Sintesi
Il bilancio consolidato della Regione Sicilia per il 2024 mostra un rafforzamento patrimoniale e una riduzione del debito ma evidenzia criticità legate a 39 società in perdita e a carenze nei dati contabili. Il documento, già approvato dal Governo di centrodestra guidato dal presidente Renato Schifani, è atteso all’esame parlamentare con probabile via libera per garantire nuove assunzioni. Parallelamente emerge un caso giudiziario che coinvolge l’assessora Amata e l’imprenditrice Daniela Cannariato con accuse respinte dalla difesa. Sul fronte sanitario la Regione accelera sull’attuazione del PNRR con nuove strutture territoriali da rendere operative entro il 2026. Il quadro complessivo resta positivo ma caratterizzato da squilibri gestionali e tensioni politiche.

Articolo
Il quadro economico della Regione Siciliana evidenzia un andamento articolato e non privo di contraddizioni, in cui segnali di consolidamento finanziario convivono con fragilità strutturali e criticità amministrative. Il bilancio consolidato (un documento contabile obbligatorio (dal 2017, D.Lgs. 118/2011 che rappresenta la situazione finanziaria, patrimoniale ed economica della Regione e dei suoi enti/società partecipate, considerati come un unico Gruppo Amministrazione Pubblica) per il 2024, già approvato dall’esecutivo guidato da Renato Schifani, approda all’esame della Commissione Finanze dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana), passaggio preliminare al voto d’Aula che appare sostanzialmente certo anche in funzione delle ricadute sulle assunzioni nella Pubblica amministrazione e nelle società partecipate.

Dal punto di vista contabile, il documento segnala un raddoppio del patrimonio netto che raggiunge 6,39 miliardi rispetto ai 3,06 miliardi del 2023, accompagnato da ricavi pari a 23,81 miliardi e da costi della gestione ordinaria attestati a 19,41 miliardi. Il risultato d’esercizio (la differenza finale tra i ricavi e i costi sostenuti nell’anno) registra invece una flessione, scendendo a 3,47 miliardi dai 4,01 dell’anno precedente, mentre l’indebitamento complessivo cala a 14,14 miliardi con una riduzione significativa dei debiti da finanziamento pari a 6,23 miliardi. L’analisi evidenzia dunque un miglioramento strutturale, ma anche una riduzione della redditività complessiva.

Il nodo principale riguarda però le società partecipate. Il sistema, composto da 93 soggetti, presenta una situazione disomogenea: 54 enti chiudono in utile mentre 39 risultano in perdita, in aumento rispetto ai 32 del 2023. Tra le realtà in difficoltà emergono il Teatro Stabile di Catania e l’IRCA (Istituto Regionale per il Credito Agevolato, un ente della Regione Siciliana istituito nel 2018 con l’obiettivo di diventare l’ente unico per il sostegno finanziario alle imprese cooperative e artigiane siciliane). A ciò si aggiungono rilievi significativi da parte del collegio dei revisori, che segnala l’assenza di dati contabili per 41 tra enti e società e incongruenze nelle operazioni di elisione patrimoniale (o eliminazione infragruppo, è un’operazione tecnica del bilancio consolidato che elimina i valori delle partecipazioni detenute dalla Regione rispetto al patrimonio netto delle controllate, al fine di rappresentare la partecipata come un’unica entità economica, cancellando i rapporti debito-credito interni) relative a soggetti come AST, Sicilia Digitale, Sicilia Acque e diversi IACP (Istituti Autonomi Case Popolari).
Parallelamente al quadro economico, si inserisce una vicenda giudiziaria che coinvolge l’assessora Elvira Amata e l’imprenditrice Daniela Cannariato. Secondo gli atti d’indagine, tra il 2023 e il 03 2024 sarebbero stati sostenuti costi per oltre 4.500 euro legati all’impiego del nipote dell’assessora presso l’azienda della stessa imprenditrice. Durante l’interrogatorio di garanzia, Amata ha riconosciuto di aver chiesto un aiuto lavorativo senza promettere contropartite pubbliche, sostenendo che si trattasse di un gesto personale in un contesto familiare difficile. Le intercettazioni, tuttavia, riportano frasi che gli inquirenti interpretano come indicative di un possibile collegamento tra il favore e l’ottenimento di finanziamenti. La difesa, rappresentata dagli avvocati Lo Re e Traina, respinge l’impostazione accusatoria e sottolinea l’assenza di nesso causale tra i due eventi, qualificando i dialoghi come uno sfogo privato privo di rilevanza penale. Sul piano normativo, la vicenda si colloca nell’ambito delle disposizioni in materia di pubblica amministrazione e anticorruzione, con possibili riferimenti al reato di traffico di influenze illecite disciplinato dal codice penale e alle norme sulla trasparenza amministrativa, ambiti nei quali la giurisprudenza recente tende a richiedere la prova concreta di uno scambio tra utilità e atti pubblici. Tuttavia va semmpre ribadito che in ottemperanza al diritto di cronaca tutelato dalla Costituzione, si precisa che, dato lo stadio di indagini in corso, ogni persona eventualmente coinvolta è da considerarsi innocente fino a una sentenza definitiva che accerti la sua colpevolezza.
La Regione nel frattmepo accelera sull’attuazione del PNRR, in particolare sulla Missione 6 dedicata alla sanità. L’obiettivo fissato a livello nazionale prevede la piena operatività entro giugno 2026 delle Case di comunità e degli ospedali di comunità, strutture destinate a rafforzare l’assistenza territoriale e a ridurre la pressione sugli ospedali tradizionali. Le Case di comunità rappresentano presidi sanitari di prossimità con servizi integrati tra medicina generale e specialistica, mentre gli ospedali di comunità offrono ricoveri brevi a bassa intensità clinica.
I progressi risultano differenziati sul territorio. L’ASP Palermo (Azienda Sanitaria Provinciale) ha già attivato diverse strutture, mentre nelle province di Trapani e Ragusa i cantieri avanzano con tempistiche in linea con il cronoprogramma. Più complessa la situazione a Catania, dove il numero di strutture operative resta inferiore rispetto agli obiettivi programmati. A Messina, invece, il livello di avanzamento appare più consistente con numerose Case di comunità già funzionanti.
Il quadro complessivo restituisce un sistema regionale in trasformazione, caratterizzato da segnali di rafforzamento economico ma anche da criticità gestionali, tensioni istituzionali e sfide operative legate all’attuazione delle riforme. La sostenibilità finanziaria, la trasparenza amministrativa e la capacità di realizzare gli investimenti del PNRR rappresentano i principali banchi di prova per il futuro dell’amministrazione siciliana.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









