Sintesi
Dal 15 luglio al 6 agosto la Sicilia è stata investita da centinaia di incendi boschivi, urbani e di interfaccia, con 8.059 interventi di spegnimento e pattugliamento. Il 27 luglio la Regione ha stanziato un primo pacchetto da 25 milioni di euro, destinando 15 milioni alla Protezione civile e 10 milioni alle imprese agricole colpite. Entro il 4 agosto il provvedimento era già stato approvato all’unanimità anche dall’ARS.

L’8 agosto è intervenuta anche la SEUS per il personale del 118 in servizio a Lipari e Salina, disponendo temporaneamente il rimborso del 18% delle spese di viaggio. Il problema era diventato particolarmente evidente nelle Eolie, dove il costo degli spostamenti aveva creato difficoltà nel reperire soccorritori disponibili a raggiungere le postazioni insulari.

Il 10 agosto è entrato in vigore l’aumento del 18% dei biglietti sulle corse comprese nella convenzione statale per le Isole minori. Dopo le proteste e il confronto con la Regione, gli incrementi sono stati sospesi nella stessa serata. Federalberghi Isole di Sicilia ha sostenuto che il nuovo rincaro si sarebbe aggiunto agli aumenti già registrati dal giugno 2022.

L’11 agosto la Giunta ha approvato 2 interventi sui collegamenti. Il primo ha riconosciuto una sotto-compensazione complessiva di 8,23 milioni di euro a Liberty Lines per il triennio 2025-2027, prevedendo pagamenti trimestrali. Il secondo ha avviato il percorso per trasferire alla Regione dal 10 ottobre 2027 ulteriori servizi oggi di competenza statale, con l’esclusione delle tratte per Ustica e fra le Eolie e Napoli e un maggiore costo regionale di 2,3 milioni nel 2027. Contestualmente è stata autorizzata la gratuità dei viaggi per il personale SEUS 118.
Nella stessa giornata è stato dichiarato per un anno lo stato di crisi e di emergenza regionale per gli incendi. Una prima valutazione ha indicato circa 50 milioni di euro tra danni e interventi necessari in 8 province, dei quali circa 38 milioni nel palermitano. La Regione ha precisato che gli accertamenti sono ancora in corso e che soltanto sulla base della quantificazione definitiva sarà valutata anche la richiesta dello stato di emergenza nazionale.
Sempre l’11 agosto è stato annunciato il “Progetto Sicilia-Agricoltura protetta”, finanziato con 4 milioni di euro regionali e integrato con risorse europee. La misura punta a ridurre fino al 70% il costo delle polizze agevolate contro i rischi catastrofali e può arrivare a una copertura del 100% per quelle integrative. Il programma interessa, tra gli altri, agrumi, cereali, frutta, olivo e vite ed è operativo per la campagna invernale 2026-2027, con adesioni fino al 31 ottobre per le colture autunno-invernali.
Articolo
Il problema dei collegamenti marittimi con le Isole minori siciliane ha radici molto più lontane dell’ultimo rincaro tariffario. Il quadro europeo risale al regolamento della Comunità economica europea (CEE) n. 3577 del 1992, entrato in vigore dal 1993, che ha liberalizzato il cabotaggio marittimo ma ha consentito agli Stati di imporre obblighi di servizio pubblico e stipulare contratti per assicurare collegamenti regolari da, verso e fra le isole, anche fissando continuità, frequenza, capacità e tariffe. La Sicilia ha poi disciplinato specificamente la materia con la legge regionale 9 agosto 2002, n. 12, dedicata proprio ai collegamenti con le Isole minori.
Il tema ha assunto anche un rilievo costituzionale. La legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2 ha modificato l’articolo 119 della Costituzione riconoscendo le peculiarità delle Isole e affidando alla Repubblica il compito di promuovere le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. Nello stesso anno la Corte di giustizia dell’Unione europea, nella causa C-437/21 promossa da Liberty Lines (compagnia italiana specializzata nei collegamenti marittimi veloci), ha ribadito la centralità della disciplina europea applicabile ai servizi marittimi di interesse pubblico, escludendo che questi possano essere sottratti al relativo regime attraverso una diversa qualificazione del servizio.
Sul fronte agricolo, un altro percorso era già stato avviato all’inizio del 2026. La legge regionale 5 gennaio 2026, n. 1 ha previsto all’articolo 27 il cofinanziamento delle misure di gestione e mutualizzazione del rischio in agricoltura. Il decreto assessoriale n. 169/Gab del 25 giugno 2026 ha successivamente stabilito modalità e criteri di attuazione, predisponendo quindi la base amministrativa sulla quale si è innestato il progetto assicurativo annunciato in agosto.
Nel frattempo l’estate ha aperto un’altra emergenza. Dal 15 luglio gli incendi hanno colpito numerose zone dell’Isola e le alte temperature, insieme al vento, ne hanno favorito la diffusione verso aree boschive, agricole e in più casi urbanizzate. Sono stati interessati edifici, aziende, allevamenti, infrastrutture e attività industriali. Centinaia di persone hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. Tra il 15 luglio e il 6 agosto Vigili del fuoco, Corpo forestale regionale e Protezione civile hanno effettuato complessivamente 8.059 interventi di spegnimento e pattugliamento.
Il 27 luglio il governo guidato da Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana e deputato regionale di Forza Italia) aveva già approvato un primo stanziamento di 25 milioni di euro, ripartito fra 15 milioni destinati agli interventi di Protezione civile e 10 milioni per i ristori alle aziende agricole danneggiate. Dal resoconto dell’Assemblea regionale siciliana (ARS) del 4 agosto è emerso inoltre che il pacchetto era stato votato all’unanimità dall’Aula. La Regione ha quindi cominciato a muoversi sul piano finanziario mentre continuavano gli accertamenti sul territorio.
Parallelamente si è aggravata la questione dei trasporti marittimi. Nelle Eolie (arcipelago appartenente alla Città metropolitana di Messina) il costo dei biglietti aveva prodotto conseguenze anche sull’organizzazione del servizio sanitario di emergenza. A Lipari (comune nell’omonima isola dell’arcipelago ) alcuni soccorritori chiamati a sostituire i colleghi avevano dovuto sostenere un costo vicino ai 50 euro per il viaggio di andata e ritorno e sono state segnalate difficoltà nella copertura dei turni.
L’8 agosto la Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria (SEUS), società che gestisce il personale delle ambulanze del 118 nell’Isola, presieduta da Riccardo Castro (manager della società pubblica sanitaria), aveva adottato una prima misura temporanea riconoscendo ai dipendenti impegnati a Lipari e Salina (isola dell’arcipelago eoliano) un rimborso pari al 18% della spesa di viaggio. Lo stesso Castro aveva definito l’intervento straordinario e provvisorio, in attesa di una soluzione stabile.
La situazione è precipitata il 10 agosto. Quella mattina è diventato operativo un aumento del 18% sui biglietti delle navi e dei mezzi veloci inclusi nella convenzione statale gestita attraverso la Società di Navigazione Siciliana (SNS), con servizi effettuati da Liberty Lines e Caronte & Tourist Isole Minori (operatore dei collegamenti con traghetti). Gli incrementi hanno interessato anche residenti e veicoli e sono stati motivati dalle compagnie con l’aumento dei costi di esercizio, in particolare dei carburanti.
Christian Del Bono (presidente di Federalberghi Isole di Sicilia, organizzazione degli operatori alberghieri delle isole) ha contestato il provvedimento sostenendo che il nuovo 18% si sarebbe sommato al 56% di aumenti accumulati, secondo i calcoli dell’associazione, dal giugno 2022, portando l’incremento complessivo all’84%. Quest’ultimo dato va quindi attribuito a Federalberghi e non rappresenta una quantificazione autonoma certificata dalla Regione. L’associazione ha richiamato anche il principio costituzionale di insularità e ha chiesto una soluzione stabile che evitasse di scaricare sui residenti e sulle imprese il costo della continuità territoriale.
Nella stessa giornata Alessandro Aricò (assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, esponente di Fratelli d’Italia) ha convocato il confronto con gli operatori. In serata SNS, Liberty Lines e Caronte & Tourist Isole Minori hanno sospeso con effetto immediato gli aumenti già applicati, aprendo la strada alla ricerca di forme alternative per ristabilire l’equilibrio economico della convenzione. Il rincaro è quindi rimasto in vigore soltanto per alcune ore del 10 agosto.
Il giorno successivo la Giunta regionale ha trasformato l’intervento d’urgenza in 2 decisioni più strutturate. La prima ha riguardato i servizi veloci di Liberty Lines. Dalla verifica dell’equilibrio economico-finanziario dei contratti è risultata una sotto-compensazione di 8,23 milioni di euro per il periodo 2025-2027. I contratti consentirebbero, in presenza di uno squilibrio, di ridimensionare i servizi oppure intervenire sulle tariffe. La Regione ha preferito ripianare le somme riconosciute alla compagnia, sostituendo inoltre la liquidazione annuale con pagamenti trimestrali per affrontare le esigenze di liquidità collegate anche all’aumento dei carburanti.
La seconda decisione guarda invece al 2027. L’assessorato è stato autorizzato a proseguire la definizione di una nuova convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e con SNS per trasferire alla Regione, dal 10 ottobre 2027, i servizi marittimi oggi di competenza statale. Resterebbero fuori il collegamento con Ustica (isola e comune della Città metropolitana di Palermo) e la tratta fra le Eolie e Napoli. Per il solo 2027 il nuovo assetto richiederebbe alla Regione ulteriori 2,3 milioni di euro.
Schifani ha presentato la scelta come un modo per preservare il diritto alla mobilità delle comunità isolane senza trasferire immediatamente i maggiori costi sugli utenti e, nello stesso tempo, per difendere l’attrattività turistica dell’Isola. Aricò ha sottolineato che gli aumenti appena sospesi riguardavano i collegamenti della convenzione statale e ha sostenuto la necessità di portare progressivamente sotto una gestione regionale più diretta anche questi servizi.
Sempre l’11 agosto, d’intesa con Marcello Caruso (assessore regionale alla Salute, già coordinatore siciliano di Forza Italia), Aricò ha annunciato la firma del decreto che autorizza la gratuità dei collegamenti marittimi per il personale del servizio di emergenza-urgenza SEUS 118. La nuova misura ha quindi superato il rimborso parziale introdotto soltanto pochi giorni prima, affrontando direttamente il problema che aveva interessato soprattutto le postazioni eoliane.
Nella stessa riunione di Giunta è stata affrontata l’emergenza incendi. Su proposta del presidente e sulla base del provvedimento predisposto da Salvatore Cocina (dirigente generale del Dipartimento regionale della Protezione civile, tecnico dell’amministrazione), è stato dichiarato per un anno lo stato di crisi e di emergenza regionale. Una prima ricognizione, ancora suscettibile di aggiornamenti, ha quantificato in circa 50 milioni di euro i danni e le risorse necessarie per ristabilire condizioni di sicurezza e diminuire il rischio nelle 8 province interessate. Il quadro più grave è risultato quello palermitano, con circa 38 milioni di euro.
Giuseppa “Giusi” Savarino (assessora regionale al Territorio e all’ambiente, esponente di Fratelli d’Italia) ha indicato lo stato di emergenza come uno strumento destinato a rafforzare il sostegno ai territori e alle attività produttive danneggiate. Sul piano giuridico, la dichiarazione regionale trova il proprio riferimento nell’articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020, n. 13. È però distinta dallo stato di emergenza di rilievo nazionale disciplinato dal Codice della Protezione civile. Quest’ultimo deve essere deliberato dal Consiglio dei ministri e può essere attivato anche su richiesta del presidente della Regione interessata. All’11 agosto Schifani ha precisato che la Regione stava ancora completando gli accertamenti e avrebbe valutato successivamente se avanzare quella richiesta.
La terza risposta regionale della giornata ha riguardato l’agricoltura. Luca Sammartino (vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea, esponente dell’area Prima l’Italia-Lega Salvini Premier) ha annunciato il “Progetto Sicilia-Agricoltura protetta”, mettendo a disposizione 4 milioni di euro di risorse regionali previste dalla legge di stabilità e integrandole con i fondi dell’Unione europea. L’obiettivo è rendere meno oneroso assicurare le produzioni agricole contro siccità, gelate, alluvioni e altri rischi catastrofali.
Il sistema consentirà di abbattere fino al 70% il costo delle polizze agevolate contro i rischi catastrofali e potrà raggiungere una copertura del 100% per le polizze integrative. I comparti indicati comprendono agrumi, cereali, frutta, olivo e vite. Il programma è già riferito alla campagna invernale 2026-2027 e, per le colture autunno-invernali, le adesioni resteranno aperte fino al 31 ottobre. Sammartino ha descritto la misura come uno strumento per trasformare la gestione del rischio da costo difficilmente sostenibile a forma ordinaria di protezione del reddito e del patrimonio delle imprese agricole.
Le 3 decisioni dell’11 agosto si sono così inserite in problemi differenti ma accomunati dalla stessa fragilità territoriale dell’Isola. Nei trasporti si è cercato di impedire che l’insularità produca un ulteriore aggravio economico per residenti e turisti. Negli incendi l’obiettivo è accelerare sicurezza, ripristino e ristori. Nell’agricoltura si punta invece a prevenire una parte delle conseguenze economiche degli eventi estremi attraverso la copertura assicurativa.
Nell’immagine di copertina il Costanza I di Sicilia è un traghetto appartenente alla Regione Siciliana e affidato in gestione alla Siremar, incendi siciliani dell’estate 2026, con mezzi di soccorso impegnati sul territorio, Luca Sammartino, attuale vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









