Sicilia. Investimenti nell’innovazione tecnologica, dall’olandese Nexperia all’italiana Leonardo e altre siciliane

Dai fondi europei “Step” ai bandi regionali. L’Isola diventa terreno strategico per investimenti tecnologici (deeptech, cleantech, biotech e digitech) con capitali italiani, nord europei e anche siciliane

Sintesi

La Sicilia rafforza il proprio ruolo nella strategia europea di riduzione della dipendenza tecnologica extra Ue grazie a investimenti in deeptech, cleantech, biotech e digitech (tecnologici) sostenuti da materie prime critiche. Il Governo regionale guidato da Renato Schifani ha aderito tra le prime Regioni d’Europa all’invito della Commissione europea a rimodulare le Politiche di Coesione sulle tecnologie “Step”, destinando 615 milioni di euro anche a grandi insediamenti industriali come STM a Catania. I bandi regionali hanno attratto 52 progetti per quasi 485 milioni di euro, con richieste che superano le previsioni e coinvolgono multinazionali come Nexperia e Leonardo, insieme a numerose imprese siciliane. Le risorse risultano concentrate su digitale, biotecnologie e industria avanzata, mentre una prima fase selettiva individua le proposte ammissibili prima della presentazione degli studi di fattibilità. Il quadro conferma una risposta imprenditoriale ampia e trasversale che colloca la Sicilia al centro delle nuove catene del valore tecnologico europee. Nel loro insieme, i dati e le adesioni confermano che la Sicilia non è più soltanto destinataria di politiche di sostegno, ma si propone come piattaforma avanzata per le nuove catene del valore tecnologico europee, capace di attrarre capitali, competenze e ricerca in settori decisivi per la competitività futura dell’Unione.

Articolo

La Sicilia si candida a diventare uno dei nodi strategici dell’innovazione tecnologica europea, rispondendo alla richiesta dell’Unione europea di avviare produzioni avanzate nei settori deeptech (tecnologie profonde ad alta intensità scientifica), cleantech (tecnologie pulite a ridotto impatto ambientale), biotech (biotecnologie) e digitech (tecnologie digitali). L’obiettivo è ridurre la dipendenza della catena di approvvigionamento europea dalle produzioni tecnologiche concentrate in pochi poli extra Ue, in particolare in Cina, Russia e Stati Uniti, rafforzando al contempo l’autonomia industriale continentale.

In questo contesto, il governo regionale guidato da Renato Schifani ha aderito tra le prime 4 Regioni d’Europa all’invito del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto a destinare parte delle Politiche di Coesione alle tecnologie “Step” (Strategic Technologies for Europe Platform, piattaforma europea per le tecnologie strategiche). La Regione ha rimodulato 615 milioni di euro su questa nuova misura, convogliando una quota rilevante verso grandi investimenti industriali, tra cui quelli della STM (Società italo francese dei semiconduttori) nell’area di Catania.

Con la pubblicazione dei bandi da parte dell’assessorato regionale alle Attività produttive, guidato da Edy Tamajo, e con il coordinamento tecnico del direttore generale Dario Cartabellotta, è arrivata una risposta del sistema imprenditoriale che ha superato le attese, oltrepassando i confini regionali e nazionali. Tra i soggetti che hanno chiesto di investire in Sicilia figura il colosso olandese Nexperia, leader globale nei semiconduttori, insieme a campioni dell’industria italiana come Leonardo, oltre a realtà specializzate in ricerca applicata, ingegneria integrata, soluzioni digitali e innovazione industriale provenienti dal Nord Italia e dal Centro.

Accanto ai grandi gruppi extra regionali, emerge con forza anche il contributo delle imprese siciliane. Hanno presentato progetti, tra gli altri, la raffineria Isab di Priolo con un’iniziativa cleantech da 12,3 milioni di euro, la raffineria Sonatrach di Augusta con un intervento analogo da 12 milioni di euro, oltre a numerose aziende attive nei settori dell’energia, dei materiali avanzati, dell’economia circolare, della meccatronica, della sanità e delle tecnologie digitali. Questo insieme di proposte testimonia una filiera locale capace di dialogare con le grandi traiettorie europee dell’innovazione.

Sono 52 le istanze presentate per investimenti complessivi pari a 484.767.569 euro. Nell’ambito della misura 1.6.1 risultano circa 164 milioni di euro destinati al digitech con 26 progetti e 22 milioni al biotech con 5 progetti. La misura 2.9.1 raccoglie invece proposte per 294 milioni di euro distribuite su 19 progetti. Al momento, la misura 1.6.1 evidenzia una situazione di overbooking, mentre la 2.9.1 presenta una capienza potenzialmente sufficiente per coprire tutte le iniziative.

La Regione ha strutturato il percorso in modo graduale, prevedendo una prima fase basata sulla presentazione di idee progettuali, utile a verificare l’ammissibilità delle proposte. Solo le imprese che supereranno questa selezione preliminare accederanno alla fase successiva, con la presentazione degli studi di fattibilità, che comportano investimenti rilevanti in ricerca e sviluppo e costituiranno il fulcro della valutazione finale. In base ai meccanismi di compensazione già previsti dagli avvisi pubblici e considerando che non tutti i progetti saranno approvati, le risorse disponibili dovrebbero risultare adeguate a finanziare le iniziative che supereranno l’intero iter.