Sintesi
La Regione Siciliana ha attivato dal 10 aprile 2026 un rimborso sull’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) fino al 50% elevabile al 60% nei piccoli comuni per attrarre nuovi residenti dall’estero. Il provvedimento nasce dalla Legge di Stabilità regionale 2025-2026 ed è stato reso esecutivo con decreto dell’assessore Alessandro Dagnino approvato dalla Giunta. Il contributo prevede un tetto massimo di 100.000 euro annui per 3 anni ed è subordinato a requisiti stringenti tra cui produzione di reddito acquisto o ristrutturazione di un immobile e mantenimento della residenza. L’obiettivo dichiarato è contrastare lo spopolamento e stimolare l’economia locale attirando lavoratori professionisti pensionati e nomadi digitali (lavoratori da remoto). La misura si affianca al regime nazionale dei lavoratori impatriati previsto dal D.L. (Decreto Legge) 78/2010 risultando compatibile e cumulabile. I vertici regionali sottolineano l’impatto potenzialmente positivo sui conti pubblici mentre alcuni economisti esprimono prudenza sull’efficacia nel lungo periodo.

Articolo
Dal 10 aprile 2026 la Regione Siciliana inaugura una strategia fiscale innovativa e mirata a invertire la tendenza allo spopolamento che da anni interessa soprattutto le aree interne dell’isola. Il provvedimento, fondato su una disposizione inserita nella Legge di Stabilità regionale approvata nel 2025 per l’esercizio finanziario 2026, è stato concretamente attuato con il decreto firmato dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e approvato dalla Giunta regionale nella stessa data. Contestualmente, il 10 aprile 2026, è stato diffuso il comunicato ufficiale sul portale istituzionale della Regione, che rappresenta il riferimento documentale primario in assenza, al momento, della pubblicazione del decreto completo sul BUR (Bollettino Ufficiale della Regione).

Il meccanismo introdotto prevede un rimborso dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) pari al 50% dell’imposta effettivamente versata, percentuale che può salire al 60% nei comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. Il contributo è riconosciuto fino a un massimo di 100000 euro annui per ciascun beneficiario e per un periodo massimo di 3 anni, ed è erogato esclusivamente a fronte del pagamento reale dell’imposta, configurandosi come un sistema di “payback” (rimborso posticipato) e non come agevolazione preventiva.

Per accedere al beneficio è necessario trasferire il domicilio fiscale dall’estero in Sicilia, generare reddito attraverso lavoro dipendente autonomo o attività d’impresa oppure essere titolari di pensione, acquistare o ristrutturare un immobile abitabile nel territorio regionale e mantenere la residenza almeno fino al 31 dicembre dell’anno successivo al trasferimento. Potrebbe essere previsto anche un vincolo temporale più ampio di permanenza e la possibilità di revoca del contributo in caso di perdita dei requisiti.
L’iniziativa si inserisce in un quadro normativo più ampio e coerente con le politiche nazionali di attrazione dei contribuenti dall’estero, in particolare con il regime dei lavoratori impatriati disciplinato dall’articolo 44 del D.L. (Decreto Legge) 78/2010 e successive modifiche aggiornate fino al periodo 2024-2026, che prevede una riduzione della base imponibile del 50% per 5 anni. A differenza di quest’ultimo, la misura siciliana opera come contributo regionale aggiuntivo e successivo al pagamento dell’imposta risultando giuridicamente compatibile e cumulabile.
Sul piano politico e istituzionale, il presidente della Regione Renato Schifani ha evidenziato come l’intervento punti ad attrarre sia cittadini stranieri interessati alla qualità della vita dell’isola sia giovani siciliani emigrati intenzionati a rientrare. L’assessore Alessandro Dagnino ha invece definito il provvedimento “unico in Italia”, sottolineando la natura di leva fiscale capace di generare un effetto moltiplicatore sulle entrate pubbliche, grazie all’aumento del gettito derivante dai nuovi residenti.
Eemergono valutazioni prudenti da parte di alcuni economisti, che pur riconoscendo la legittimità della misura nell’ambito delle competenze regionali in materia di sviluppo economico, sollevano interrogativi sulla sua efficacia strutturale nel lungo periodo e sulla capacità di incidere stabilmente sui flussi demografici.
Nel complesso, il provvedimento rappresenta una delle più incisive politiche fiscali territoriali mai adottate in Italia per contrastare la desertificazione demografica e rilanciare il tessuto economico locale, combinando incentivi finanziari diretti e strategie di attrazione del capitale umano in un contesto competitivo sempre più orientato alla mobilità internazionale di lavoratori e contribuenti.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









