Sicilia. Rimpasto completato in Giunta: Schifani chiude dopo mesi di stallo tra ritorni, equilibri e critiche

Dopo una lunga trattativa iniziata a dicembre, il presidente Renato Schifani vara il nuovo assetto della Giunta. Rientra la Democrazia cristiana, cresce l’Mpa e cambia la guida della Sanità, tra tensioni politiche e critiche delle Opposizioni

Sintesi

Il rimpasto della Giunta regionale siciliana si conclude dopo mesi di trattative avviate a dicembre a seguito dell’inchiesta che ha coinvolto Totò Cuffaro. Entrano Nuccia Albano al Lavoro e politiche sociali, Elisa Ingala alla Funzione pubblica e Marcello Caruso alla Salute. La Democrazia cristiana rientra quindi nella Maggioranza e l’Mpa rafforza la propria presenza. La sostituzione alla Sanità nasce da veti interni a Forza Italia e si chiude con la scelta di Caruso. Restano tensioni politiche e critiche delle opposizioni sul piano etico e sulla gestione del potere. Il Governo siciliano riparte con un programma di fine legislatura basato su manovra correttiva e finanziaria.

Sintesi

In Sicilia viene definita la riorganizzazione della Giunta regionale, conclusione di un percorso lungo e complesso avviato nel mese di dicembre quando l’inchiesta che ha coinvolto Totò Cuffaro aveva determinato l’esclusione della Democrazia cristiana (Dc). Il presidente Renato Schifani ha quindi portato a termine una trattativa durata mesi, caratterizzata da confronti, telefonate e contrasti interni alla maggioranza.

La nuova composizione dell’esecutivo vede l’ingresso di Nuccia Albano, medico legale e consulente di Tribunali e Procure, che torna alla guida dell’assessorato alla Famiglia, politiche sociali e lavoro, un sostanziale ritorno della Dc nell’area di governo e la ricomposizione degli equilibri politici interni. Contestualmente viene nominata Elisa Ingala, dottore commercialista ed ex assessore comunale a Caltanissetta nonché amministratore giudiziario, cioè incaricata dall’autorità giudiziaria di gestire aziende sottoposte a sequestro preventivo, alla Funzione pubblica e autonomie locali, rafforzando così il ruolo dell’Mpa (Movimento per l’autonomia) che passa da uno a due assessorati (l’atro assessore è Francesco Colianni, confermato, indicato come secondo rappresentante del movimento, in particolare per l’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità).

Il passaggio più rilevante riguarda la Sanità, dove si realizza la sostituzione tra Daniela Faraoni con Marcello Caruso, già coordinatore regionale di Forza Italia e segretario particolare del presidente Schifani. La scelta è maturata dopo una fase di blocco causata da veti incrociati tra le correnti interne, che hanno escluso progressivamente altri candidati come Nicola D’Agostino, Alessandro De Leo, Bernadette Grasso e l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio. La nomina di Caruso è stata resa possibile anche dalla garanzia che non si candiderà alle elezioni regionali, evitando così competizione interna.

L’accelerazione decisiva si è verificata ieri in una sola giornata, quando il presidente ha convocato Daniela Faraoni a Palazzo d’Orleans chiedendone le dimissioni e ricevendo un rifiuto, mentre da Roma Fratelli d’Italia ha confermato la permanenza di Elvira Amata nonostante il rinvio a giudizio, cioè il provvedimento con cui il Gip dispone il processo penale. Questo ha portato rapidamente alla definizione delle nomine e al completamento della squadra di governo, colmando anche i due assessorati rimasti dal 10 novembre sotto gestione ad interim, cioè temporanea, dello stesso presidente.

Il riequilibrio politico segna il ritorno della Dc nell’orbita della Maggioranza, soprattutto nell’area vicina ad Albano, Serafina Marchetta e Andrea Messina, mentre risulta ridimensionata la componente riferibile a Ignazio Abbate, Carlo Auteri e Carmelo Pace, più prossima alla Lega. Rimangono tuttavia tensioni interne, evidenziate dal mancato entusiasmo di esponenti come Marco Falcone e Giorgio Mulè, segnale di rapporti non del tutto distesi. Sul piano delle reazioni, il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo ha definito le scelte adottate come “straordinarie”, pur manifestando sorpresa per alcune decisioni, mentre l’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) guidata da Barbara Cittadini ha espresso disponibilità a un confronto serio e costruttivo con il nuovo assessore alla Salute. Anche esponenti di Maggioranza hanno espresso sostegno, come Salvo Tomarchio, che ha augurato buon lavoro a Caruso riconoscendo i risultati ottenuti da Faraoni.

Le Opposizioni hanno invece espresso critiche dure, con il segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo che ha parlato di gestione orientata alla distribuzione delle cariche, mentre il capogruppo Michele Catanzaro ha evidenziato la contraddizione nel ritorno della Dc dopo mesi di esclusione. Il Movimento 5 Stelle (M5S, forza politica nazionale) con Antonio De Luca ha sollevato dubbi sulla stabilità futura della maggioranza, e Ismaele La Vardera ha criticato il rientro della Dc mentre permangono questioni giudiziarie aperte.

Il tema etico resta infatti centrale nel dibattito politico, anche alla luce della permanenza in Giunta di assessori rinviati a giudizio per corruzione, come Elvira Amata e Luca Sammartino, elemento che alimenta lo scontro tra maggioranza e opposizione. Dal punto di vista istituzionale, i nuovi assessori presteranno giuramento all’Ars (Assemblea regionale siciliana, organo legislativo della Regione) il 6 maggio alle 15, segnando l’avvio operativo della nuova fase politica. Il Governo regionale riparte così con un accordo di fine legislatura fondato sulla manovra correttiva prevista per luglio e sulla legge finanziaria da 2 miliardi prevista per dicembre, strumenti fondamentali per la gestione delle risorse pubbliche e la programmazione economica.