a disposizione 200 milioni di euro per soddisfare il credito d’imposta 2025 rimasto scoperto. L’intervento trova fondamento nella normativa vigente che consente alle Regioni di integrare, ove necessario, i fondi statali destinati a misure di sviluppo economico. La scelta dell’Esecutivo regionale si traduce in una copertura finanziaria aggiuntiva volta a colmare il divario determinatosi tra crediti riconosciuti e risorse effettivamente disponibili.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto definito Super Zes Sicilia, un modello rafforzato di agevolazione calibrato sulle esigenze del tessuto produttivo locale. L’ipotesi allo studio prevede una possibile estensione temporale fino al 2028, anche mediante l’utilizzo di ulteriori risorse provenienti dall’avanzo del Bilancio regionale 2024, subordinatamente alla perequazione da parte della Corte dei Conti, organo di rilievo costituzionale preposto al controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici. La richiesta di un intervento integrativo era stata avanzata dalle organizzazioni imprenditoriali nel corso del tavolo di concertazione svoltosi a Catania il 9 gennaio, promosso con il coinvolgimento del deputato regionale Nicola D’Agostino di Forza Italia. Lo stesso D’Agostino ha definito la misura “una battaglia vinta e interamente di Forza Italia”, sottolineando il duplice merito dell’operazione: da un lato il superamento delle criticità legate all’insufficienza dei fondi statali, dall’altro la garanzia di piena copertura alle domande accolte secondo la procedura nazionale Zes del 2025 tramite una norma regionale.
Apprezzamento è stato espresso dal presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, che ha evidenziato come l’associazione abbia seguito fin dalle prime fasi il percorso di potenziamento della Zes Unica, sostenendo la necessità di assicurare alle imprese il massimo livello di contribuzione attraverso il credito d’imposta. Secondo Rizzolo, lo stanziamento regionale consente alle aziende di operare in un contesto più competitivo e stabile, rafforzando l’attrattività della Sicilia per nuovi investimenti e consolidando quelli già avviati. L’intervento viene interpretato come parte di una strategia di politica industriale orientata a semplificazione amministrativa, certezza delle regole e sostegno concreto agli operatori economici. Sulla stessa linea Giovanni Arena, presidente dell’omonimo gruppo e rappresentante per la Sicilia di Federdistribuzione, che ha riconosciuto al Presidente Schifani e al ministro per gli Affari europei, la Politica di coesione e il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), Tommaso Foti, sensibilità e coerenza rispetto agli impegni assunti. Arena ha sottolineato che l’estensione e il rafforzamento della Zes Unica e della Zes Sicilia permetteranno alle imprese di completare gli investimenti programmati e di attrarne di ulteriori nel territorio regionale.
Nel quadro cronologico degli atti, si susseguono l’istituzione della Zes Unica a livello nazionale, la quantificazione del credito d’imposta 2025 da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’esaurimento dei fondi statali, il confronto del 9 gennaio con le parti sociali e infine la deliberazione della Giunta regionale che stanzia 200 milioni per integrare le risorse mancanti. La misura, in attesa di eventuali ulteriori sviluppi normativi e contabili, consolida il ruolo della Regione Siciliana come soggetto attivo nel sostegno agli investimenti produttivi, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la competitività del sistema economico isolano e favorire la crescita occupazionale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









