Sintesi
La Regione Siciliana avvia la revisione dell’albo dei direttori generali delle aziende sanitarie con un avviso pubblico che introduce criteri più rigorosi e trasparenti. Il sistema prevede una selezione articolata su due livelli con il coinvolgimento di una commissione tecnica e il riferimento all’elenco nazionale del Ministero della Salute. La riforma si inserisce in un contesto segnato da dimissioni, indagini e criticità registrate nel 2025 in diverse aziende sanitarie dell’Isola. Restano esclusi i policlinici universitari che seguono procedure autonome legate agli atenei. Il Governo regionale conferma la continuità dell’assetto politico e amministrativo mentre prosegue il percorso di ristrutturazione della governance sanitaria.

Articolo
La Regione Siciliana imprime un’accelerazione al processo di riordino del sistema sanitario attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana dell’avviso finalizzato alla revisione dell’elenco dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere, passaggio considerato strategico all’interno di una più ampia trasformazione della governance pubblica. L’intervento introduce un meccanismo selettivo più severo e articolato, orientato a garantire trasparenza amministrativa e qualità gestionale, limitando interferenze esterne e rafforzando il principio meritocratico.

Il nuovo impianto stabilisce che possano partecipare esclusivamente i soggetti già inseriti nell’elenco nazionale gestito dal Ministero della Salute, che rappresenta il primo livello di verifica dei requisiti professionali. A questo filtro iniziale segue una valutazione regionale affidata a una commissione tecnica composta anche da esperti indicati da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), organismo che supporta le politiche sanitarie pubbliche. Questa commissione analizzerà titoli, esperienze e competenze attraverso colloqui individuali, definendo un elenco valido per 3 anni privo di graduatoria numerica.

In una fase successiva, per ogni incarico disponibile, una seconda commissione individuerà una rosa di 3 candidati da sottoporre all’assessore regionale alla Salute, che formulerà la proposta finale alla Giunta. Secondo il presidente della Regione Renato Schifani, “questo avviso rappresenta l’avvio di un sistema sanitario svincolato da dinamiche politiche e fondato esclusivamente su competenze, esperienza e merito”, mentre l’assessore Daniela Faraoni sottolinea la coerenza con la normativa nazionale e l’obiettivo di rafforzare rigore e affidabilità nelle nomine.
Il quadro normativo di riferimento si inserisce nella disciplina nazionale sul conferimento degli incarichi dirigenziali sanitari, che negli ultimi anni ha introdotto criteri più stringenti in materia di trasparenza, anticorruzione e incompatibilità, in linea con i principi del decreto legislativo 171/2016 e successive modifiche, che regolano la selezione dei direttori generali nel Servizio sanitario nazionale (SSN, Servizio Sanitario Nazionale).
Restano esclusi dal nuovo meccanismo i policlinici universitari di Palermo, Catania e Messina, per i quali continua ad applicarsi il sistema delle terne proposte dai rettori universitari, mantenendo quindi una governance distinta legata al mondo accademico.
La riforma si colloca in una fase storica segnata da numerose criticità emerse nel corso del 2025, che hanno inciso sulla stabilità delle direzioni aziendali. In ordine cronologico: a gennaio si sono registrate le dimissioni di Roberto Colletti dalla guida dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, ufficialmente per motivazioni personali ma in un contesto segnato da tensioni successive a un decesso in ambito ortopedico e da sviluppi investigativi su presunti legami tra appalti e nomine; a maggio Ferdinando Croce ha lasciato l’Asp di Trapani dopo lo scandalo relativo ai ritardi nei referti istologici, in seguito a una sospensione disposta dalla Regione; tra novembre e dicembre Alessandro Caltagirone ha abbandonato l’Asp di Siracusa per un’indagine su presunta corruzione, vicenda che potrebbe orientarsi verso l’archiviazione secondo ricostruzioni giornalistiche; più recentemente Salvatore Iacolino si è dimesso dal Policlinico di Messina dopo un’inchiesta su ipotetici rapporti con ambienti imprenditoriali contigui alla criminalità organizzata.
Attualmente la funzione di Dirigente Generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato alla Salute risulta affidata ad interim a Giovanni Bologna (avvocato generale della Regione Siciliana e precedentemente alla guida temporanea del Dipartimento Turismo), mentre è stata esclusa la candidatura di Mario La Rocca per incompatibilità legate a partecipazioni in strutture accreditate, una questione che l’amministrazione regionale considera ormai superata sotto il profilo procedurale.
Parallelamente, sul piano politico-istituzionale, il presidente Schifani conferma che le nuove nomine negli assessorati alla Funzione pubblica e alla Famiglia saranno definite entro la fine del mese, mentre vengono smentite le indiscrezioni relative a possibili cambiamenti nella delega alla Salute, mantenendo invariato l’attuale assetto salvo eventuali accordi condivisi.
Nel complesso, il percorso avviato dalla Regione Siciliana rappresenta l’ennesimo annoso tentativo strutturale di riorganizzare il sistema sanitario regionale stavolta attraverso strumenti normativi e amministrativi più rigorosi, con l’obiettivo di ristabilire fiducia istituzionale, migliorare l’efficienza gestionale e prevenire fenomeni patologici emersi negli anni precedenti, rafforzando al contempo il controllo pubblico e la responsabilità dirigenziale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









