Sicilia. Fermata a Marsala una messinese con 4,6 chili tra cocaina ed eroina

La Polizia di Stato ha sequestrato oltre 4,6 chili di stupefacenti nascosti nel portabagagli di un’auto arrivata dal messinese. La donna alla guida è stata arrestata

Sintesi

Nelle prime ore del mattino, un’auto proveniente dal messinese è entrata nel territorio di Marsala percorrendo strade secondarie, circostanza che ha attirato l’attenzione degli agenti impegnati nei controlli. La conducente, apparsa incerta e guardinga, è stata fermata dalla Squadra Mobile di Trapani e dal Commissariato di Marsala. Dai controlli è emerso un precedente di polizia per porto illegale di armi e la successiva perquisizione ha consentito di trovare nel portabagagli 3 chili e 600 grammi di cocaina e 1 chilo e 90 grammi di eroina. Secondo gli investigatori, la droga era destinata alle piazze di spaccio di Marsala e dei comuni vicini, con un valore stimato in circa 400 mila euro. Su richiesta della Procura di Marsala, la donna è stata arrestata e il Gip del Tribunale ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

Articolo

Un nuovo sequestro di droga è stato eseguito a Marsala dalla Polizia di Stato, nell’ambito di un’attività condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Trapani e del Commissariato cittadino. L’operazione, resa nota ieri 8 luglio 2026, ha portato al rinvenimento di oltre 4,6 chili di stupefacenti, tra cocaina ed eroina, e all’arresto di una donna originaria del Messinese, ritenuta dagli investigatori una possibile corriere della droga. La Questura di Trapani ha confermato il sequestro di 3.600 grammi di cocaina e 1.090 grammi di eroina.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’auto condotta dalla donna era arrivata nelle prime ore del mattino nel territorio marsalese, seguendo alcune vie secondarie. La scelta del percorso, secondo gli inquirenti, poteva essere finalizzata a ridurre il rischio di incrociare controlli delle Forze dell’ordine. Proprio l’atteggiamento della conducente, descritto come prudente, incerto e poco lineare rispetto alla destinazione, ha insospettito gli agenti impegnati nel servizio.

Dopo il fermo, gli accertamenti hanno rilevato a carico della donna un precedente di Polizia per porto illegale di armi. Questo elemento ha spinto i poliziotti ad approfondire la verifica e a procedere alla perquisizione del veicolo. Nel portabagagli sono stati trovati i panetti di droga, occultati all’interno dell’automobile. Per gli investigatori, lo stupefacente era destinato con ogni probabilità alle piazze di spaccio di Marsala e dei comuni limitrofi, con un valore di mercato stimato in circa 400 mila euro.

La donna, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe avuto il compito di trasportare il carico senza attirare sospetti. Su richiesta della Procura di Marsala, è stata arrestata e successivamente il Gip del Tribunale di Marsala ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere. La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari e l’indagata deve essere considerata innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

Il caso si inserisce nel più ampio contrasto al traffico di stupefacenti in Sicilia e in Italia. La DCSA (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga), nella relazione annuale 2025 sui dati 2024, indica il traffico di droga come fenomeno alimentato da reti criminali capaci di muovere carichi lungo rotte nazionali e internazionali, con la cocaina ancora centrale nei mercati illeciti. Sul piano normativo, la condotta contestata rientra nell’ambito dell’articolo 73 del Dpr 309/1990 (Decreto del presidente della Repubblica, Testo unico sugli stupefacenti), che punisce produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope. La giurisprudenza recente della Cassazione ha ribadito che, per distinguere l’uso personale dallo spaccio, non basta un sospetto generico, ma servono elementi concreti sulla destinazione a terzi della sostanza. Questo principio, richiamato in decisioni del 2025, riguarda però casi di quantitativi ridotti e situazioni diverse da quella marsalese, dove il carico sequestrato supera i 4 chili e mezzo e viene interpretato dagli investigatori come compatibile con un trasporto destinato al mercato dello spaccio.