Sicilia. Violenza a scuola: martellate a Gela e coltello a Paternò. Il decreto sicurezza: rispondono anche i genitori

Due episodi distinti ma ravvicinati scuotono gli istituti scolastici siciliani. A Gela un 16enne colpisce un compagno con un martello durante la lezione. A Paternò un minorenne tenta di entrare a scuola con un coltello nello zainetto. Interventi delle Forze dell’ordine, indagini delle Procure per i minorenni e reazioni delle Istituzioni

Sintesi

A Gela un 16enne ha aggredito con un martello un compagno di 15 anni all’interno dell’Istituto Professionale Majorana, provocandogli una ferita alla testa con 5 punti di sutura, episodio avvenuto dopo tensioni pregresse e ora al vaglio della Procura per i Minorenni di Caltanissetta. A Paternò un altro minorenne è stato fermato dai Carabinieri mentre tentava di entrare a scuola con un coltello a serramanico lungo 16,5 centimetri, denunciato e segnalato all’Autorità giudiziaria minorile. I due fatti hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza scolastica e sulla prevenzione della violenza giovanile, con richiami istituzionali al dialogo e al ruolo educativo delle scuole. Il decreto-legge 23/2026 (Governo Meloni, in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2026, in vigore dal 25), sulle armi bianche, vieta il porto senza giustificato motivo di coltelli con lama superiore a 8 cm (reclusione 6 mesi-3 anni), con divieto assoluto per tipi a scatto, a farfalla o simili e vieta la vendita ai minori, con sanzioni per genitori e venditori inadempienti.

Articolo

Un episodio di violenza improvvisa ha scosso Gela all’interno dell’Istituto Professionale Majorana. Un ragazzo di 16 anni, apparentemente in attesa della fine delle lezioni, ha estratto un martello portato da casa e nascosto nel giubbotto, colpendo alla testa un compagno di 15 anni davanti al docente di Fisica. L’aggressione è avvenuta poco dopo la ricreazione, quando la classe seconda Mat era rientrata in aula per l’attività di laboratorio. Il colpo ha generato panico tra gli studenti, ma l’intervento immediato dell’insegnante ha evitato conseguenze più gravi.

Il quindicenne è stato medicato e ha riportato una ferita suturata con 5 punti. La Polizia ha ascoltato il 16enne e ha sequestrato il martello utilizzato nell’aggressione. Il fascicolo è stato trasmesso alla Procura per i Minorenni di Caltanissetta, che coordina le indagini per chiarire la dinamica e le responsabilità. Secondo quanto emerso, tra i due studenti esistevano attriti da tempo, con scambi di offese e provocazioni, una tensione che sarebbe esplosa dopo l’ennesimo contrasto verbale. Il giovane aggressore avrebbe riferito agli investigatori di sentirsi insultato in modo continuo, ma la presenza dell’oggetto contundente portato da casa ha rafforzato l’ipotesi di un gesto non del tutto impulsivo.

La dirigente scolastica, Linda Bentivegna, ha convocato immediatamente le famiglie coinvolte, definendo l’accaduto un fatto inaccettabile e inatteso. Secondo la direzione, nessuno dei due studenti aveva manifestato in precedenza comportamenti tali da far presagire una simile violenza, al di là di alcune note disciplinari ordinarie. La scuola ha ribadito che ogni segnale di disagio o conflitto viene affrontato e, se necessario, segnalato alle autorità competenti, richiamando gli studenti a comprendere che la violenza non rappresenta mai una soluzione. Parallelamente, sarà convocato il consiglio di classe per valutare i provvedimenti disciplinari nei confronti dell’aggressore, mentre l’iter giudiziario seguirà il suo corso. Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, che ha definito quanto accaduto un episodio di estrema gravità, sottolineando come l’idea stessa di entrare in una scuola armati sia incompatibile con i valori educativi e civili. L’assessore ha espresso vicinanza allo studente ferito e al docente che è intervenuto prontamente, rivolgendo un appello ai ragazzi che vivono situazioni di disagio affinché chiedano aiuto alle istituzioni invece di rifugiarsi nella violenza.

Un secondo episodio, altrettanto preoccupante, si è verificato a Paternò, davanti a un istituto scolastico. Un minorenne residente in città è stato fermato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia locale mentre tentava di allontanarsi all’ingresso della scuola. Il giovane, notato mentre cercava di sottrarsi a un controllo, è stato perquisito e trovato in possesso di un coltello a serramanico lungo complessivamente 16,5 centimetri, con una lama affilata di 7,5 centimetri. L’arma è stata sequestrata e il ragazzo denunciato alla Procura per i Minorenni. L’operazione rientrava in un servizio di prevenzione finalizzato a garantire sicurezza e legalità negli ambienti scolastici, condotto con il supporto delle unità cinofile antidroga del Nucleo di Nicolosi. Durante le ispezioni all’interno dei locali, i cani hanno individuato anche uno studente in possesso di 3 dosi di marijuana, che è stato segnalato alla Prefettura di Catania come assuntore di sostanze stupefacenti.

Il decreto-legge del Governo Meloni n. 23/2026 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2026 e in vigore dal 25 febbraio), introduce misure urgenti contro la violenza giovanile e l’uso di armi: sanzioni pecuniarie da 200 a 1.000 euro per i genitori dei minori che reiterano reati (come lesioni, rissa, minacce con armi o strumenti vietati) dopo ammonimento del Questore, con ampliamento dei casi punibili. Per le rapine aggravate con esplosivi, armi o sostanze nocive sono previste pene da 10 a 25 anni di reclusione e multe fino a 9.000 euro. Sul fronte delle armi bianche, è vietato il porto senza giustificato motivo di coltelli con lama superiore a 8 cm (reato punito con reclusione da 6 mesi a 3 anni), con divieto assoluto per tipi specifici (a scatto, a farfalla, ecc.) e vietata la vendita ai minori, con sanzioni amministrative per i genitori in caso di violazione e pene accessorie per i venditori inadempienti.